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1e3itvotaNO 350 260di Ivano Alteri – Il testo che verrà stampato sulle schede del Refendum Costituzionale d’autunno (la data precisa non la conosciamo ancora; sarà fissata discrezionalmente dal capo dei Sì, Renzi, il democratico) dovrebbe essere il seguente: “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del Cnel e la revisione del Titolo V della parte II della Costituzione”.

Come è facile notare, si tratta di un testo tendenzioso, propagandistico, indegno di una consultazione democratica, che induce chiunque, anche noi stessi, a rispondere “SI”; e invece noi siamo convinti sostenitori del “NO”. Il problema, infatti, non è “se” superare o no il bicameralismo paritario, ma “come”; non è “se” ridurre o no il numero dei parlamentari, ma “come”; “se” contenere o no i costi della politica, ma “come”… E il nostro “NO” è esattamente riferito a quel “come”. Alla domanda: “Ti piace come è stata riformata la Costituzione?”, noi rispondiamo con un sonoro “NO”.

Non solo una palese mistificazione

A quella palese loro mistificazione bisogna aggiungere, per completezza di disamina, la quasi totale monopolizzazione delle televisioni nazionali da parte del “SI”; in Rai vi è stata persino l’epurazione di quei giornalisti indisponibili a farsi imbonitori e procacciatori di yes-man.

Per come sono combinate le cose, quindi, sembra di partecipare ad una partita truccata, condotta da bari; e sapere che essa riguarda niente meno che la Costituzione, ci pare insieme paradossale e terrificante. Paradossale, perché chi bara, per definizione, intende non rispettare le regole: ma come può modificare una Costituzione chi non sa e non vuole rispettare le regole? Terrificante, perché, ovviamente, nessuna regola può impedire ai bari di barare. Sembrerebbe allora una partita già persa; eppure…

Eppure, facciamo notare che Renzi ha dovuto cambiare precipitosamente tattica, e passare da un radicale “Se perdo mi dimetto”, al molto più cauto “Il referendum non è su di me”. Segno che per il “SI”, e per lui, le cose non stanno messe troppo bene. Cosa succede?, si starà chiedendo. Perché, nonostante tutto l’armamentario propagandistico, le mistificazioni, le bugie che abbiamo messo in campo, il “SI” non riesce a prevalere?

Abbiamo così anche noi la sensazione che stia accadendo qualcosa d’importante; che le televisioni irreggimentate ai voleri del capo, i video propagandistici pensati per bambini deficienti, le bugie sorridenti della Boschi non stiano funzionando. Sembrerebbe che buona parte degli italiani si sia ormai immunizzata dalla vuota propaganda che li ammorba da qualche decennio, e intenda votare ostinatamente “NO”.

Probabilmente, sarà dovuto alla scarsa credibilità dei soggetti che la sostengono, questa riforma; dei vari Napolitano, Monti, Verdini, che hanno già mostrato quanto poco considerino gli italiani e i loro interessi (e dai quali, certo, nessuno di noi comprerebbe mai un’auto usata). E, soprattutto, sarà dovuto alla scarsa credibilità dello stesso capo dei “SI”, Renzi, che non è certo un campione di lealtà e un uomo di parola, se è giunto a tradire un suo stesso compagno di partito con un colpo di palazzo. Sarà per loro, oltre che per i demeriti della riforma e nonostante la sproporzione dei mezzi propagandistici, che le pattuglie del Sì sembrano armate di spade flosce.

Di fronte ad una riforma tanto raffazzonata e a tali sedicenti “riformatori”, è logico, perciò, che venga in mente di dire: “Italiani: votate Sì e state sereni!”.

Frosinone 4 agosto 2016

 
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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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