Comunicato Stampa dei Comitati “Possibile” di Frosinone – Incredibile autorizzazione per la centrale a Biomasse in via Mole D’Atri. Ma la mano destra non sa cosa fa la sinistra, o il fatto che le polveri sottili non si vedano ad occhio nudo fa in modo che si possa pensare che non esistano?
Davvero, ma come fa lo stesso comune a fare l’ordinanza 611/2015 del 31 dicembre scorso in cui si decide che dal giorno dopo ci sia “il divieto di utilizzo di camini aperti e chiusi, stufe a legna, pellet e a biomassa in generale su tutto il territorio comunale” e contemporaneamente non si impedisca la realizzazione di un impianto per la produzione di 999 KW di energia elettrica da biomasse nel proprio territorio in via Mola D’Atri. Il ministro Galletti, che non è certo un ambientalista radicale, nel corso della crisi respiratoria delle città aveva sottolineato come le biomasse fossero una delle sorgente di pm10 e pm 2.5, la stessa ordinanza emessa dal comune di Frosinone lo ribadisce eppure, dopo oltre 100 giorni di sforamento, il 18 dicembre il Comune di Frosinone dice “Si, dai facciamo una centrale a biomasse….che vuoi che sia!”
Una città asmatica non si può permettere un’altra sigaretta
Ma si parlano gli assessori? Cioè quello all’ambiente con quello alle attività produttive? Col Sindaco? O si parlano e delle conseguenze di una centrale del genere non ne sanno nulla? O se ne fregano? Non ce li possiamo permettere i 5 anni previsti dal piano di abbattimento delle emissioni per portarle a 0. Una città asmatica non si può permettere un’altra sigaretta.
Questa autorizzazione è la plastica dimostazione di una amministrazione comunale in cui si fa una collezione di iniziative senza una programmazione, un filo rosso che le colleghi. Ma noi siamo una città che vuole migliorare la qualità della vita delle persone che ci vivono, a cominciare dall’aria, o no? Si fa presto stare sui giornali, anche con una dose di maschia arroganza dipingendo le denunce e le proposte di cittadini e forza politiche da una vita impegnati in battaglie che mettono al centro della propria azione la qualità dell’ambiente in cui si vive come “le solite litanie di pseudo ecologisti e ambientalisti dell’ultima ora”, con rivoluzioni che durano le ore che vanno da Capodanno all’Epifania. Rivoluzioni fatte con sacrosante colonnine elettrice nel futuro, (finalmente) piste ciclabili, un piano per i bus del cotral, ammodernamento della flotta del trasporto urbano e poi, a chi emetterà polveri sottili risultato della combusione di biomasse, gli si dice “Ma prego, si accomod!i”. Ma queste sono le basi per amministrare con responsabilità una città. Le basi.
Basterebbe solo questo per mandare a casa un assessore all’ambiente o un sindaco. Basterebbe avere una opposizione in consiglio comunale a Frosinone.
Possibile – Comitato Altiero Spinelli
Possibile – Comitato Pier Paolo Pasolini
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