Disoccupati_Papa Francescodi Donato Galeone*I lavoratori disoccupati della Provincia di Frosinone – con il saluto solidale di Papa Francesco in Piazza San Pietro all’udienza di ieri 24 febbraio – non si attendevano la soluzione del loro disagio personale e famigliare che, dal 2015, sollecitano risposte concrete alle istituzioni partendo dai Comuni e Provincia alla Regione Lazio con “un minimo sostegno al mancato reddito” disponibili – comunque – ad un lavoro che, sappiamo tutti, dovrebbe gradualmente avvenire solo nei prossimi anni, mediante gli attesi e annunciati investimenti pubblici e privati, nel contesto regionale, nazionale ed europeo.

Dalle sollecitazioni agli incontri deludenti, che leggiamo, anche in questi mesi 2016 – dai Comuni, all’ Amministrazione Provinciale e alla Regione Lazio – si conosce solo che gli iscritti nelle liste per il lavoro dei Centri per l’Impiego aumentano e non si riducono nella Provincia di Frosinone.

La Regione Lazio continua a valutare la positività del Lazio che, nel 2015, si è collocata al “vertice dell’economnia italiana” – grazie a Roma per l’occupazione nel “terziario e servizi” e consumi – mentre rinvia decisioni urgenti e sottovaluta che i territori delle Provincie del Lazio (Frosinone con i valori più alti per disoccupazione) soffrono il disagio sociale giornaliero e le povertà che aumentano.

Non si dovrebbero rinviare le decisioni

Di fronte a queste vere realtà disagievoli emergenziali non si dovrebbero rinviare le decisioni e nè dovrebbe esserci “indifferenza e irresponabilità” perchè sono “urgenze umane di sopravvivenza” che richiedono un concreto sostegno minimo al reddito delle persone.

Sostegno, certamenente, condizionato alle disponibilità finanziarie della Regione Lazio che dovrebbero essere, altrettanto ed anche, condizionate alle già prevedibili variabili dipendenti del graduale e ancora assente sviluppo produttivo del basso Lazio per poter avere una effettiva e vera ricollocazione a lavoro sia di chi lo ha involontarimente perduto e sia dei 130.000 e oltre iscritti nei 4 Centri per l’Impiego della Provincia di Frosinone e delle altre migliaia nei Centri per l’Impiego laziali.

E’ questa, oggi, una realtà visibile e continuerà ad essere – previsionalmente anche nel Lazio – la vera“ questione sociale” entro cui si tenderà a ridurre sempre di più l’effettivo inpiego di lavoro umano con la ricerca di lavoro qualificato per gli effetti delle innovazioni tecnologiche; dei cicli continui nell’utilizzo pieno degli impianti; delle prevedibili riduzioni degli orari di lavoro e il realizzo di alte produttività che andranno “verificate, contrattate e partecipate” – nella loro equa redistribuzione – con adeguate e nuove proposte del sindacato dei lavoratori.

Ecco, quindi, che sia il rilancio dello sviluppo innovativo dell’economia provinciale e regionale e sia il sostegno ai redditi di quanti attendono la ricollocazione per la perdita di lavoro (esauriti i tempi delle varie nuove indennità di disoccupazione) oltre alle migliaia di giovani e donne che chiedono lavoro, furono i due argomenti essenziali trattati e sollecitati da CGIL-CISL.UIL a Isola del Liri anche il 1° maggio 2015 – Festa del Lavoro – dal Segretario Regionale della Cisl Lazio, Andrea Cuccello e riconfermati con impegno unitario dal lavoratore disoccupato Videocon, Gino Rossi, in rappresentanza del gruppo promotore della “Vertenza frusinate per il lavoro”.

E dalla riconferma di quell’impegno unitario venivano – subito – sollecitati incontri a CGIL-CISL-UIL verso fine maggio 2015 dal gruppo ex Videocon ed altri disoccupati che si autodefinirono per la “Vertenza Lavoro Frusinate” ribadendo di riconoscersi nel movimento sindacale e dichiarando, ancora, che ogni obbiettivo e possibile raggiumgerlo “solo se c’è unità e stando dentro il movimento sindacale”.

 Sin dagli anni ’50 ho sempre condiviso, innazitutto, il disagio di quanti chiedono lavoro

Personalmente sin dagli anni ’50 – sia all’interno che fuori dall’impegno pieno nel sindacato – ho sempre condiviso, innazitutto, il disagio di quanti chiedono lavoro o involontariamente perdono il posto di lavoro.

E immediatamente accolsi l’nvito di Ivano Alteri dell’11 gennaio 2015 a Frosinone – anzi – prima per partecipare ad un incontroche si svolse alla Biblioteca di Anagni insieme al Direttore del giornale telematico www.unoetre.it Ignazio Mazzoli e Angelino Loffredi – presenti i Segretari Generali di CGIL e UIL e per la CISL il Segretario Organizzativo Enrico Coppotelli – per ascoltare il racconto, commovente e coraggioso, di un disoccupato mantovano – licenziato e disoccupato – che raggiungendo Bruxelles in bicicletta era stato ricevuto dalle istituzioni europee e aveva, formalmemte, richiesto interventi prioritari per il “lavoro” in Italia.

Da quell’l’incontro anagnino, poi a Frosinone e il primo maggio 2015 a Isola Liri il portavoce del gruppo – “vertenza per il lavoro frusinate” – continua ad essere il disoccupato Gino Rossi – ex Videcocon italiana – che nel rapresentare simbolicamente e virtualmente le migliaia di disoccupati che “vorrebbero avere voce” presso tutti gli Enti Locali della Ciociaria e Regione Lazio era mercoledì 24 febbraio 2016 tra i 150 lavoratori – leggiamo dalla stampa – presenti all’udienza del Papa in Piazza San Pietro.

Abbiamo già scritto lo scorso 4 giugno 2015 su questo stesso giornale che è esemplare la volontà di autorganizzazione associata del gruppo “vertenza per il lavoro frusinate” che, nonostante i tatticismi e gli infatilismi politici e quelli sindacali che leggiamo, tutti da verificare alle fonti di CGIL-CISL-UIL, quel gruppo non è rimasto fermo o rassegnato ma ha dimostrato e dimostra, giorno dopo giorno, di continuare a lottare per riconquistare, pur gradualmente, la “dignità delle persone con il lavoro”, tanto esaltata e richiamata – spesso – da Papa Francesco anche nei suoi appelli sociali al mondo del lavoro.

Così come mi permetto segnalare che recentemente con Ivano Alteri e le strutture di cooperazione e lavoro operative, ex videocon, in Ceccano, sono stati avviati contatti alla presenza del nostro Vescovo Ambrogio Spreafico – sensibilissimo verso i lavoratori disoccupati – e congiuntamente agli operatori della Caritas diocesana con le loro strutture integrate di cooperazione sociale, per sviluppare servizi anche nel comparto dell’agricoltura sociale, sostenuti dai possibili cofinaziamenti del PSR Lazio 2014-2020.

Ecco, quindi, l’essenzialità del sostegno e promozione delle iniziative sindacali unitarie mirate e pratcabili verso la Regione Lazio – in piena autonomia decisionale – nella CGIL-CISL-UIL e con azioni strutturate e articolate – da condividere anche con i gruppi associati disponibili – per dare voce alle miglaiia di nostri concittadini e lavoratori, rivitalizzando la vera “politica attiva del lavoro produttivo” subordinato e autonomo anche nella nostra provincia e nel basso Lazio.

*ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio

Roma, 25 febbraio 2016

 
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