
Dichiarazione di Oreste Della Posta* – Il 3 agosto scorso presso il Ministero dello Sviluppo Economico si è firmato un Contratto di Sviluppo per ampliare e potenziare lo stabilimento Sanofi di Anagni fra l’azienda farmaceutica e Invitalia nel quadro dell’Accordo di Programma Anagni-Frosinone e che consentirà 60 nuovi posti di lavoro. Pochi a fronte dei circa 120.000 disoccupati di questa provincia, ma meglio di niente.
Ai comunisti di questo territorio, dalla lettura dei documenti fino ad ora disponibili, sorgono alcuni interrogativi.
Il primo riguarda la diversità delle cifre, da un parte quelle del documento istruttorio del novembre 2014 e dall’altra quelle dell’agosto 2015. Quali sono vere?
– Infatti a fronte di impegni finanziari che sfiorano i 64 milioni di euro (tabella del novembre ’14) c’è un incremento di occupazione di 60 unità. Un posto di lavoro viene a costare 1.060.881 di euro circa;
– Nei comunicati e dichiarazioni del dopo 3 agosto si legge che gli impegni finanziari sono di 47,3 milioni che sempre 60 unità di occupazione producono ad una cifra pro capite inferiore, ma sicuramente non piccola di 788.333 euro.
E’ opportuno capire e noi vorremmo capirci.
La seconda questione è di ordine un po’ diverso ma forse più importante, almeno sul piano etico. Siamo di fronte a cifre assai esigue, certo non da rifiutare, ma che sicuramente richiedono una gestione particolare.
I comunisti credono che prima di ogni altra iniziativa vada assicurata trasparenza delle decisioni che si andranno ad assumere sin da settembre.
Chiediamo che l’intera platea dei disoccupati frusinati sappia in quali sedi si decide, chi decide e soprattutto con quali criteri ci si accinge decidere? E, soprattutto vogliamo sapere come verrà assegnato il 25% (cioè appena 15 lavoratori) che si dice previsto nella voce solidarietà verso gli ex-Videocon che con le loro lotte conquistarono l’Accordo di Programma ed il diritto alla riassunzione.
Fare arbitrio e terribili ingiustizie è assolutamente facile. Forse qualcuno già si è venduto questi posti. Se questo avvenisse sarebbe un colpo mortale alla credibilità delle sedi dove si decide, istituzionali e non, e alla fiducia di superare questa crisi.
Finite le ferie si dovrebbe passare alla fase operativa. Saremo vigili su ogni passaggio.
*Oreste Della Posta – Segretario provinciale Pcdi Frosinone
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