di Redazione – Il ristorante “Angolo divino” a Cassino, in via del Carmine, ha ospitato oggi alle 12 un’interessante conferenza stampa del Comitato “Preferisco di NO”.
In un clima accogliente non solo per il garbo degli ospiti, ma soprattutto per lo spirito d’informazione. “Non guardare al voto come a un terremoto” tanto per citare una emblematica affermazione che in tutta la presentazione delle iniziative del mese di novembre ha accompagnato le domande dei giornalisti e le risposte della Presidente professoressa Annunziata Sanseverino, dei professori Fausto Pellecchia e Pasquale Beneduce.
Nel mese di novembre “Preferisco di NO” darà vita a quattro iniziative di informazione attenta e approfondita, l’11, il 18 e il 28 di questo mese, tutte nella sala Restagno del Comune di Cassino, con il prof. dell’Università di Cassino e del Lazio Meridinale, Luigi Baldini, Costituzionalista; con il prof. Luigi Ferrajoli, giurista e docente dell’Università Roma 3 e da ultimo, con una presenza a due voci, il filosofo Augusto Illuminati dell’Università di Urbino insieme ad Alfredo D’Attorre Deputato di Sinistra Italiana.
Ma non solo dibattiti e conferenze, il novembre cassinate di “Preferisco di NO” sarà caratterizzato, durante ogni venerdì e sabato, dai volantinaggi che interesseranno i lavoratori della FCA di Piedimonte S. Germano e della SKF di Cassino, gli studenti e i docenti dell’Università oltre ad interessare il popolo che frequenta il Tribunale della città. Già ieri ed oggi i portici hanno visto all’opera questo sostenitori del “NO”
È evidente da questo programma di lavoro l’impegno a informare ed informarsi non solo dei contenuti della “deforma”, ma anche di quale sia la conoscenza diffusa fra gli elettori del 4 dicembre.
Ci pare così che il documento pubblicato dal Comitato il 26 ottobre scorso sia diventato strumento di mobilitazione e di contatto con la gente e fra la gente.
“Informare”, come un imperativo categorico. “Molti articoli della Costituzione del ’48 sono inattuati”, anziché applicarli che senso ha cambiarne 47, di cui uno il “70”, lungo quasi 500 parole, non è “un articolo di Costituzione, ma una norma di regolamento” e ancora “non si devono indicare in Costituzione le materie da trattare, ma indicare le funzioni, di un organo come il Senato che non scompare, ma diventa soltanto un’Istituzione che ha perso i sui elettori naturali: i cittadini”.
Chi svolge questa conferenza stampa, trasmette passione e competenza che qui si respirano a pieni polmoni. “La vita dei cittadini non è migliorata, sono lontani dalla politica e dalle istituzioni per non parlare dai partiti, le parole non raggiungono più le persone e non descrivono più problemi e cose”.
Se vincerà il “SI” l’Italia avrà un “Senato di nominati, cosa che richiama quello previsto nello Statuto Albertino” (parliamo della seconda metà XIX secolo) Che modernità!! “Questo organo non può rappresentare la nazione, al massimo è una sommatoria di territori” e così via si dipana anche in questa sede la segnalazione degli errori di questa cosiddetta riforma costituzionale, resi molto gravi ed evidenti da alcuni paradossi, inaccettabili dal punto di vista procedurale: “Un potere costituito, il Governo, non può diventare motu proprio potere costituente”. Se si coglie tutto il peso di questa affermazione, si capisce allora che “l’errore di Renzi non è solo la personalizzazione, ma va ben oltre”.
I presentatori delle iniziative di “Preferisco di NO” non hanno dimenticato di commentare quello che sembra un cavallo di battaglia dei sostenitori del “SI”: “c’è un forte pulsione al cambiamento e quindi anche se imperfetta questa riforma si deve fare per soddisfare questo sentimento”. “Suvvia, ma si può cambiare distruggendo diritti, poteri delle autonomie locali, accentrando decisioni nel Governo soltanto, magari anche senza dichiaralo, ma con l’aiuto dell’Italicum?” Domande e risposte si susseguono con il convincimento che cambiamento non è perdere quello di buono che si ha, perché altrimenti diventa una volontà distruttiva che ha il sapore che emana per alcuni il fuoco della palingenesi.
Il referendum si deve rinviare per l’emergenza terremoto? NO. Anche qui è un NO convinto e consapevole, si potrà rinviare solo nel caso la sentenza sul ricorso presentato al Tribunale di Milano dal giudice Valerio Onida, obblighi a spacchettare il quesito referendario, un po’ ingannevole e truffaldino, che viene sottoposto agli elettori.
Giovani e anziani del Comitato “Preferisco di NO” sono decisi e agguerriti. Buon novembre di lavoro.