di Antonella Necci – Anche oggi, mentre stiamo scrivendo, dobbiamo registrare l’ennesima notizia dei focolai ancora in atto nei pressi dell’ex- polveriera di Anagni. Il sito di 187 kmq, acquistato dalla Giunta Noto alla fine del 2009, per “strapparlo” a possibili speculazioni edilizie di privati, come rivendica orgogliosamente l’attuale consigliere di minoranza Daniele Natalia, che all’epoca era vice-sindaco, non trova pace.
In questa estate infuocata dalle polemiche sulla possibile svendita di un sito che costa all’amministrazione comunale oltre 350.000 euro l’anno di mutuo, la sventura di andare a fuoco tanto da far dispiegare molte forze in gioco per lo spegnimento degli incendi che continuano ad occorrere, non è altro che l’ulteriore miccia politica.
Le associazioni ambientaliste, che sotto la giunta Noto, vociferavano senza alimentare più di tanto lotte e polemiche, si sono scatenate con la Giunta Bassetta, trovando il terreno fertile del rispetto delle opinioni e dei punti di vista. Così, abbandonandosi ad illazioni, e subdoli sospetti, come se fosse lo stesso Bassetta, emulo di Nerone, magari insieme a qualche fido consigliere, a dare fuoco nella notte, mentre gli ignari anagnini sono frastornati e fuorviati dai tanti festeggiamenti del santo patrono, alimentano le accuse contro una Giunta comunale che, non solo non ha avuto alcuna colpa se non quella di ritrovarsi una simile matassa da disbrigare, ma che si sta adoperando al fine di vendere il terreno per realizzare beni di interesse comune.
Alla luce del sole
Senza sotterfugi, ma anzi nel rispetto assoluto della legalità.
La pubblicazione del bando d’acquisto del territorio caratterizzante l’ex- polveriera sulla Gazzetta Ufficiale, e la sua relativa presentazione in Parlamento, sono servite proprio ad assicurare quella legalità e quel desiderio di porre tutti i possibili benefici solo ed esclusivamente al servizio della cittadinanza.
Che a tutt’oggi nessuno abbia presentato una offerta, la dice lunga sulla decisione di acquistare tale polveriera, acquisto operato a suo tempo probabilmente sia per applicare il diritto di prelazione, sia per evitare sfruttamenti illeciti(leggasi possibile discarica modello Malagrotta). Comunque, i fatti parlano chiaro: nessun acquirente, dal 2009 ad oggi, ha dimostrato un papabile interesse. Richiedere, infine, che tale terreno, non bonificato, venga aperto agli agricoltori della zona, non percependo le difficoltà che tale atto comporta (per quanto ne sappiamo potrebbero addirittura trovarsi aree dove sono stati sotterrati rifiuti tossici), mi sembra un atto privo di ogni logica.
“In nomen omen”
E intanto l’ex-polveriera, che “In nomen omen”, sta letteralmente facendo saltare parecchi tasselli.
Al centro della campagna elettorale di Bassetta, di Cicconi e di Natalia ai tempi delle amministrative del 2014, è stata vista ora come probabile eco discarica, ora come centro di servizi sociali, secondo Natalia, ma anche secondo Cicconi. Ma proprio Natalia, vice-sindaco all’epoca dell’acquisto, ora si ricorda ed insiste per un intervento di pubblica utilità, accusando l’attuale Giunta di lentezza nei tempi di realizzo.
Nel sentire tali polemiche, qualsiasi profano avrebbe in mente la spiegazione più ovvia, anche se più maliziosa.
Magari, all’epoca, si era pensato a rendere tale terreno edificabile.
Bonificare, edificare e rivendere a prezzi elevati appartamenti collocati vicino alla stazione ferroviaria Anagni-Fiuggi. La bonifica all’italiana in quel periodo era possibile. Ora non più.
Con la Giunta Bassetta certi giochetti edili sono saltati. Il Diavolo fa le pentole, ma a volte non gli riescono bene i coperchi.
E adesso che simili lavorii sono andati in fumo, anzi stanno ancora fumando, ecco che lo spauracchio Bassetta, il colpevole ideale perché “smacchinato” da simili sotterfugi, ci va di mezzo, reo di voler svendere, di aver causato incendi perché non ha lasciato pascolare le pecore (Ribadisco: vogliamo mangiare formaggio all’uranio impoverito?), colpevole di non stringere la mano a tutti, anche ai leccapiedi della destra. Colpevole, punto.
E intanto l’ex-polveriera brucia, con il medesimo sistema che i palazzinari hanno sempre utilizzato al fine di comprare terreni a basso costo ed edificare vendendo a prezzi elevati. In barba a tutte le associazioni ambientaliste che blaterano inutilmente, senza capire che sono loro stessi i nemici di loro stessi.
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