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acquapubblica 2si 350 260Riportiamo un altro brano di discussione svoltasi su Facebook nel diario di Angelino Loffredi il 22 dicembre 2015, sulla base dell’articolo di Marta Cerroni e con lei interloquisce Mario Antonellis, uno dei più impegnati ispiratori e dirigenti del Coordinamento Acqua Pubblica.

Mario Antonellis a Marta Cerroni – Non capisco e non mi adeguo. Prima di tutto non occorreva certo un referendum per stabilire un principio ovvio. Ma parlando di sostanza l’acqua non si paga a prescindere, casomai si paga il servizio idrico integrato che se non c’è non va pagato. Dal punto di vista tecnico la questione è semplice e non è un problema di gestione pubblica o privata visto che in Italia ci sono esempi di eccellenza in ambito pubblico a tariffe irrisorie, e questo succede anche nel nostro ATO5. Nello specifico della diatriba pubblico privato, qualcuno deve spiegare come mai a ROMA l’acqua viene gestita in modo estremamente più efficiente, che dalle nostre parti, dalla stessa ACEA anche con tariffe meno della metà delle nostre. In questa vicenda la politica non solo ha fallito ma avendo intravisto formidabili fonti di sostentamento ha inopinatamente mantenuto in piedi uno scandalo, permettendo al Gestore di diventare l’ESATTORE del popolo ciociaro. Noi infatti non ce la prendiamo piu con ACEA ATO5 S.p.A. ma con chi ha permesso che questo scandalo proliferasse. In tema di controlli poi ancora una volta la politica ha creato un meccanismo perverso che va smantellato al più presto. Il massimo organo di controllo a livello nazionale cioè a dire l’AEEGSI ovvero l’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e i Servizi Idrici formalmente è autonomo di fatto invece si regge, udite udite, con le elargizioni dei GESTORI. Qui non è più un problema di frammentazione politica e di demagogia, ormai la questione va posta in questi termini c’è un disciplinare d’appalto disatteso dal GESTORE, quindi è arrivato il momento che si facciano rispettare le regole del gioco. O ci pensano i SINDACI con la risoluzione contrattuale per colpa di ACEA in base all’art. 34 della convenzione di gestione o ci pensa la Magistratura o ci penseranno i cittadini utenti. Noi del Coordinamento Acqua Pubblica abbiamo messo in capo tutte e tre le opzioni e siamo in grado anche di indirizzare e governare le soluzioni future.
22 dicembre alle ore 20:32

Marta Cerroni – Ciao, non capisco cosa non capisci sinceramente e se la tua è una critica a quello che ho scritto. Oppure una tua riflessione.
22 dicembre alle ore 20:40

 
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