di Donato Galeone* – Il primo maggio a Isola del Liri, con mia moglie, incontro Rodolfo Damiani e ci informa che il corteo è di ritorno.
Rodolfo inizia a ricordare i suoi 40 anni della stessa giornata – Festa del Lavoro – a Isola del Liri sin dal 1975 e ci richiama e richiamiamo avvenimenti sindacali passati evidenziando perplessità e coraggio per il futuro.
Ci salutiamo e mi regala, firmata, una non recente quanto antica cartolina “Saluti da ISOLA del LIRI” con panoroma del piccolo paese circondato dal fiume e foto in bianco-nero della cascata verticale e del lanificio Ippolito Pisani, antico simbolo della industria tessile e cartatecnica alimentata dall’energia idroelettrica ottocentesca.
E’ stato per me un gradito ricordo di Isola del Liri a distanza di oltre 40 anni – indimenticabili – perchè con Gianfranco Casali, nostro delegato di zona Cisl, proponemmo a CGIL e UIL che il 1° Maggio – Festa Del Lavoro – doveva festeggiarsi unitariamente tra CGIL-CISL-UIL, con saluto ai lavoratori del Sindaco e l’invito alle rappresentanze politiche e istituzionali, così come numerosa è stata anche la partecipazione – nel 2015 – che abbiamo osservato con il mio caro amico direttore del giornale on-line www.unoetre.it Ignazio Mazzoli.
Oltre ai ricordi e agli ascolti di anziani e compagni di vissute azioni sindacali nella seconda metà del secolo scorso anche nella media valle ddel Liri – il 1° maggio del 2015 – ci ha detto che il “lavoro non ha fatto festa ” perchè da sette anni – in crescendo – continua a imperversare il disagio sociale e le misure delle disuguaglianze nel mondo, in Europa e nel nostro Paese.
Gli annunci e le ambiguità internazionali ( Thomas Piketty con il “Capitale nel XXI secolo; il masimo esperto in materia di diseguaglianze Anthony Atkinson; il premio nobel Joseph Stiglitz, autore di “Il prezzo della disuguaglianza”) verso le disuguaglianze che vanno riducendosi nel pianeta mondo (considerando il mondo come un’unica economia) può apparire anche possibile – tra i cittadini del mondo – una riduzione delle disuguaglianze ma in Europa e tra i 28 Paesi persistono declini socioeconomici e crescite interne disuguali – notevolmente differenziate – (Italia del Sud e Italia del Centronord) con milioni di esclusi disoccupati + inattivi + lavoro in nero.
Così in Paesi, come il Giappone, gli esclusi ufficiali dai processi produttivi sono il 9,6% in Grecia raggiungono il 36,6% e in Italia il 28,8% – quasi il doppio della Francia con il 14,9% – mentre Olanda, Regno Unito e Danimarca si fermano attorno al 13%, la Germania e Austria all’11%. E’ riscontrabile, poi, che ogni crisi alimenta incontrollate – volute o meno – divaricazioni nella distribuzione delle ricchezze in funzione sociale. Si dovrebbe, invece, molto pensare e riflettere ancor di più in questo primo maggio 2015 che poiché “ricchezza e lavoro” dovrebbero andare insieme è necessario concentrarci sull’evoluzione professionalizzante certa del valore lavoro – nel XXI secolo – in ogni suo nuovo processo produttivo.
Così come ha annunciato la ex Fiat-FCA di Cassino tanto per l’indotto innovativo e non solo nel comparto metalmeccanico quanto per il chimico-farmaceutico e dell’informatica appplicata, già presente, da estendere da Cassino verso Anagni, lungo l’Autostrada Roma-Napoli, coinvolgendo la media Valle del Liri, con la ristrutturazione e conversione possibile dei tradizionali siti del tessile-abbigliamento e cartotecnica mediante investimenti certi e occupazione riqualificabile e quantificabile di giovani e meno giovani.
Queste a mio avviso – senza girare intorno inconcludentemente – dovrebbero essere le tematiche fondamentali territoriali – discutendo e definendo – mezzi e fini se disponibili su cui reimpiantare un diversificato rilancio produttivo con una programmata ripresa degli investimenti pubblici e privati, incentivanti lo sviluppo, già su aree in declino colpite dalla crisi ma in parte attrezzate, da adeguare in servizi consortili ASI alle imprese e sostenibili da valore umano di lavoro – con riqualificazione mirata alla occupazione vera – di migliaia di persone che attendono da 7 anni, partendo dai Comuni e convolgendo la Regione Lazio con CGIL-CISL-UIL in almeno tre aree della CIOCIARIA – capifila territoriale il Comune di Anagni; i Comuni di Sora-Isola del Liri e il Comune di Cassino-Piedimonte San Germano.
Il fallimentare consuntivo degli ultimi 7 anni di disagio e di esclusisone sociale – dal 2007 – in questo primo maggio 2015 ci ha dato – in Italia – meno momenti di festa e più momenti di sconforti dalla elencazione dei dati Istat sulla occupazione e disoccupazione, dei quali dati la prima – nel 2007 – con 23 milioni pari al 58,66% di occupati e 1,5 milioni di disoccupati pari al 6,17% per raggiungere a fine anno 2014 – anche con l’avvio del decreto Poletti-Renzi Jobs Act – la riduzione a 22,1 milioni pari al 55,50% di occupati e il raddoppio a 3,3 milioni di disoccupati pari al 13% nei primi due mesi del 2015 e quella giovanile salita al 43,1%.
La CGIL-CISL-UIL Ciociara, congiunta alla indignazione dei disoccupati di lunga durata, hanno evidenziato ancora una volta a Isola del Liri – anche dalle conclusioni del Segretaio Regionale CISL, Andrea Cuccello – il dramma umano e famigliare del disagio sociale in crescita che ha superato le indicazioni Istat nazionale e regionale, con il più alto indice – pari al 18,5% – tra le 5 Province del Lazio, con oltre 115.000 persone iscritte – che attendono lavoro – nei 4 Centri per l’Impiego della Provincia di Frosinone.
Ed ecco che con il 1°maggio 2015 – nel segno della SOLIDARIETA’ – si è festeggiato il “LAVORO” con la CGIL-CISL-UIL sia in Italia che nella Provincia di Frosinone. Con il segno della SOLIDARIETA’ – quindi – si è voluto richiamare anche a Isola del Liri ogni realtà territoriale e tutti – quali persone – all’impegno attivo nei mondi vitali locali mediante “aggregazione partecipata” con aperture verso azioni unitarie articolate e condivise – propositive – sia verso la Regione Lazio che il Governo per il “LAVORO” senza il quale tanto l’Italia quanto la Ciociaria non potranno riprendersi dal declino sociale crescente, disuguale e drammatico, cumulato negli ultimi decenni.
(*) ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Roma, 5 maggio 2015
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