Colosseo assemblea 350 260

Colosseo assemblea 350 260di Ivano Alteri – La recente vicenda del Colosseo è assai emblematica del clima fasullo creato ad arte da politicanti in odor di casta (e di mafia?), che trattano i cittadini rispettosi delle leggi come briganti, mentre loro si occupano esclusivamente dei propri personalissimi privilegi, proteggono fior di delinquenti e fraternizzano con affaristi senza scrupoli. Della vicenda, mistificata all’inverosimile, si è già detto quasi tutto: non si trattava di uno sciopero (anche se i giornali genuflessi l’hanno chiamata “protesta”); era soltanto un’assemblea, legittima, richiesta nei tempi prescritti, autorizzata dalla Soprintendenza e regolarmente pubblicata sui giornali e sui luoghi interessati (ma non sull’albo online del comune, dove si acquistano i biglietti d’ingresso ai siti, come invece il comune avrebbe dovuto fare). Nonostante ciò, per giorni una classe politica indegna del nome ha gridato allo scandalo, fino a mostrare i muscoletti con un piglio degno di ben altre emergenze.
Di Matteo Renzi possiamo tranquillamente tacere, essendo egli già noto per il suo “Enrico, stai sereno” e “mai al governo senza il voto”, e il nuovo aereo da centosettantacinque milioni di euro, mentre otto milioni di cittadini italiani muoiono di fame. La sua credibilità, quindi, è già ridotta ai minimi termini. Di Ignazio Marino anche, essendo colui che andava a spasso per New York, mentre il prefetto Gabrielli si occupava da solo dell’organizzazione dell’imminente Giubileo, della sicurezza dei pellegrini e della loro accoglienza; sempre lo stesso sindaco che nominava nella propria giunta personaggi immersi fino al collo nella melma maleodorante di Mafia Capitale. La sua, di credibilità, bisogna cercarla col lanternino.

Ma di Dario Franceschini, Ministro per i Beni e le Attività Culturali, è opportuno invece parlare, poiché è il protagonista di una vergognosa vicenda che ci riguarda molto da vicino in quanto Ciociari. Avviene, infatti, che a Frosinone stia per compiersi l’ennesimo scempio a danno proprio di quei beni archeologici che lui dovrebbe tutelare, con il benestare suo e del suo ministero. A fronte di interrogazioni parlamentari che gli chiedevano quali azioni intendesse intraprendere a tutela della Terme Romane rinvenute nella nostra città, il ministro e il suo ministero si limitavano a raccogliere carte ingiallite ed equivoche, lavandosene le mani come pilato; consentendo così alla traballante giunta Ottaviani di sbandierare in consiglio comunale la stessa risposta del ministero, usandola come scudo per deliberare bellamente a favore della costruzione dell’ennesimo palazzo monster, proprio sulle Terme (cemento che va ad aggiungersi a quello già colato negli anni Sessanta sull’Anfiteatro Romano di Viale Roma). Ritiene forse il ministro che l’assemblea sindacale dei lavoratori di Roma sia più dannosa di un palazzo sulle Terme Romane? Ritiene che le sue omissioni, assai sospette, rendano un buon servizio ai beni archeologici? Su questo occorrerebbe una urgente risposta, del ministro e del suo partito.

Infine, vorremmo far notare che mentre il ministro efficentista definisce per decreto i Musei e i beni archeologici come “servizi pubblici essenziali”, dalle nostre parti Acea provvede, indisturbata e con una certa sistematicità, a interrompere il servizio idrico ai cittadini ciociari; e la Regione Lazio a chiudere gli ospedali ciociari. Non sono, questi, beni essenziali? O il ministro e la gang al completo erano solo interessati ad attaccare i cittadini che lavorano? Su questo, la risposta non serve.

Frosinone 22 settembre 2015

 

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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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