Dignità 350 260

Dignità 350 260di Ignazio Mazzoli – “La paralisi, anzi, continua (…) Tra le priorità, oltre alla salvaguardia ambientale, ci sono pure stipendi e famiglie da tutelare. Ma nel can can in corso in molti se lo dimenticano. Specie quelli che stanno al sicuro…”, così Stefano Di Scanno direttore de L’Inchiesta nel suo Diario di sabato 17 ottobre.
La lettura di quell’articolo ci riporta subito alla mente alcune risposte che Silvana Denicolò ha dato nell’intervista a noi rilasciata a proposito dell’incontro del 24 settembre scorso che ha visto impegnata la Vertenza Frusinate alla Regione Lazio e che abbiamo pubblicato integralmente: “incongruente (l’incontro ndr) non è stato un laboratorio condiviso, incentrato sulla partecipazione, ma piuttosto la vetrina di quello che la Regione ha fatto e vuole fare. Una regione comunque sempre sulla difensiva e per nulla propositiva, tranne per iniziative-specchietto…”.
Molto seria questa affermazione da parte di una rappresentante del Consiglio Regionale. Che significa? Ci pare di capire, senza dubbi, che l’incontro accettato e presieduto dall’Assessora Lucia Valente anziché esaminare e valutare le proposte della Piattaforma della Vertenza Frusinate, le ha semplicemente ignorate concentrando l’incontro su un unico argomento, importante, ma non in grado di essere risposta ravvicinata all’emergenza che quell’incontro aveva sollecitato.
Di cosa si è parlato? Il titolo voluto dall’Assessora è “Reddito di Cittadinanza attiva”. Giusto, ma purtroppo sa di solo annuncio perché se si respinge la proposta di rifinanziamento di una legge assai simile, perfettibile, ma esistente, con l’argomento che non ci sono soldi, come si fa a promettere una nuova legge con le stesse finalità? Perché per la nuova ci sarebbero i fondi? Dove? Ci pare che sia una cosa tutta da vedere, senza costituire minimamente un’iniziativa che possa concretarsi in tempi brevi quali l’emergenza frusinate richiede con la massima urgenza. Eppure in quella sede del 24 settembre si è parlato che la proposta sarebbe stata portata al prossimo consiglio regionale. Da quel giorno se ne sono svolti già due o tre. Ma, nulla. Quella legge è indispensabile oggi e non a babbo morto.
Perché non s’è parlato d’altro? Senza riprendere, per ora, tutti i 5 punti di quella piattaforma, ricordando che fu elaborata quando ancora i disoccupati erano 115000 mentre oggi superano i 13000, rammentiamo che al punto 4 viene proposto «un alleggerimento della pressione fiscale locale sui nuclei familiari in difficoltà, ma anche con un intervento serio, possibilmente insieme alla Regione, verso le società di servizi (acqua, luce, gas, telefoni ecc) perché partecipino a fronteggiare l’emergenza;»
Inoltre si chiede ai Comuni ma anche alle associazioni di volontariato «l’istituzione di Sportelli per il Lavoro Occasionale che mettano in comunicazione esigenze di prestazioni e bisogno di lavoro anche temporaneo: piccoli lavori di sistemazione o rinnovo ambienti di case, giardinaggio, data enter, sostegno scolastico agli studenti e tante altre esigenze reali.»
Nell’incontro del 24 settembre non c’è traccia di confronto su queste proposte. Perché? Non ci si dica che non competono alla Regione. Non sta scritto da nessuna parte che la Regione legifera solo sulla base di input dall’alto nazionali ed europei, come sembra fare, ma è anche organo politico d’indirizzo e perché non darlo soprattutto dove neppure dovrebbe spendere denaro?
Sabato scorso si è svolta la 17ª giornata mondiale della povertà e ancora un svolta Ha segnalato un allarme generale di gravissime situazioni come quelle che si vivono in questa provincia. Ebbene ci sono lavori da svolgere? Ai comuni non si chiede di assumere, ma solo di legittimare elenchi a cui possano attingere privati cittadini o imprese utilizzando disoccupati in base alla legge come ricordato poco prima
Nei comuni ci sono imposizioni fiscali da pagare, perché non defiscalizzarle per le famiglie interessate con una delibera ad hoc che indichi i parametri temporali di durata e l’entità dell’alleggerimento attingendo i nomi dagli elenchi comune per comune già pronti presso l’Ufficio provinciale per l’Impego?
La solitudine, l’inadeguatezza, la vergogna che si prova a stare senza lavoro provoca una caduta verticale della dignità delle persone. la risposta non può che essere “Solidarietà” dalle Istituzioni oltre che fra le persone di buona volontà. Il 70% degli italiani percepisce i governi come dominati dai più forti e le decisioni prese si allontanano sempre più dal consenso del cittadino. Questo ci pare anche il frutto dell’incontro del 24 settembre anche per la mancanza di ogni parità fra interlocutori.
Chi ci governa dovrebbe sapere che le risposte alla crisi sono prima di tutto un problema culturale di priorità e non basta nascondersi dietro le difficoltà economiche. Le emergenze vengono prima soprattutto se riguardano la vita delle persone, ci dice il faccia a faccia con la sofferenza. Il punto 4 della Piattaforma di Vertenza Frusinate va rilanciato e preso in seria considerazione anche sapendo che è obiettivo comune ai proponenti e alla Caritas, in questo territorio e non solo.
Tutti gli altri, noi che possiamo fare? Saper chiedere che non si dimentichino queste esigenze e abbiano risposte, lottare con chi soffre e chiedere al Consiglio regionale che discuta subito e approvi la Mozione firmata da tutte le opposizioni sull’emergenze frusinate.

 

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