costruzione rurale a Castro dei Volsci Lazio 350 260

costruzione rurale a Castro dei Volsci Lazio 350 260di Donato GaleoneIl 1970 – scriveva Antonio Camilli in “Ciociaria rurale da salvare” – è stato l’anno dedicato all’ecologia e ai problemi riguardanti la conservazione della natura e sperava che gli anni 1986-1987 fossero gli anni o l’anno “dedicato al lavoro dei campi, al contadino, ai nuovi agricoltori, alle vecchie e nuove strutture rurali, alla vita e alla bellezza eterna della campagna”.

Nel 1985 – affermava Maria Luisa Santiprosperi – il patrimonio edilizio della campagna in abbandono “dovrebbe essere conservato e rispettato senza distinzione di qualità , forma, estensione e contenuto, in quanto continuità storica importante della vita rurale della Ciociaria ed anche perchè, ognuna di queste costruzioni costituisce una tessera ben connotata, di un mosaico che è in grado di esprimere la reale identità del mondo agriicolo ciociaro”.

I due giovani ricercatori dei “casolari rurali ciocari nella bellezza naturale dei campi” – come nessuno di noi – non pensavano che un prete gesuita italoargentino, eletto Vescovo di Roma – dopo circa trentanni dalla ricerca su “Ciociaria da salvare” – in San Pietro il 24 maggio 2015 avrebbe lanciato un appello universale di “ecologia culturale” scrivendo che “bisogna integrare la storia, la cultura e l’architettura di un determinato luogo, salvagurdandone l’identità originale” (Enciclica “Laudato si” 143).

Altro sostegno – certamente più atteso dai due ricercatori di “Ciociaria da salvare”e dal mondo della “coperazione sociale in agricoltura” – è la recente approvazione della legge italiana n.141 del 2015 recante “ Disposizioni in materia di agricoltura sociale”.

Considerazione essenziale deve riguardare la velocità attuativa delle nuove normative di “agricoltura sociale” da collegare con i Bandi regionali dei nuovi PSR 2014-2020.

Mi riferisco al PSR Lazio e agli “interventi di sostegno” di cui all’art. 6 della legge in quanto le “Regioni possono promuovere la realizzazione di programmi finalizzati allo sviluppo della multifunzionalità delle imprese agricole, basati su pratiche di progettazione integrata territoriale e di sviluppo dell’agricoltura sociale”.

Anche perchè l’esercizio dell’agricoltura sociale, previsto dalla nuova legge (art.2) è assegnato agli imprenditori agricoli sia in forma singola o associata e alle Cooperative Sociali (il cui fatturato derivante dall’esercizio delle attività agricole svolte sia prevalente: superiore al 30% di quello complessivo).

Si tratta di prestazioni di attività sociali (inclusione sociale e lavorativa) e servizi (supporto di terapie con ausilio di animali e coltivazione delle piante) nonché di progetti finalizzati all’educazione ambientale e alimentare, alla salvaguardia della biodiversità, oltre, alla diffusione della conoscenza del territorio attraverso l’organizzazione di “fattorie sociali e didattiche” – riconosciute a livello regionale.
Sono tutte “attività connesse” esercitate dall’imprenditore agricolo (preferibilmente giovane sotto i 40 anni) ai sensi dell’art. 2135 del codice civile.

Ecco, quindi, che i prossimi attesi Bandi del PSR Lazio 2014-2020 con le “misure” utilizzabili anche per il sostegno dell’agricoltura sociale (come già indicato nel 2014 da rete rurale) potrebbero essere le seguenti:

Misura 1 – Trasferimenti di conoscenze e azioni di informazione (Art. 14 Reg.UE n.1305/2013);
Misura 2 – Servizi di consulenza per la gestione aziendale (Art. 15 Reg.UE n. 1305/2013;
Misura 4 – Investimenti materiali (Art. 17 comma 1 lettere a);b), c) e d) Reg.UE n.1305/2013;
Misura 6 – Sviluppo agricolo e aziendale (Art.19 Reg.UE n. 1305/2013;
Misura 7 – Servizi di base e rinnovamento nelle aree rurali (Art. 20 Reg.UE n. 1305/2013;
Misura 16 – Cooperazione (Art. 35 Reg.UE n. 1395/2013).

Io penso che da subito i curatori della pubblicazione “Ciociaria Rurale da Salvare” dovrebbero estendere la loro iniziativa di ricerca oltre i 7 Comuni della Provincia di Frosinone (oltre i 79 esemplari di casolari e terre abbondanate delle campagne di Arnara, Frosinone, Patrica, Pofi, Ripi, Torrice e Veroli).

Si tratterebbe – con il sostegno della Regione Lazio, Comuni e Province – di inglobare tutte le disponibilità pubbliche e private del Basso Lazio residenziale rurale da salvare e innovare al 2015 – con giovani imprenditori agricoli – anche rievocando i rapporti subordinati o concessi per la conduzione-coltivazione delle terre, la estensione tradizionali degli allevamenti sia con lo Stato Pontificio di Roma che con i Borboni di Napoli, non escludendo, l’evoluzione rurale della Ciociaria-Agropontina negli ultimi 150 anni.

Si avvierebbe – sui territori un recupero produttivo multifunzionale rurale valorizzato di agricoltura sociale – congiunto alla valorizzazione produttiva agrituristica e alla ripresa del turismo rurale – che significa occupazione diretta e creata dallo sviluppo possibile e sostenibile promosso anche dalle potenziali risorse economiche-agroambientali vere della Ciociaria.

Frosinone, 15 settembre 2015

 

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