di Ignazio Mazzoli – Lunedì 15 giugno 2015. Sono passate da poco le 18, entra nell’Aula del Consiglio Provinciale la Consigliera regionale Daniela Bianchi (PD) per annunciare che “domani (oggi per chi legge ndr) avremo la data da cui partire per dare subito una risposta certa su come le misure per la ricollocazione occupazionale possono trovare applicazione con il tema della mobilità”. E’ una boccata di aria fresca in un’atmosfera rarefatta come quella della riunione del Primo Tavolo Inter-Istituzionale per dare vita ad una sede di monitoraggio costante per fronteggiare la grave condizione di disoccupazione. Si conferma così che il “Tavolo” serve e chi ne ha chiesto la convocazione ha fatto bene.
La riunione convocata alle 16,30 per un qualche equivoco di comunicazione, non era ancora chiaro se dovesse essere un’assemblea o un incontro di rappresentanze. Il “Tavolo” l’ha chiesto e ottenuto il Comitato per la Vertenza Frusinate ed esso è stato invitato a discutere e così il Presidente Antonio Pompeo ha aperto la seduta. Una legittimazione senza incertezze. Uno strumento operativo che vivrà se sorretto da larghe assemblee per orientare, richiedere e delegare.
Quando si apre il confronto dopo la presentazione, svolta da Gino Rossi, dei cinque punti su cui era nata la convocazione si delinea immediatamente una diversificazione. Si, intanto rispetto ad Anagni e non solo con chi li era assente, ma anche fra quelli che hanno partecipato a quell’appuntamento. A tratti è sembrato che non ci fosse molta voglia di ascolto.
Al senatore Francesco Scalia che rammenta bene ciò che si è detto 3 giorni prima e chiede una operatività del “Tavolo” definita in un piano di lavoro verbalizzato, non vengono date risposte.
Degli appelli unitari di Anagni al di là delle bandiere di appartenenza, non c’è quasi più traccia a palazzo Gramsci. Questo non vuol dire che siano assenti novità e idee di lavoro, si apprende che ora la Marangoni rientra nell’area dell’Adp come informato da Invitalia. La senatrice Maria Spilabotte che comunica questa importante novità insieme alle buone notizie che vengono dal Ministero sulla utilizzabilità della sesta salvaguardia utile a pensionare centinaia di odierni disoccupati ex-Vdc e che aspetta solo la conferma dell’Inps (???), poi sfugge all’obiettivo principale del “Tavolo” che è quello di far conoscere tutti gli aggiornamenti utili al territorio e anzi precisa che si può andare al suo ufficio per apprendere eventuali notizie. Provoca immediatamente una irata reazione che l’accusa di un approccio clientelare e purtroppo conferma il suo atteggiamento dicendo “allora aspettate di leggere le notizie che vi interessano sui giornali”. Dopo un po’ si alza e se ne va. Altri politici seguiranno il suo esempio.
Avviene ben di più. Accordo di Programma si alla rimodulazione, no alla rimodulazione. In questo caso sembra proprio che il “12” ad Anagni non ci sia stato. Perché? Primo ci sono ancora 50 milioni da utilizzare e si perderanno se entro la fine di questo 2015 le somme non saranno spese e rendicontate (Scalia); secondo, ad Anagni il rappresentante dell’Assessorato alla Sviluppo, dott. Orneli ha precisato che se ci saranno progetti condivisi il finanziamento lo assicura la Regione. Allora perché non discutere sulle cose possibili? In verità è apparso chiaro a molti che ci sono forze che preferiscono perdere quelle somme dell’Adp pur di non dovere accettare la sua impostazione che prevede interventi per progetti e non azienda per azienda. L’intervento del Presidente della Federlazio e la risposta di Confindustria hanno confermato diversità di approccio. Non è l’unico problema del pomeriggio anche se il più serio perché potrebbe portare a sterilizzare questo importante provvedimento.
Nella sede di piazza Gramsci sono riapparsi tutti i fantasmi della politica provinciale anche se esorcizzati autocriticamente dal Consigliere regionale Mario Abbruzzese (FI) affermando che “la politica non è capace di riorganizzare questo territorio”, purtroppo senza indicare come cambiare. E non si cambia se chi venerdì scorso ha fatto l’appello di unirsi per salvare questa provincia, poi arriva a lunedì e viene a fare la lezione ai disoccupati. Che confusione! Ma che volete? Il governo ha problemi con la sentenza della Corte Costituzionale sulle pensioni, vedrete gli effetti positivi del Jobs Act, Sanofi è una grande multinazionale e ha progetti seri e assumerà 60 ex-Vdc. Capirai su 115000! Propaganda al governo, piagnistei della maggioranza ed esaltazioni della Sanofi, che aspettarsi? Il “Comitato” con Rossi contesta. Individua che alcuni si sono rifugiati in un corner, parlando solo di ex-Videocon e non dell’intera questione dei disoccupati ciociari. Un equivoco voluto per non dare risposte alle urgenze. E quindi anche l’on Nazzareno Pilozzi (PD) riceve la sua dose di contestazione perché il discorso sugli ammortizzatori sociali è cosa molto seria e non si può fare con gli slogan e meno ancora pensando di generare complessi di colpa a chi di colpe non ne ha. Hanno solo ricevuto un piccol assegbno di Cig come la legge prevedeva.
Precisa è la sensazione fra i presenti che non ci fosse l’intenzione o la capacità di dare la sia pur minima speranza di soluzione a qualche problema urgente. Circola la domanda, ma se nulla si può fare che facciamo? I pensieri corrono al peggio.
Peccato, sono mancati gli interventi dei segretari generali di alcuni sindacati anche se qualcuno c’era come Gabriele Stamegna della Uil, Enzo Valente dell’Ugl ed anche Severo Lutrario dell’Usb che nei giorni scorsi è stato l’unico che ha incontrato il Comitato per la Vertenza Frusinate.
Nel bailamme delle voci discordanti l’on. Luca Frusone (M5S) apprezza l’iniziativa e incoraggia i promotori della Vertenza Frusone ad andare avanti. Venerdì si incontrerà con loro e con gli altri disoccupati per comunicare i suoi precisi impegni.
Pomeriggio difficile, eppur qualcosa si muove. Proseguiamo, dicono i disoccupati.
16 giugno 2015