Sulpalco ad Anagni 350 260di Antonella Necci – Tutti pazzi per il teatro. Per aderire ad un tacito invito di quello che, penso, diventerà, con il tempo, un mio caro amico, quest’anno sto dedicando gli ultimi fine settimana prima dell’inizio dell’anno scolastico, alle rappresentazioni della XXIII Edizione del Festival del Teatro Medioevale e Rinascimentale della Città di Anagni.

La rassegna, la cui locandina è disponibile online sul sito del comune di Anagni (www.comune.anagni.fr.it) , mostra una varietà di spettacoli per ogni tipologia di gusto teatrale. Così si è partiti, il 25 Agosto, dal teatro caro a Dario Fo, con la rappresentazione “LA STORIA DE LE MERAVIGLIE DEL MONDO”, con Marina De Juli, per passare al raffinato teatro dantesco, con la rappresentazione di “ UN INFERNO un viaggio intorno all’inferno di Dante Alighieri”, per giungere, ieri sera, alla rappresentazione di un classico come “L’AVARO” di Moliere.

Ovvio che il Festival andrà avanti anche stasera e nei prossimi giorni, come potrete vedere dalla locandina.
Questa rassegna è stata, nei decenni ormai trascorsi, il fiore all’occhiello della Città dei Papi. Ma anche il motivo di feroci critiche, per la qualità, a volte scadente, sia delle opere messe in scena, sia delle compagnie che le rappresentavano.

L’evoluzione

Continuando a dare la colpa alla mala gestione politica delle giunte di centrodestra di questo paesino, mi preme, però , sottolineare, e non me ne vogliate, che in altri luoghi della Provincia di Frosinone, che pure hanno ricevuto un trattamento politico ugualmente mediocre, certi Festival, certe rappresentazioni hanno subito una graduale e positiva evoluzione.

Vorrei citare, come esempio, ATINA JAZZ FESTIVAL, che quest’anno ha proposto nomi di portata internazionale (http://www.atinajazzfestival.com/2016/#focus), citando poi ROCK THE CYCLOPS ad Alatri, per concludere con questi pochi esempi, con Bombino, raffinato chitarrista acclamato in America e collaboratore dei più noti cantanti e compositori mondiali, che ha suonato a BOVILLE ETNICA, festival che si svolge ad Agosto in un paesino minuscolo come Boville Ernica.

E’ ovvio che voglio arrivare ad un punto con questo discorso, e il punto è : diamo pure la colpa alla politica se certe rappresentazioni, musicali o teatrali o etniche, ispirano la noia più genuina, ma volenti o nolenti bisogna riconoscere che il castrante nodo di essere “La Città dei Papi” è stato, è, e sempre sarà, l’elemento vincolante per una sana evoluzione artistica.

Così, ieri sera, con una pièce come l’Avaro, che ben avrebbe ravvivato piazza Innocenzo III, se solo il pubblico avesse permesso una maggiore comunicazione con gli attori, tra i quali un bravissimo e istrionico Alessandro Benvenuti, si è potuto assistere, invece, alla spaccatura più totale tra le prime file, di cui un paio riservate a politici, stampa e altra rappresentanza, e le ultime che non riuscivano a seguire per il rumore conviviale del pubblico seduto ai tavoli dei ristoranti che si affacciano sulla piazza.
Nell’aggirare l’ostacolo delle innumerevoli sedie poste al centro della piazza e tutte rigorosamente piene di pubblico, a testimonianza che l’edizione di quest’anno è di gran lunga superiore alle precedenti, le mie orecchie registravano una variazione di tono e di registro che scendeva in basso tra le ultime file, per risalire in alto in prossimità del palco.

I danni del chiacchiericcio  teatro anagni successo di pubblico

Presumo che la gente delle ultime file, così come quella seduta ai tavoli, sarebbe stata di gran lunga più collaborativa di quella che, con sguardo serio e attento seguiva la rappresentazione seduta, tronfia, nel meritato posto “davanti agli attori”.

Insomma la freddezza e il pesante senso di distacco che si percepisce in questo, più che in altri paesi della provincia, non mi convince a fornire un giudizio totalmente positivo a quanto sto vedendo. Tutto è stilisticamente perfetto, tutto è ben organizzato, tutto è razionalmente eseguito…… ma il teatro è vita, arte, divertimento. Se decido di andare a teatro, posso decidere per una pièce drammatica o per una rappresentazione leggera, ma in entrambi i casi, devo ritornare alla mia vita arricchita dell’esperienza che ho ricevuto.
Ecco, io presumo che ieri sera ci sia stato un tentativo mancato di instillare qualche goccia di vitalità nelle vene del pubblico, e non credo che sia stata colpa degli attori, che hanno svolto il loro lavoro in modo più che egregio.
Del resto il teatro ad ampia partecipazione è sempre stato un mezzo che ha segnato l’evoluzione del linguaggio teatrale come la stessa evoluzione recitativa. Nei secoli. Un esempio tra tanti? Il teatro di un certo William Shakespeare. Ed infine, ma proprio per concludere, gli stessi attori hanno bisogno di “sentire” il pubblico. Fa parte del loro mestiere, anzi, aggiungo, è proprio il bello del loro mestiere.

28 Agosto 2016

 
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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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