FiorenzaTaricone 350 260di Fiorenza Taricone – L’America ha votato democraticamente, ma non ha scelto la democrazia.
Purtroppo bisogna ammettere che un meccanismo democratico non sempre assicura un risultato democratico. Dipingere Trump come un contendente politico in un sistema federale americano che i viaggiatori politici nell’Ottocento consideravano un laboratorio di democrazia, esige un bel po’ di fantasia. Come continuare a dire che in America non esiste destra e sinistra, alla maniera italiana. E cosa è Trump se non un fascista caratteriale, un esponente xenofobo, un capitalista selvaggio, un machista patetico, come i seduttori in orbace del passato ventennio? A questo punto, è difficile valutare se risulti più commovente la sua pettinatura, o la moglie Melania, un vero esempio di come sotto al vestito non ci sia nulla, ma proprio nulla, nonostante la chirurgia estetica.

“Tutti sì, tranne le donne…”

Le parole che più spesso mi vengono in mente in queste infelicissime ultime ore, è che l’America ha smentito se stessa e il suo mito secondo cui ogni persona nasce portando con sé diritti imprescrittibili, la vita, la libertà, la ricerca della felicità. Tutti sì, tranne le donne, perché per chiudere il cerchio della democrazia alla prova dei fatti bisognava avere il coraggio di eleggere, dopo un nero, una donna. E invece, tutto, ma proprio tutto, perfino Trump, tranne una donna.
Nella metà dell’Ottocento, una coraggiosa radical inglese, Harriet Martineau, che viaggiava da sola, benché sorda, con la sua accompagnatrice, aveva scritto nella sua bellissima opera Society in America, rimasta molto meno famosa rispetto alla celebrata Democrazia in America di Tocqueville, che la costituzione americana era condannata da una insanabile contraddizione. Gli americani continuavano a giurare su un testo il quale recitava che tutti gli uomini nascevano liberi, con diritti inalienabili; peccato che non fosser compresi i neri, tanti, e le donne, più di metà della popolazione. In un altro millennio, l’America, eleggendo Obama, aveva sanato parte della contraddizione; ma non ha avuto il coraggio, nonostante rivendichi il diritto molto ‘old west’, di comprare armi e usarle liberamente, di eliminare del tutto la contraddizione, perché non basta avere il diritto di votare, dopo tanti anni bisogna anche il diritto di essere elette alla guida di un paese, che tante ha anche ‘esportato la democrazia’, come fosse una merce.
Ringrazio Hillary e il suo coraggio, ammiro la sua cultura di governo, che sarebbe tanto necessaria in Italia ai nuovi venuti, non capisco le donne che non l’hanno appoggiata, accontentandosi del mito americano di poter diventare ricche, stando per ora a raccogliere briciole alla mensa dei potenti; e non importa se il padrone ti insulta: un lifting, una piscina, una griffe, una copertina valgono di più. Se questo è l’esempio della civiltà tecnologica avanzata, che studiassero di più.

 
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Di Fiorenza Taricone

Fiorenza Taricone. Docente universitaria di Storia delle dottrine politiche presso l'Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale. Presidente per le Pari Opportunità, Presidente CUDARI (Centri Universitari Diversamente Abili Ricerca e Innovazione), Presidente del CUG (Comitrato Unico di Garanzia). Ha ricoperto incarichi nella Commissione Nazionale Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, in questa veste ha curato le iniziative delle Donne per il 70° della Repubblica italiana e della Costituzione. E' Consigliera di Parità per la Provincia di Frosinone. Intenso impegno e iniziative significative hanno caratterizzato l'attività di Fiorenza Taricone in modo particolare nel 2016 a 70 anni dalla nascita della Repubblica italiana. Proprio questa ricorrenza è stata l'occasione per richiamare all'attenzione sul ruolo delle donne in quella stagione di grandi cambiamenti e il significato della Costituzione. La Taricone non ha lasciato spazio a incerte interpretazioni del contributo determinante e di valore dato dalle donne in tutti i campi della vita sociale e culturale in Europa e in altre parti del mondo, come dimostra nelle sue numerose pubblicazioni. Ha fatto riemergere dall'oblio donne combattive, determinate, colte, che hanno reso grandi servigi alla loro terra di origine. Se ha riscritto la storia, ampliandola, del protagonismo delle donne, altrettanto ha denunciato la violenza subita dalle donne. Una denuncia che va oltre la semplice testimonianza e si trasforma in una battaglia culturale e rivendicativa per strutture pubbliche a sostegno di donne colpite dalla malvagità dell'uomo e di ferma condanna senza equivoci di sorta.Sembrerebbe, leggendo i suoi libri e le sue pubblicazioni, ascoltandola in pubblici confronti, che nella sua missione culturale si sommano una valorizzazione e una protezione delle donne. Significativo il suo ruolo di femminista in Europa esaltato di recente, nel 2018, quando ha presentarto in francese il suo libro "Romain Rolland, pacifista libertario e pensatore globale". Un'opera di notevole significato storico culturale nel panorama della pubblicistica di storia contemporanea. E' la prima opera biografica di un personaggio di notevole spessore culturale, pubblicata in Italia, dove Rolland è praticamente sconosciuto. Si colma con l'opera della Taricone una lacuna storica e letteraria che consente di ampliare un orizzonte di conoscenze su i protagonisti del XX secolo per un Europa unita e per una pace universale.

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