ceccano monumento 350 260

ceccano monumento 350 260da Luigi Compagnoni, PSI, riceviamo e pubblichiamo – L’ Assessore Gizzi rivendica l’inizio di una nuova stagione di cura e tutela dei beni culturali additando le passate amministrazioni come responsabili dello scempio totale del patrimonio artistico. Il sottoscritto, in qualità di consigliere comunale dell’opposizione, ruolo che l’Avv. Gizzi ha ricoperto ininterrottamente per oltre vent’anni senza mai incidere con proposte concrete per la valorizzazione di tale patrimonio ma soltanto con velleitarie proteste e contestazioni senza che le stesse abbiano avuto mai riscontri dalle autorità competenti, vuole aiutarlo – appunto come consigliere d’opposizione – ad iniziare “questa nuova stagione” con una serie di interrogazioni a risposta scritta.

Anche perchè l’interrogazione recentemente discussa in Consiglio Comunale non è stata sufficiente a fargli comprendere il pressapochismo e la superficialità che l’attuale Amministrazione sta dimostrando negli interventi di decoro urbano che, lo ripeto, sono da me condivisi e mi troveranno sempre propositivo e collaborativo (come ho dimostrato nella proposta del restauro del portale della chiesa di San Nicola). Ebbene, questi saranno i quesiti che presenterò ufficialmente perché mi sia data risposta scritta anche dal solerte Assessore/fustigatore delle passate amministrazioni.
– quali autorizzazioni paesaggistiche e culturali sono state richieste alle autorità competenti in materia di tutela del patrimonio artistico e monumentale prima di effettuare i avori di restauro ?
– quali autorità sono intervenute prima di effettuare i lavori di restauro e a quale Soprintendenza appartenevano? Che verbali sono stati redatti?Lavori di restauro
– lo smontaggio, l’applicazione di impianti meccanici ecc. è avvenuta sotto la sorveglianza di quale personale e con quali competenze professionali? Qauli sono i nomi dei tecnici presenti durante la fase di restauro?
– sono stati redatti verbali che attestino lo stato dei luoghi prima degli interventi di restauro e della consistenza degli oggetti e delle strutture facenti parte del patrimonio artistico?
– le strutture sono state depositate presso quali spazi comunali e sotto la sorveglianza di quali responsabili? Inoltre, sono state inventariate?
– la parti della croce che fino al giorno del consiglio comunale in cui si è discussa la mia interrogazione erano buttate sotto le scrivanie degli uffici tecnici oggi dove sono state depositate? Spero non in casa dell’Assessore, perché è opportuno ricordargli che il patrimonio artistico della città di Ceccano è dei cittadini.
– quali analisi metodologiche e progettuali di restauro sono state eseguite negli interventi già effettuati o si utilizzeranno negli interventi previsti? I barattoli di vernice da me rinvenuti e fotografati negli uffici tecnici sono il risultato di queste analisi ?
– l’abbellimento tramite fioriere di alcuni ambiti urbani, da me condiviso, è stato realizzato applicando i dettami dell’Art. 24 del Decreto Legge n°133 del 12.09.2014, individuando con apposita delibera i criteri e le condizioni per la realizzazione di interventi su progetti presentati da cittadini singoli o associati?
– Dove è possibile consultare l’elenco dei privati che hanno effettuato donazioni al comune di Ceccano per realizzare gli interventi di decoro urbano con le relative somme messe a disposizione dell’amminstrazione?

Avevo concluso il mio intervento con la famosa frase : “quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini”. In questo caso lo trovo addirittura riduttivo: a Ceccano si è fatto di peggio. Si è calpestata anche la normale prassi amministrativa, incuranti dei rischi e delle conseguenze che derivano dall’approssimazione degli atti amministrativi, che potranno ripercuotersi anche sui responsabili dei procedimenti, sull ‘Assessore e sui consiglieri che hanno avallato tali scelte.

 

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