da L’Inchiesta del 25 set ’15 – Gino Rossi della Vertenza Frusinate denuncia l’insuccesso dell’Accordo di Programma. Impegni solo dalle Consigliere Daniela Bianchi e Silvana Denicolò, ma l’incntro è terminato senza la firma di un documento ufficiale di impegno della Regione Lazio verso i circa 135000 disoccupati del Frusinate .
“Un’attenta analisi dei provvedimenti e dei bandi messi in campo dalla Regione Lazio per il lavoro e lo sviluppo del territorio del frusinate, a partire dalla nuova programmazione dei Fondi europei con i 140 milioni di euro del contratto di ricollocazione fino alla “call for proposal” che ne mette in campo 70”. Questi – secondo una nota diffusa ieri dalla Regione – alcuni dei temi affrontati durante l’incontro che si è tenuto alla presenza dell’Assessore al Lavoro Lucia Valente, dell’Assessorato allo Sviluppo Economico Guido Fabiani, del Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo, dei consiglieri regionali del territorio e delle organizzazioni sindacali, “per discutere su come rilanciare un territorio che si trova ad affrontare diverse crisi aziendali e sul quale questa Regione, da quando si è insediata, ha investito con l’Accordo di Programma firmato al Ministero dello Sviluppo Economico e continua a investire soprattutto con la nuova programmazione europea per salvaguardare i livelli occupazionali e lo sviluppo dell’area”.
Un appello degli assessorati presenti al tavolo è stato rivolto alle parti sociali e alle altre istituzioni, “perché insieme si raggiunga l’obiettivo di far conoscere a tutte le imprese del territorio, piccole e grandi, le opportunità messe in campo dalla Regione con i fondi della nuova programmazione europea con bandi che sono già stati pubblicati e finanziati”.
All’incontro di Roma era presente anche Gino Rossi, esponente storico della lotta dei lavoratori ex Videocon, in qualità di rappresentante dei comitati che si riconoscono nel movimento della “Vertenza Frusinate”. «La Regione Lazio – commenta – dice tante belle cose ma non tutta la verità. Io ho cercato di affrontare dei temi che però non sono stati presi in considerazione. Del resto un tavolo rinviato per ben due volte secondo me doveva concludersi con un documento unitario firmato da tutti contenente impegni e date. Invece a me è sembrato un incontro tra amici. E quindi di ben altro clima rispetto al dramma di chi vive la disoccupazione. I temi vivi – ricorda Rossi – sono stati posti dalla consigliera Daniela Bianchi e da noi, a partire dalla richiesta di rifanziamento della legge 4/2009 sul reddito minimo garantito e altre cose».
«L’assessore Valente – ricostruisce Rossi – è parsa non voler neppur sentire parlare del reddito minimo perché norma varata da Marrazzo che avrebbe molti punti critici. Tuttavia ho ottenuto l’impegno del consigliere Bianchi e della M5S Denicolò di preparare e portare al prossimo consiglio regionale una bozza normativa che ricalchi la struttura della legge 4/2009 per sostenere i tanti rimasti senza ammortizzatori sociali e senza reddito».
Rossi poi ha puntato l’indice sull’accordo di programma per l’area di crisi Frosinone-Anagni al quale guardavano e guardano con speranza i disoccupati ed i senza lavoro ex Vdc in partitolare: «C’era un collaboratore dell’assessore Fabiani, visto che lui si è affacciato e poi è andato via. Ho chiesto notizie sull’accordo di programma in Ciociaria e mi è stato spiegato che la firma apposta dalla Sanofi Aventis non è ancora definitiva e quindi potrebbe anche ritirarsi dagli investimenti. In questo ambito va ricordato che l’azienda farmaceutica non vorrebbe neppure sentir parlare di operai ex Vdc volendo stabilizzare precari che hanno lavorato al suo interno. Quanto ad Acs Dobfar non avrebbe neppure presentato i documenti e quindi potrebbe aver rinunciato all’intera operazione. A conti fatti – sintetizza Rossi – l’Adp è servito a far risparmiare 10 milioni alla Regione che avrebbe dovuto darci una proroga della cassa integrazione ed una quarantina di milioni allo Stato». Rossi ha chiesto anche della riacquisizione dell’area ex Vdc ed è stato invitato a rivolgersi all’Asi di Frosinne: «Diciamo solamente che se quelle aree vengono restituite a costo zero alle imprese, bisogna prevedere una premialità per la riassunzione dei lavoratori ex Videocon. Altrimenti ci ritroviamo ad aver fatto tante battaglie ed a restare sempre e comunque senza lavoro».
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