
Intervista a Severo Lutrario a cura di Ivano Alteri – Dopo un Accordo di Programma di 92 mln di euro che, forse, produrrà la miseria di 60 assunzioni in tutto (ammesso che la Sanofi decida di apporre la firma definitiva all’accordo, che ancora non c’è) la “montagna” della Regione Lazio ha partorito un altro “topolino”: Il Contratto di Ricollocazione. Per capirne di più, nel dettaglio, ne abbiamo parlato con Severo Lutrario, membro del neonato Comitato Provinciale Provvisorio della Vertenza Frusinate (nonché esponente del Comitato Provinciale Acqua Pubblica).
Lutrario, cos’è questo contratto di ricollocazione?
È un provvedimento della Regione finanziato con fondi europei, nazionali e regionali, in cui è prevista un’indennità di frequenza per i disoccupati. Il programma è presentato come un percorso di accompagnamento al lavoro dipendente o autonomo.
Quanti e quali sono i soggetti interessati?
I Contratti finanziabili sono 2.000 su tutto il territorio regionale…
…Un’altra miseria.
…Sì, e l’indennità, che sarà pagata al termine del percorso in un unica soluzione, è pari a 8,15 euro per ogni ora di effettiva attività.
Chi può parteciparvi?
Possono partecipare i disoccupati senza sussidio che alla data dell’1 settembre 2015: a) non lavorino da almeno 12 mesi; b) abbiano compiuto 30 anni; c) siano residenti in un comune del Lazio; d) che abbiano sottoscritto la “Dichiarazione di Immediata Disponibilità (DID)” allo svolgimento di attività lavorativa e questa sia i corso di validità. Chi non l’avesse deve andare immediatamente al Centro per l’Impiego a sottoscriverla. I cittadini non comunitari, inoltre, devono essere in possesso di Permesso di Soggiorno che consenta l’attività lavorativa.
C’è qualche escluso?
Non può partecipare chi, pur in possesso dei requisiti, maturi entro il 31 agosto 2016 i requisiti per la pensione di vecchiaia o anzianità, ovvero per l’assegno sociale.
Quali saranno i criteri di scelta, visto che i contratti finanziabili sono soltanto 2000, e solo in provincia di Frosinone vi sono oltre 130.000 disoccupati?
La graduatoria per accedere al programma sarà redatta sulla base della minore anzianità di disoccupazione e, a parità di anzianità, sulla base della minore età anagrafica. Il reddito ed il carico famigliare non sono presi in alcuna considerazione.
Ma questo vuol dire che saranno penalizzati i disoccupati di più lungo corso e con familiari a carico?
Sì, ed è la dimostrazione di come i disoccupati e l’emergenza sociale che vive il nostro territorio siano l’ultimo dei pensieri della Regione Lazio; lo testimoniano proprio i criteri di scelta di chi potrà accedere al sussidio: non chi da più tempo non ha lavoro, non chi accompagna al proprio dramma personale quello dei congiunti, che dipendono da lui per la sopravvivenza, ma chi è merce più appetibile nel supermercato del lavoro: il più possibile giovane e con una disoccupazione di non eccessiva durata.
Come funzionerà la selezione?
Nei 30 giorni successivi la Regione procede alla verifica. Il percorso si concretizza in un insieme di attività di “orientamento” e “formazione” a cui il disoccupato è tenuto a partecipare. Ha durata di sei mesi a partire dalla data di sottoscrizione del Contratto. Le ore di attività indennizzate (e quindi i soldi spettanti ad ogni singolo disoccupato) dipendono dalla “linea d’intervento” cui viene destinato.
Più precisamente?
Per la linea “accompagnamento al lavoro subordinato” le ore di base sono 117. A queste sono da aggiungere, alternativamente, la formazione per adeguamento delle competenze, fino ad un massimo di 100 ore; la formazione per specializzazione delle competenze, fino ad un massimo di 150 ore.
Ma c’è anche il lavoro autonomo…
Per la linea di “accompagnamento al lavoro autonomo” le ore di base sono 104. Se dovesse essere previsto un tirocinio i relativi emolumenti sarebbero a carico del “soggetto ospitante”.
Sembra, oltretutto, una procedura piuttosto complessa.
Abbastanza. Bisogna essere iscritti al centro per l’impiego e avere una DID in corso di validità; inviare la richiesta di adesione con indicazione del Centro per l’impiego di preferenza (l’invio può essere per via telematica o recandosi al CPI); entro i successivi 30 giorni la Regione procede alla verifica dei requisiti ed alla pubblicazione della graduatoria, individuando i destinatari da avviare a ricollocazione; i CPI, entro 30 giorni dalla pubblicazione della graduatoria, dovranno ultimare le attività di propria competenza, convocando i destinatari per la loro la presa in carico; il CPI ha il compito di accogliere e informare il destinatario sulle opportunità previste dal percorso di ricollocazione e sulle modalità necessarie per l’individuazione del Soggetto Accreditato (Agenzia privata), che dovrà accompagnarlo nel percorso della ricollocazione; durante gli incontri con gli operatori del CPI verrà verificata la DID e sottoscritto il Patto di servizio o modificato quello eventualmente già esistente, e il disoccupato sceglierà l’agenzia privata del lavoro accreditata; alla stipula del Contratto di ricollocazione (sottoscritto dal CPI, dal Soggetto Accreditato e dal destinatario), il Soggetto Accreditato scelto prende in carico il destinatario e lo avvia all’attività di orientamento specialistico, al fine di “comprendere” quale tra le due linee di intervento previste risulti più idonea per il reinserimento nel mondo del lavoro.
E quali sono i tempi?
La domanda deve essere presentata a partire dalle ore 10.00 del 30 settembre fino alle ore 12.00 del 9 ottobre, compilando il modulo di adesione on-line che sarà disponibile sul sito istituzionale della Regione, www.regione.lazio.it, o sul sito Portalavoro www.portalavoro.regione.lazio.it, oppure recandosi presso un Centro per l’Impiego sul territorio regionale. Le informazioni richieste riguardano dati anagrafici, inclusi indirizzo di residenza e di domicilio (se diverso dalla residenza) e dati relativi allo stato di disoccupazione e reddito, in particolare la data di inizio della disoccupazione. Infine, Alla domanda dovrà essere allegata la scansione in formato PDF di un documento d’identità in corso di validità.
Cosa ne pensi di quest’iniziativa?
Di fronte alla gravità della situazione economica in cui versa la Regione Lazio, ed in modo particolare il territorio della provincia di Frosinone, la giunta Zingaretti partorisce il topolino di questi 2000 sussidi regionali, a fronte degli oltre 125.000 disoccupati della sola provincia di Frosinone. Meglio di niente, si dirà. Peccato che in questa operazione buona parte dei 4.700.000 euro stanziati finiranno nelle tasche delle Agenzie di lavoro Interinale – gli unici soggetti accreditati in grado di svolgere le attività previste – e saranno queste a determinare linea di intervento e tipologia e quantità di ore “aggiuntive” da concedere al disoccupato.
Un “banchetto” fra intimi…
Un’altra buona parte di quei milioni finiranno ai soliti “corsifici” che da decenni sfornano i più improbabili “corsi di formazione e riqualificazione” che, senza favorire un solo posto di lavoro aggiuntivo, hanno permesso loro lauti guadagni.
Beh, la formazione è cosa importante.
Certo che la formazione e la qualificazione servono. Ma per fare cosa? Qual è l’idea economica, produttiva, sociale? Qual è la strategia per un rilancio del territorio per cui attrezzare chi è in cerca di lavoro?
Non si trovano questi indirizzi, nel provvedimento?
No. Non c’è nulla, se non l’attesa che all’orizzonte appaia il magnate – magari indiano – che scelga la nostra terra per fare profitto.
Ma anche solo un sussidio, per quanto assolutamente scarso, alle famiglie in gravi difficoltà può far comodo…
La miseria di questi quattro soldi – perché di quattro soldi si parla – la si sarebbe potuta e dovuta impiegare per rifinanziare per il 2015 la legge 4/2009, quella sul reddito minimo, individuandone i beneficiari sulla base di criteri sociali; in questo modo, attribuendo ad ogni disoccupato il massimo sussidio previsto nel programma varato (ci sarà qualcuno che lo godrà effettivamente?), per i prossimi tre mesi, da ottobre a dicembre 2015, si sarebbe potuto allargare la platea a 4.352 disoccupati e provvedere per il 2016 ad un nuovo stanziamento. La scelta della regione è dunque stata politica a tutela non certo degli interessi e dei bisogni dei disoccupati.
Cosa mandiamo a dire, allora, ai disoccupati della Ciociaria e di Terra di Lavoro?
Che il giorno 30 settembre, alle ore 16, presso la tenda dei lavoratori ex-Multiservizi, davanti al Comune di Frosinone, apriremo uno sportello informativo come comitato provinciale della Vertenza Frusinate, per aiutarli a compilare la domanda e seguire l’intero iter. E che, comunque, questa è un’occasione per rivendicare che il denaro pubblico non sia sperperato a favore dei soliti noti, a favore di chi da sempre fa profitto sul diritto al lavoro delle persone; e pretendere che le istituzioni si adoperino per i diritti delle persone e del territorio.
Frosinone 27 settembre 2015
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