ECONOMIA E SVILUPPO
Economia civile: produzione, lavoro, generatività ”in buona compagnia”
di Giuseppe Maggio
Una boccata di ossigeno, di ottimismo e di possibilità per la nostra economia in difficoltà. Torna a Firenze, dal 16 al 18 ottobre, il Festival dell’economia civile (alla sua quarta edizione), promosso da NEXT (associazione Nuova economia per tutti) e SEC (Scuola di economia civile), con il sostegno di Federcasse, Concooperative e altri sponsor privati e pubblici. Era il 2017 quando venne lanciata questa iniziativa, la prima edizione del Festival, che lanciava nuove parole d’ordine per uscire dal pessimismo della “scienza triste” attraverso la riscoperta di un ramo di ricerca economica risalente addirittura alla settecentesca epoca dei lumi. Il primo ad usare l’espressione era stato infatti il napoletanto Antonio Genovesi, titolare della prima cattedra di cui si abbia notizia di economia in Europa, con il suo volume Lezioni di economia civile. Proprio negli anni in cui nasceva la “scienza” economica (sempre discussa, in realtà, l’appropriatezza del termine “scienza” per gli ambiti sociali) con il pensiero di Adam Smith e la sua famosa inchiesta sulla ricchezza delle nazioni, fondamento del nascente capitalismo, si sviluppava fra gli intellettuali partenopei un’autonoma scuola di pensiero, sempre di stampo illuminista, con la quale si mirava a valorizzare gli aspetti dell’attività economica di interesse per la comunità e per la crescita civile della società.
La riscoperta e valorizzazione di quell’insegnamento, risalente a Genovesi, Dragonetti e Filangieri, è stata frutto recente dell’analisi critica degli odierni gravi squilibri economici e finanziari, nonché distributivi, della realtà moderna, interna e internazionale. E’ grazie agli studi di un gruppo di economisti sensibili all’esigenza di interventi improntati alla concretezza, per rilanciare iniziative economiche coerenti con le esigenze di sostenibilità, partecipazione, riequilibrio, che è stato nuovamente studiato, valorizzato e attualizzato quell’insegnamento. Ed è al direttore del Festival dell’economia civile, Leonardo Beccehetti, professore di economia politica nell’università romana di Tor Vergata, che va il merito di un particolare attivismo nel promuovere le parole d’ordine della recente Scuola di economia civile: l’attenzione alle persone, alle relazioni, ai luoghi, all’esigenza di superare la supremazia del profitto e a guardare, in un’ottica a più ampio respiro, alla generatività delle iniziative, cioè alla capacità di creare valore economico e nel contempo civile (cioè collettivo).
Il Festival, intitolato quest’anno “In buona compagnia, per cercare, ricostruire, fare pace”, è quindi finalizzato ad un ampio confronto, nell’arco di tre giorni, tra attori economici, istituzionali, civili, sulla situazione economica e sociale, interna ed internazionale (resa notoriamente particolarmente difficile dalla fase postpandemica e dal conflitto in corso in Ucraina) ma anche, e soprattutto, sulle iniziative concrete che, nel corso dell’anno hanno saputo esprimere una forte capacità di resilienza ed un alto valore civico.
Basandosi su un approccio ispirato alla concretezza, oltre alle discussioni di più ampio respiro, verranno valorizzate le best practice, gli esempi di buone pratiche da valorizzare e riproporre, con una particolare attenzione a quanto emerge dai territori e quanto, avendo funzionato, può essere utilmente riproposto e nuovamente realizzato su scala più ampia. Verrà quindi assegnato un premio intitolato alla memoria di David Sassoli “per un’economia e un’Europa civile e di pace” e un premio nazionale alle imprese da valorizzare come ambasciatrici dell’economia civile, in quanto meritorie per il consolidamento della sostenibilità ambientale e sociale e sulla replicabilità – locale e nazionale – del proprio modello di business.
A Firenze si affronta così, in un clima di cauto ottimismo, una fase particolarmente difficile, nella quale il richiamo ad un approccio di civiltà nelle questioni economiche appare quanto mai opportuno, considerati, per altro, quanti aspetti di inciviltà, in ambito economico e sociale continuiamo a dover regisrare a due secoli di distanza da quelle prime lungimiranti Lezioni di economia civile.
| Iscriviti al nostro canale Youtube di UNOeTRE.it |
Sottoscrivi abbonamento gratuito all’aggiornamento delle notizie di https://www.unoetre.it – Home
Vuoi dire la tua su UNOeTRE.it? Clicca qui
Sostieni il nostro lavoro
UNOeTRE.it è un giornale online con una redazione di volontari che s’impegnano gratuitamente. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per dare il tuo sostegno tramite il sito, clicca qui sotto sul bottone Paga Adesso. Il tuo contributo ci perverrà sicuro utilizzando PayPal oppure la tua carta di credito. Grazie
La riproduzione di quest’articolo che hai letto è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore. E’ vietato il “copia e incolla” del solo testo sui socialnetwork perchè questo metodo priva l’articolo del suo specifico contesto grafico menomando gravemente l’insieme della pubblicazione. L’utilizzo sui socialnetwork può avvenire soltanto utilizzando il link originale di questo specifico articolo presente nella barra degli indirizzi del browser e originato da https://www.unoetre.it

UNOeTRE.it by giornale online is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
![]()
