di Achille Migliorelli (con questo articolo si avvia la collaborazione dell’autore con unoetre.it. La Redazione si arricchisce di un importante e autorevolo contributo. Benvenuto Achille)– Giù le mani dalla costituzione. La riforma del Senato, per come l’attuale maggioranza pretende di approvarla, comporta una significativa manomissione della Carta Costituzionale ed una intollerabile umiliazione e delegittimazione del Parlamento. Le due camere vengono completamente esautorate dal Governo e ridotte – con i ricatti, le “ghigliottine”, i “canguri” e i trasformismi vari – a subire la volontà dell’esecutivo. Il pensiero va alla indicazione data dall’insigne giurista Piero Calamandrei, uno dei maggiori protagonisti dei lavori di preparazione della Carta, il quale ebbe a dire: “Quando l’Assemblea discuterà pubblicamente la nuova Costituzione, i banchi del governo dovranno essere vuoti”. Oggi, invece, il Presidente del Consiglio ed uno stuolo di ministri e sottosegretari stanno coartando la libertà dei Parlamentari, anche ricorrendo alla minaccia di far saltare il governo e la legislatura.
E’ in atto una autentica presa in giro. Infatti, nel commentare l’emendamento al comma 5 del d.d.l. Boschi – presentato al fine di ottenere la rinuncia della minoranza del Partito Democratico all’obiettivo di conseguire la elettività diretta dei senatori –, studiosi della materia hanno concluso nel senso che tale emendamento è scritto in modo bizantino, involuto e difficile da intendere e non emenda proprio nulla. Esso costituisce, invece, un autentico bluff, in quanto si limita a ripetere quello che è già scritto al comma 2. Anzi, questo “pastrocchio”, concordato con la minoranza PD, omette addirittura di introdurre la c.d. “designazione” per i 21 sindaci, che saranno catapultati in Senato dopo la riforma. E’ mai possibile che il principio della “designazione” si applichi solo ai consiglieri regionali e non anche ai primi cittadini?
E’, peraltro, sufficientemente chiaro che la riforma del Senato, assieme alla nuova legge elettorale, cambia la forma di governo del Paese, segna lo squilibrio tra i tre poteri fondamentali dello Stato democratico, determina una torsione autoritaria del sistema politico. Ciò, perché ai 100 senatori “pilotati” a Palazzo Madama dalle segreterie di Partito ed alla maggioranza drogata dei deputati “nominati” dalle stesse segreterie – consentita dall’Italicum –, viene attribuito il potere di mettere le mani sulla composizione della stessa Corte Costituzionale, oltre che sul Consiglio Superiore della Magistratura, sulle Autorità indipendenti di vigilanza e sulla RAI-TV. Si tratta, come è facile capire, dell’attribuzione di un potere enorme.
Occorre reagire per impedire che questo vergognoso assalto alla Costituzione si realizzi. A tal fine, ho pensato di promuovere la costituzione di un Comitato chiamato a respingere tale assalto in occasione del referendum confermativo, che si terrà – se dovessero essere rispettati i tempi e le modalità di approvazione della legge di revisione costituzionale – nella primavera del 2016.
Tale referendum, come è noto, è previsto dall’art. 138 della Costituzione nel caso in cui non dovesse essere raggiunto il voto favorevole alla riforma dei 2/3, ma solo del 50% + 1 dei componenti di ambedue le Camere. Il citato art. 138 stabilisce, inoltre, che “La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi”. Il che significa che, in caso di parità di voti o di maggioranza del NO, la legge oggetto della consultazione referendaria non sarà promulgata.
Ma l’aspetto più interessante dello stesso art. 138 è che, per la validità del referendum popolare conservativo, non sono richiesti quorum costitutivi o deliberativi. La votazione sarà valida indipendentemente dal numero di elettori che andranno alla urne. Dunque: mentre nel referendum abrogativo i votanti debbono raggiungere almeno il 50% + 1 del corpo elettorale, nel referendum sulla legge di revisione costituzionale è sufficiente qualsivoglia numero dei votanti e che il NO venga espresso dalla maggioranza di costoro.
Perciò Vi chiedo: chi è d’accordo con me mi faccia pervenire l’adesione all’iniziativa. La richiesta è rivolta a tutte le persone di buona volontà e sinceramente innamorate della Costituzione, che, unanimemente, abbiamo sempre ritenuto “la più bella del mondo”. Prepariamoci, allora, con decisione e passione a questo appuntamento in difesa del vigente ordinamento costituzionale e degli assetti democratici del nostro sistema politico.
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