acquapubblica 2si 350 260

acquapubblica 2si 350 260Dopo l’articolo di Marta Cerroni sulla necessità di eseguire controlli perchè il servizio idrico migliori si è aperta una discussione e ci auguriamo che concontinui, perche il diritto all’acqua è cosa troppo importante che deve appartenere a tutti o almeno al maggior numero di persone possibili. Qui di seguito una prima osservazione di Angelino Loffredi con un replica della Cerroni.

Angelino LoffrediHo condiviso per far leggere a tante persone questo contributo, per valorizzare il coraggio di una giovane professionista, per far conoscere che non tutto è palude ma francamente la nota non mi convince fino in fondo. Perchè ? Vedo una contraddizione fra la premessa ( funzione insostituibile dell’acqua accompagnata da riferimento a Papa Francesco) condivisibile e tutto il resto.Fra i due momenti vedo uno scarto. Marta Cerroni, sicuramente inconsapevolmente, sottovaluta la drammatica questione quando scrive “Tuttavia, siamo dinanzi a un tema complesso, estremamente tecnico”. Ridurre tutto alla tecnicità non aiuta a capire, ad affrontare e risolvere i problemi. Rilevo inoltre che la stessa vuole rifuggire dalle ideologie. Bene, rifuggiamo dalle ideologie ma perchè non si riconosce che la questione è tutta completamente politica. Affermare che il tema è tecnico non le permette di evidenziare in tutti i particolari le inadempienze di ACEA ATO5: mancate riparazioni, mutui non pagati ai comuni, depuratori non funzionanti, dubbia potabilità dell’acqua, mancati investimenti, le tariffe. Non si può ridurre tutto al controllo. Certo i controlli sono necessari, debbono costituire il pane quotidiano per un buon servizio ma il mancato controllo non è forse esso stesso un atto politico? Una volonta a non disturbare il manovratore, subalternità di vario tipo ? Il dopo Acea non sarà una passeggiata fuori porta, sarà un percorso difficile e travagliato ma sarà più facile e percorribile nella misura in cui verranno evidenziate con attenzione le cose che l’azienda monopolistica non adempie. Il baratro, la fine del mondo è adesso, non domani senza Acea. E’ già oggi che, a chi non può pagare, viene interdetto il flusso d’acqua. E’ oggi, anche in provincia di Frosinone, che non si dà da bere agli assetati. Non abbienti.
22 dicembre alle ore 15:32

Marta Cerroni – La mia non è una difesa di ACEA, anzi. Sulla mia pelle vivo le mancate riparazioni, la scarsità idrica in alcuni momenti, le tariffe elevate etc. Quando dico di andare oltre le ideologie, mi riferisco al fatto che in Italia la battaglia è stata ideologizzata tutta sulla vicenda pubblico/privato. A mio avviso è centrale interrogarci su chi deve controllare queste società (non solo ACEA). Se i soggetti proposti al controllo hanno adeguate capacità e competenze o se ci sono troppe asimmetrie informative. Se i beni pubblici possono essere dati in cura ai privati limitandoci ad affidare a un contratto la loro regolazione. Tutto ciò è ovviamente politico, perchè è la politica che legifera e definisce i modelli. E anche per questo è politica e giusta ogni forma di azione che innalzi i diritti di tutti, tuttavia se la battaglia si frammenta tra le singole sfere politiche di appartenenza si crea ancora più divisione e si limita la capacità della società civile di incidere sulle scelte sistemiche. Quello che ho cercato di fare è solo un discorso che permettesse di capire come il servizio è gestito perchè il quadro è molto frammentato.
22 dicembre alle ore 15:57

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