
di Fausta L’Insognata Dumano – “Nessun dorma”, una serata di “struscio” in un sabato sera frusinate. Quelle serate che subito dividono la città tra critiche, commenti, sostenitori e denigratori. Cominciamo dall’incipit, chiamiamole per favore “struscio”, senza evocare la parola notte bianca, altrimenti ci si aspetta una notte con note culturali, una volta chiarito che l’evento ha lo scopo di ”struscio” accompagnato da gruppi musicali più o meno noti. tutto diventa più chiaro.
Bene la scelta di non coinvolgere i pittori in questo “struscio”, che ha l’odore prevalente di porchetta, l’arte merita rispetto non può essere circondata da soffritti, patatine, salsicce, anche la tela dello sconosciutissimo pittore non può essere osservata da chi “struscia” con una carta oleosa in mano.
Via Aldo Moro è considerata un po’ la via Montenapoleone di Frosinone, a prescindere che la porchetta non mi piace, davanti alle vetrine raffinate la porchetta stona, si potrebbero offrire sapori eleganti, ma lo struscio ha un sapore mangereccio e i palati reclamano porchetta, lo “struscio” ha un fine, una ricaduta economica e allora porchetta sia.
Traffico chiuso, dolente nota per una città che sembra sempre il raccordo anulare, una serata ogni tanto liberi dai gas di scarico ci sta, ma gli amanti delle vasche in auto stringono il petto e si lamentano, il borbottio per una strada chiusa ci sta sempre. “Nessun dorma”, certamente felici quei bimbi che potevano correre, ma non troppo, nei momenti di ressa attaccati con le manette per non perderli, certamente felici quei giovani che volantinavano l’aperitivo in quel locale, il corso di ballo in cambio di 4 soldi, certamente felici quelle mamme che per un sabato sera sapevano i figli a piedi in quello “struscio”.
Dammi un motivo per uno “struscio” e in molti hanno spento la tv e si sono riversati in strada, insoddisfatti quei negozi che l’hanno saputo tardi e non avevano una “schiavetta” per aprire. Certamente soddisfatti quelli aperti, fila per il gelato, fila per la pizza, fila e sempre fila ovunque. Contributo delle casse comunali sei mila euro, forse un po’ troppi per uno struscio accompagnato da un po’ di musica, ma non conoscendo il listino di tutti i gruppi, lo lasciamo con un punto interrogativo con un forse. Ben vengano gli “strusci” ma non confondiamole con le passeggiate culturali della notte bianca.
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