di Fausta L’Insognata Dumano – Da tempo ormai scrivo poco di politica, tranne che per la stagione di lotta contro la buona sòla, partecipo sempre più raramente ai fermenti politici, stanca di assistere ad una politica lontana, parlo di arte, di cultura, unici strumenti per svegliare il sonno della ragione che genera mostri. Questa volta infrango il silenzio, che dopo anni di militanza, mi sono imposta su un tema scomodo anche a sinistra: i DIRITTI CIVILI, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, le famiglie arcobaleno.
Diciamolo subito i diritti sociali non hanno mai camminato con i diritti civili, la verità è che dei diritti civili anche a sinistra non è mai fregato nulla, la carta di intenti PD-SEL del 2013 sul tema unioni civili era ambigua e grottesca, la stessa presenza della “Vladimira” eletta nelle file di Rifondazione comunista non ha prodotto dibattito sulle unioni civili, la tematica arrivò di più nelle case degli italiani per la sua partecipazione e la sua vittoria all’ Isola dei FamosI.
Storicamente ti senti dire che i diritti civili non si coniugano con i diritti sociali e oggi con una crisi economica pesante, forse la più cupa da quando vivo sul pianeta Terra. “Crisi” che ignorano solo Renzi e i suoi fans, parlare dei diritti civili diventa spinoso. Qualcuno pensava che siccome la legge sulle unioni civili, in fondo costa poco alle casse dello stato, in termini pratici la reversibilità della pensione…..in pensione andranno pochi superstiti…..per recuperare dei consensi persi con il Jobs Act e tutte le altre scellerate riforme Renzi premesse il grilletto sull’acceleratore.
Quanta ipocrisia!
ùMa il PD è la fusione di anime divergenti ex DC,ex DS e poi questa maggioranza mai uscita dalle urne, si regge con il NCD e allora per questa battaglia si sente la mancanza del partito radicale e delle femministe, si sente la mancanza di una solida battaglia culturale laica, mentre trionfa l’ipocrisia da ogni parte.
Da una parte la paura a metterci la faccia, nella capitale si va truccati, irriconoscibili al Gay Pride, alle feste si frequentano locali, circoli per gay, lelle, trans, in provincia diventa complicato anche organizzare un banchetto, diciamola la verità, all’ appello del civatiano Capogna ha risposto solo il segretario provinciale di Rifondazione comunista Paolo Ceccano e ovviamente “Possibile”. Dall’ altra parte trionfa l’ipocrisia, si grida allo scandalo, al contronatura, parte la crociata del Family day …..
Guardiamoci attorno, il mercato della prostituzione non conosce crisi, sull’asse attrezzato i trans fanno furore e spesso i clienti sono insospettabili mariti. Le famiglie arcobaleno spaventano, mentre la realtà ti consegna le stragi dell’amore criminale, le famiglie del mulino bianco. L’assassino non bussa ha le chiavi di casa, non conosce classe sociale e colore di pelle ”Ma tu sei divorziata, hai figli, cosa ti frega delle unioni civili, a che ti servono?? Personalmente a niente, ma è una battaglia culturale, ah se posso però qualora in un ipotetico futuro si vincesse la battaglia dei diritti civili vi consiglio separazione dei beni, accordi chiari scritti, tutelatevi, perché se finite in un’ aula di un tribunale, come accade per le coppie etero, potete rischiare di uscire sgusciati. Ah ovvio ci sono matrimoni fantastici, che durano una vita e allora una bottiglia di champagne per brindare ad una battaglia culturale.
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