
di Ignazio Mazzoli – Che cos’è una vertenza? E’ una denuncia di controversia di lavoro ed è l’iniziativa che intraprende chi lavora per veder riconosciuti i propri diritti qualora non vengano rispettati. Oggi la controversia diventa per il lavoro. Si, per riconquistare il lavoro a chi l’ha perso perché le aziende hanno fallito, sono state chiuse o trasferite e manca un qualsiasi piano per assicurare nuova occupazione in tempi che non siano biblici.
La Vertenza Frusinate questo vuole essere. Sulla pagina FB del Comitato che la vuole promuovere si può leggere “la disoccupazione e salita a 124.000 unita nel giro di 6 mesi…a fine dicembre 2014 eravamo a 115.000 unita’…ricordiamocelo quando un gruppo forse di “sognatori” ha girato quasi tutta la provincia a far volantinaggio per i mercati per parlare della vertenza frusinate e far conoscere il problema disoccupazione a tutti, chiedendo adesioni al comitato”. Chi scrive è Tiziano Ziroli, uno dei promotori che così conclude il suo post: “alla prossima manifestazione che si svolgerà in provincia spero di vedere la stessa gente che domenica era allo stadio…cosi tanta…e cosi fiera di essere frusinate”.
Appare chiara la volontà di andare in piazza per protestare contro le dimenticanze e le trascuratezze (di tanti che dovrebbero) di cui sono vittime così tanti disoccupati. Iniziata in sordina, l’azione di informazione e di denuncia, i disoccupati impegnati nella mobilitazione, hanno raggiunto alcuni risultati importanti: l’ottenimento del Tavolo Interistituzionale deciso dall’Amministrazione Provinciale su impulso del Presidente Antonio Pompeo; la costituzione del “Comitato promotore della Vertenza Frusinate contro la disoccupazione e la precarietà”; hanno incontrato decine di sindaci, sono stati ricevuti anche dal Vescovo di Frosinone Monsignor Ambrogio Spreafico, hanno avviato confronti con diverse forze politiche come il PdCI, il Psi e Sel provinciali e con esponenti del PD e del M5S, hanno trovato significativi punti di condivisione con la Caritas provinciale. Il prossimo 8 Settembre
parteciperanno con un rappresentante ad un tavolo regionale sul lavoro con Zingaretti. La loro presenza è diventata familiare nei mercati di molte città dove vanno per far conoscere le proposte indispensabili ad uscire dal disagio in cui migliaia di persone e le loro famiglie si trovano.
Non c’è stato silenzio neppure durante questo caldissimo agosto, anche alla luce della firma, che il 3 scorso ha sancito il Contratto di Sviluppo per ampliare e potenziare lo stabilimento Sanofi di Anagni fra l’azienda farmaceutica e Invitalia nel quadro dell’Accordo di Programma Anagni-Frosinone e che consentirà 60 nuovi posti di lavoro. “Pochi a fronte dei circa 124.000 disoccupati (fino ad ora) di questa provincia, ma meglio di niente – dichiara il segretario del Pcdi, Oreste della Posta – affrontando l’annosa questione del rapporto fra Accordo di Programma e solidarietà verso gli ex-Videocon. Una fra le tante questioni anche se carica di significati simbolici. Infatti a fronte di impegni finanziari non meglio precisati, ma oscillanti fra i 64 milioni di euro di una tabella MISE del novembre ’14 e 47,3 milioni dei comunicati agostani, c’è un incremento di occupazione di 60 unità. Un posto di lavoro verrà a costare da 788.333 a 1.060.881 di euro circa. Esattamente? Boohhh. Porre il problema ci pare che sia stato doveroso.
Ma affronta anche un’altra questione di ordine un po’ diverso ma forse più importante, che tuttavia non ci pare sia stata ripresa con
la dovuta attenzione, anzi, quasi esorcizzata. Della Posta – afferma – «siamo di fronte a cifre (di posti ndr) assai esigue, certo non da rifiutare, ma che sicuramente richiedono una gestione particolare. I comunisti credono che prima di ogni altra iniziativa vada assicurata trasparenza delle decisioni che si andranno ad assumere sin da settembre. Chiediamo che l’intera platea dei disoccupati frusinati sappia in quali sedi si decide, chi decide e soprattutto con quali criteri ci si accinge decidere? E, soprattutto vogliamo sapere come verrà assegnato il 25% (cioè appena 15 lavoratori,) che si dice previsto nella voce solidarietà verso gli ex-Videocon che con le loro lotte conquistarono l’Accordo di Programma ed il diritto alla riassunzione.
Nei mesi scorsi seguendo lo sviluppo delle iniziative dei disoccupati abbiamo avuto modo di chiedere in più occasioni in quale sedi questo genere di problemi si sarebbe affrontato. Abbiamo ricevuto risposte a mezza bocca che rinviavano tutto alle autonome decisioni aziendali. Pensiamo che questo atteggiamento debba cambiare. Il treno della solidarietà prevista può deragliare. Alcune questioni: quale formazione è richiesta per assumere chi ha lavorato sui televisori, chi assicura questa formazione e a quanti o a tutti, chi stila le graduatorie e le rende pubbliche, quali altri criteri di emergenza sociale ed esistenziali vengono aggiunti ai criteri di selezione? In queste materie l’autonomia dell’azienda non c’entra. Qui c’entra la capacità di contrattazione di chi ha il compito statutario di difendere il lavoro dipendente e i lavoratori.
E’ doveroso procedere così, tanto che prendiamo in prestito da Oreste Della Posta un suo allarme: «Fare arbitrio e terribili ingiustizie è assolutamente facile. … Se questo avvenisse sarebbe un colpo mortale alla credibilità delle sedi dove si decide, istituzionali e non, e alla fiducia di superare questa crisi».
L’Accordo di Programma si apre affermando che la “crisi industriale che colpisce attualmente il sistema territoriale che ha come epicentro Anagni e Frosinone può trovare soluzione solo in un profondo processo di riorganizzazione e riconversione produttiva. Questo ricorda e chiarisce che non è l’accordo del polo farmaceutico. Assicurare che l’Accordo dia tutti i frutti previsti è possibile solo se ci sarà “tanta gente” – come dice Ziroli – a sostenerlo e a difenderlo.
articolo pubblicato anche su L’Inchiesta del 27 agosto 2015 con il titolo «”Vertenza Frusinate” arriva in Regione. Adp, trasparenza cercasi»
La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.
Sostieni il nostro lavoro
unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie