
Senza aver mai replicato ad alcuno degli argomenti di merito dei sostenitori del NO, ora i sostenitori del Si con il sorriso di un gatto del Cheshire, privi di argomenti seri, buttano tutto in “caciara politica”. Chiamano polpulismi le difese legittime dei diritti che l’attuale Costituzione ci ha garantito e ci garantisce. Legittime resistenze democratiche, altro che populismi. Vogliamo rimanere cittadini e non sudditi dei poteri finanziari. Molto opportuna questa replica di Loffredi a Fabrizio Barca, apparsa su FB.
di Angelino Loffredi – «Dopo averci urlato per mesi di parlare solo di contenuti referendari senza buttarla in politica e di esserci, noi del NO, attenuti a tali giuste richieste. Dopo non aver ricevuto alcuna risposta riguardo ai motivi per cui siamo privati del voto alle provinciali e, forse, a quelle del senato e non aver sentito il perchè dovremmo avere un senaticchio carvanserragglio. Dopo aver verificato la netta divisione del paese e la messa in discussione di consolidate amicizie, data l’economia in mano alla speculazione finanziaria, oggi Fabrizio Barca, già ministro, la butta tutto sul politico, evocando la forza del populismo»
Di che parla Fabrizio Barca?
«Vuol mettere la discussione sul politico ? Bene oltre a parlare di contenuti referendari affrontiamo anche gli sviluppi politici del dopo 4 dicembre. Barca affronta tale discussione senza accennare minimamente a quali siano i motivi da o per cui è forte tale ventata antististema, senza parlare del merdaio trovato nella sua Roma e del motivo del sue dimissioni come ricercatore dello stato di salute dei circoli romani del PD.
La spinta che impropriamente viene chiamata populista non nasce con la discussione referendaria perchè da tempo la precede: elezioni 2015 e quelle di giugno 2016. Dunque dovremmo temere la vittoria del NO.
I cittadini che voteranno NO dovrebbero oltretutto indicare il dopo? Ma questo vuol dire che in caso di vittoria del NO il ceto dominante del PD non ha un piano B? Le incapacità di elaborazione del gruppo dominante del PD dovremmo risolverle noi, comuni cittadini?
Barca invece dovrebbe sviluppare completamente quello che timidamente accenna e, avere coraggio: cambiare politica economica innanzi tutto e proprio per questo, anche il segretario. Se nel 1974 dopo il NO al Referendum sul divorzio, la DC, isolata, fu in grado di cambiare politica e sostituire Fanfani con Zaccagnini non riesco a capire perchè il PD non potrebbe fare altrettanto. Non è un partito di plastica. O no?»
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