di Ignazio Mazzoli – Già qualche capannello discute in piazza Cavour alle 8,44 come quello animato da Augusto Cori ex-Videocon. C’è attesa. Anche al Comune gli uffici sono tutti aperti al pubblico e l’Ufficio Stampa è già disponibile a dare tutte le informazioni in suo possesso che Daniela Pesoli gentilmente rende a chi le chiede. Con questa nota daremo una cronologia della mattinata svolta nella Sala della Regione rinviando una valutazione più approfondita ad altro articolo.
Il Sindaco Bassetta alle 10,42 ainizia la seduta e alla presidenza con lui sideono Francesco De Angelis Presidente dell’Asi, il dottor Paolo Orneli dell’Assessorato regionale allo Sviluppo e il Presidente di Lazio Innova dottor Stefano Fantacore.
Stamattina sono previsti anche gli interventi dei segretari generali dei sindacati di categoria Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Usb
Il tema di questa prima seduta è “Prospettive di reindustrializzazione dei siti dismessi” per far incontrare prospettive di rilancio economico con prospettive di rilancio occupazionale – questo è l’auspicio del Sindaco
Il dottor Orneli è il primo ad intervenire e lo fa annunciando che il 24 giugno saranno noti i primi bandi della nuova programmazione per 2,6 miliardi. Il Lazio è ai primi posti fra le Regioni dopo aver finito di pagare 8 miliardi di debiti. “Disporre di un unico ente come Lazio Innova permette di fronteggiare un campo di battaglia pieno di morti e feriti. Al solito non rinuncia all’appello inflazionato che bisogna cambiare tutto spiegando che con Call for projet possono partecipare i territori evitando così proposte calate dall’alto. Questo sarà il metodo per selezionare i progetti dai territori e annuncia 2 linee del programma, il riutilizzo fabbriche dismesse che dovrà permettere un ritorno alla manifattura e grazie alla legge 488 il sito dell’ex Videocolor (d’ora in poi si chiamerà sempre così) sarà disponibile al riutilizzo. È pronta la delibera di giunta e subito dopo l’Asi Frosinone dovrà impegnarsi a fare le infrastrutture necessarie. Al secondo punto la riconferma, ormai certa, dell’impegno di Sanofi Aventis e Dobfar a definire i contratti previsti dell’Accordo di Programma (Adp). Aggiunge che se l’Adp non sarà rifinanziato la Regione Lazio finanzierà progetti d’investimento rilevanti.
Gino Rossi si alza e con lui anche la sua voce e riporta il discorso dai “progetti” alle urgenze della realtà. Il senso di drammaticità del mondo della disoccupazione entra nell’assemblea senza esitazioni. “Qui c’è disperazione da gennaio doveva essere firmato l’Adp”. Orneli replica.
Segue De Angelis illustrando come il suo primo atto ufficiale sia stata la firma del Protocollo d’intesa con sindacati quale segno di volontà politica di ascolto e concertazione indicando che lo sviluppo non potrà che essere a due condizioni: difesa dell’ambiente del territorio e ricaduta occupazionale (scritto in maniera chiara).
Bassetta interrompe chiedendo che ci sia al più presto un’agenda sin da oggi. Il Presidente di Lazio Innova introduce gli elementi tecnici nelle possibilità di aiuto ai territori per ripensare strategie di lungo periodo. Per la verità, aiuto occorre perché per ora questi progetti appaiono da venire e i discorsi sono un po’ fumosi dal momento che chi parlava ci è sembrato dubbioso della visione di sistema che dimostrano ad oggi le Pim Fruisinati in particolare.
Da questo momento si delinea come il percorso che si affronterà per trovare la ripresa occupazionale in realtà sarà uno slalom. Infatti quando si guarda alla realtà essa si dimostra più cocciuta di ogni ipotesi. E la realtà riappare con Paolo Sabatini di Usb che ripropone le esigenze dei 175 che cessano mobilità il 14 giugno e non si può rispondere che la regione non fa assistenzialismo. Il timore diffuso ormai è che e se i tempi sono quelli conosciuti fino ad oggi, probabilmente nessuno si potrà agganciare alla ripresa. Sabatini rammenta che le “proposte serie” sono venute solo dai lavoratori come l’Adp e il recupero del sito Videocolor. Rincara la dose, Sandro Chiarlitti sottolineando ancora una volta che ci si deve occupare di 115000 disoccupati e che oggi per molti il reddito è sceso da 280000 a 9000 euro. E si chiede, Morta la Michelangelo e con lei la nostra dignitàma cosa serve? Manca un’idea di cosa fare. Mancano gli imprenditori e rilancia la proposta di una Tax Area per favorire gli investimenti. Dopo di lui Ennio La Bella della Cisl chiede concretezza sulle cose e pensa che la regione dovrebbe impegnarsi a richiamare gli imprenditori perché ormai è in discussione la pace sociale. Ma, la lingua batte dove il dente duole e Mauro Piscitelli della Uil insiste nel chiedere il decreto per far percepire la mobilità ai dipendenti Marangoni o almeno che abbiano la possibilità di riscuotere il residuo del Tfr.
È Enzo Valente dell’Ugl a ricordare che il percorso è uno slalom: mancanza di politica industriale, “mentre parliamo di progetti le imprese chiudono”, ma mentre denuncia accanimento “burocratico” perché 100 aziende sono in attesa di autorizzazioni lascia trapelare che c’è l’ha con le misura per tutelare la Valle del Sacco. Ormai sono le 13 e resta il tempo per rassicurare sugli ammortizzatori sociali: si chiamano contratto di ricollocazione e di riattivazione, dice il dottor Orneli. Buono a sapersi ma i lavoratori che perdono la mobilità quando potranno attingere a queste risorse?
Alle 13,16 finisce la prima parte di questa “Giornata per il Lavoro” voluta con determinazione da Fausto Bassetta Sindaco di Anagni. Nel pomeriggio si prosegue con gli inteventi dei rappresentanti delle Istituzioni. Ne parleremo nella prossima nota di martedì 16 giugno.
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