Beatrice Brignone 350 260

Beatrice Brignone 350 260Beatrice Brignone, Deputata di Possibile, conversa con la nostra Nadeia De Gasperis – Abbiamo chiesto a Beatrice Brignone di raccontare a UNOeTRE.it il suo impegno nella campagna referendaria. In giro per l’Italia, da nord a sud, in più di 300 tappe, le donne del TourRicostituente hanno incontrato le persone, per ascoltare e parlare non solo di riforma costituzionale, ma di problemi reali.
In particolar modo, tenevamo a sapere il punto di vista di una donna. Dove il fronte del SI sostiene che non ci siano donne schierate in prima linea per il NO, le chiediamo cosa ne pensi. Quale sia la situazione attuale delle politiche rivolte alle donne e quale scenario si prefiguri se dovesse vincere il SI.

Questa è stata una campagna referendaria aspra e lunghissima, una campagna referendaria che ha visto troppo spesso il fronte Governativo del si strumentalizzare su molti argomenti, senza esclusione di colpi. Dal “chi vota no è come Casa Pound” a “il fronte del no non ha schierato donne in prima linea”. Tutte e due le affermazioni appartengono a una donna e sono false. La Ministra Maria Elena Boschi, dall’alto della sua carica e con un sistema dei media spesso troppo compiacente, ha usato molte volte argomenti forti, spregiudicati e faziosi per attaccare chi semplicemente crede che questa riforma sia scritta male e non faccia bene al Paese. Per questo il fronte del no è stato tacciato di “maschilismo strisciante” da una Ministra che ha rifinanziato i centri anti violenza solo dopo mesi di annunci. Potrebbe bastare questo, ma non è il caso di parlarne in questa occasione.

Campagna referendaria a contatto con le persone. Più di 300 tappe da nord a sud per prendere le distanze dai toni avvelenati dei sostenitori del SI

Qui vogliamo spiegare come le donne di Possibile, tutte, si siano impegnate fin dai primi mesi di campagna elettorale a spiegare casa per casa e nel merito cosa non va di questa riforma. Lo abbiamo fatto senza clamori, nel merito e senza la cassa di risonanza governativa. Non abbiamo avuto comparsate nei salotti televisivi, ma il nostro TourRicostituente ha toccato oltre 300 tappe complessivamente, da nord a sud, instancabilmente e autofinanziandoci. Abbiamo parlato ai cittadini dei temi che ci stanno a cuore e li abbiamo ascoltati, perché è questo che la politica deve fare per migliorare la vita delle persone. A poco più di una settimana dal voto sentiamo parlare di campagna avvelenata, di toni troppo alti e di Paese spaccato. Ma chi è il responsabile di questa frattura se non un Governo che dal primo momento ha creato in maniera scientifica un clima manicheo del “noi siamo i buoni e gli altri sono cattivi”? E quindi passi pure la ridicolizzazione di chi sostiene le ragioni del No, dei professori parrucconi e dell’assenza di donne a combattere per dire che la Costituzione non può essere riformata in maniera così scorretta e approssimativa.

Parlare della riforma e dei suoi punti deboli fino ad affrontare il Paese reale e i suoi problemi. Restituire dignità alla politica e al suo impegno per le donne

Ho incontrato centinaia di persone in questi mesi, abbiamo cercato tutti insieme di partire dal tema della Riforma per approfondire i problemi di ciascuna realtà con la quale ci siamo confrontati. E’ stato un modo per parlare così di immigrazione, di terremoto, di lavoro, di mafie e si, anche di donne. Perché è nel dna di Possibile la Politica con la P maiuscola volta a realizzare e non solo a promettere la parità di genere. Perché non è contando il minutaggio delle donne che passano in tv che si realizza la parità.

Ripartire dalla Costituzione per affermare la parità di genere

Ma con la forza delle politiche che noi ci sforziamo di portare avanti, partendo proprio da quella Costituzione che all’articolo 3 recita: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”. Hanno detto che con questa riforma si realizzerà la parità sostanziale di genere perché realizzerà “l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza”. Anche questo è falso, perché la parità non si realizza stravolgendo 47 articoli della Costituzione, ma difendendone in tutte le sedi la prima parte. E noi lo abbiamo fatto e lo faremo sempre, anche senza telecamere.

 

Beatrice Brignone, marchigiana, nasce a Senigallia, il 31/1/1978. Aderendo a Possibile, il movimento fondato da Pippo Civati, siede alla camera come parlamentare da agosto 2015. Membro della XII commissione (affari sociali) dal 31 luglio 2015, è da sempre impegnata nelle battaglie sociali e diritti umani e civili. Come lei stessa tiene a ribadire “affinché sia data piena attuazione al principio di uguaglianza sancito dall’articolo 3 della costituzione”.

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Di Beatrice Brignone

Nadeia De Gasperis, nata a Sora (Fr) il 10 agosto del 1977. Dopo aver frequentato il liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Sora, nel 1996, si iscrive alla facoltà di Scienze Ambientali presso l'Università degli studi dell'Aquila, dove lavora come borsista, presso la biblioteca della Facoltà di Scienze. Dopo gli studi, collabora come docente nel campo della formazione destinata ai professionisti. Dal 2009 inizia la collaborazione con la rivista di fotografia documentaristica Rearviewmirror, un magazine di reportage documentaristico edito da Postcart, dove collabora alla cura dei testi e dell'archivio. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Rearviewmirror

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