di Ermisio Mazzocchi – Ritengo che si debba concentrare il confronto referendario nel merito dei singoli 47 articoli, senza avere un atteggiamento pregiudiziale o di schieramento, senza creare allarmismi catastrofici del tipo: “se si perde questa occasione la Costituzione non sarà mai più cambiata”. La Costituzione è fatta per essere cambiata. Dal 1948 la Costituzione è stata cambiata e integrata 36 volte.
Sono per votare e far votare il NO alla proposta di riforma costituzionale per una valutazione politica che implica scelte che riguardano gli aspetti fondamentali delle garanzie costituzionali e del diritto di rappresentanza diretta dei cittadini. Questi due principi sono messi in discussione e ampliamente strasvolti.
Cominciamo con alcuni passi del primo dei 47 articoli, l’art. 55
Art. 55. – Il Parlamento si compone della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica. Le leggi che stabiliscono le modalità di elezione delle Camere promuovono l’equilibrio tra donne e uomini nella rappresentanza. Ciascun membro della Camera dei deputati rappresenta la Nazione. (…) Il Senato della Repubblica rappresenta le istituzioni territoriali ed esercita funzioni di raccordo tra Stato e gli altri enti costitutivi della Repubblica. (…) Concorre all’esercizio della funzione legislativa nei casi e secondo le modalità stabiliti dalla Costituzione (…) Partecipa alle decisioni dirette alla formazione e all’attuazione degli atti normativi e delle politiche dell’Unione Europea.
Alcune osservazioni
In maggioranza (sostenitori del NO compresi) si concorda che la fiducia al Governo dovesse essere data da una sola Camera. Bene! Ma perché non abolire il Senato o farne una vera Camera delle Regioni come il Bundestang tedesco?
Invece si è mantenuto una sorta di bicameralismo perfetto per le leggi costituzionali ed elettorali e per la ratifica dei trattati internazionali. Già questa competenza avrebbe richiesto l’elezione diretta dei senatori.
Il Senato, così, continua a esercitare le funzioni di organo delle Stato, non solo nell’esercizio del podestà legislativa ordinaria e di quella di revisione costituzionale, ma anche nelle funzioni di raccordo tra Stato, enti costitutivi della repubblica e Unione Europea, nell’espressione di pareri su le nomine di competenza del Governo e in tutte le altre funzioni previste dal quarto comma del “nuovo” articolo 55. Però, la riforma priva questo Senato dell’approvazione del Bilancio vale a dire la “competenza” per eccellenza, che suddivide le risorse tra centro e periferia. Un assurdo: dovrebbe occuparsi delle autonomie territoriali, ma non delle loro esigenze finanziarie.
Secondo questa riforma Renzi-Boschi, le regioni, in Senato avranno un numero diverso di seggi a seconda della popolazione, inoltre i senatori avranno libertà di mandato e così la natura rappresentativa del Senato sarà squisitamente politico-partitica con una moltiplicazione delle conflittualità.
Vi paiono motivi sufficienti per votare NO? A me pare di si.
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie