di Ivano Alteri – Vi sono tanti aspetti della politica “spoliticata”, che risultano urticanti ai cittadini che vi assistono e ne subiscono le conseguenze. Tra questi ve n’è uno che ha una grande rilevanza nella Politica con la “P” maiuscola: la scarsa capacità e volontà di rappresentare i semplici cittadini. Per semplici cittadini intendiamo coloro che non possiedono grandi mezzi finanziari, non detengono il potere economico, e vivono del proprio lavoro. Essi sono la stragrande maggioranza della popolazione; ma per la stragrande maggioranza della classe politica e amministrativa non contano assolutamente niente.
In Parlamento sono rappresentati grandi finanzieri, grandi professionisti, grandi commercianti, grandi imprenditori, grandi evasori fiscali, giocatori d’azzardo, mafiosi, puttanieri, corruttori, corrotti, inquinatori, intrallazzatori d’ogni tipo… tutti, ma non i semplici cittadini che lavorano. Si potrebbe pensare, sbagliando, che invece nei luoghi della politica più vicini ai cittadini, le amministrazioni locali, tale fenomeno si manifesti in modo più attenuato, vista, appunto, la vicinanza “fisica”. Ma non è affatto così; anzi, proprio grazie a tale vicinanza, la tendenza della classe politica e amministrativa a rappresentare i cosiddetti poteri forti diventa più appariscente, arrivando fin anche a poter individuare i nomi e i cognomi di coloro che condizionano, malamente, tutte le scelte per interposta persona, per l’interesse proprio e di pochi propri amici; e ancora più appariscente risulta il carattere servile e cialtronesco degli ormai famigerati e sedicenti “rappresentanti del popolo”, molti dei quali sono ridotti a marionette inconsapevoli, nel migliore dei casi; nel peggiore, a complici consapevoli di storture e malaffare.
È per queste ragioni che i teatrini della politica locale risultano spesso ancora più stucchevoli, meschini, quando non imbarazzanti, di quelli della politica nazionale; e i tentativi degli attori nostrani di darsi un tono, del tutto inutili, quando non ridicoli. Ammantare di ideologia e alta politica biechi interessi propri e di casta, accordicchi fra gruppuscoli in cerca di candidature e prebende, ambigui e continui cambi di casacca, è una missione per loro pressoché impossibile: la vera natura dei loro gesti tornerà, per un sovrappiù d’insipienza, sempre a riapparire in superficie, come la muffa su un muro appena pittato.
Il tutto risulta ancora più insopportabile, ai nostri occhi, se le ideologie e l’alta politica, chiamate a giustificare i loro gesti furbastri, si riferiscono alla grande tradizione della sinistra italiana, che nello scorrere di appena qualche decennio era riuscita a trasformare una plebe schiacciata e sfruttata per secoli in cittadini partecipanti e costruttori di storia. Questo è davvero imperdonabile e vergognoso; e prima o poi saranno chiamati a pagare il giusto prezzo, gli sciagurati autori di quest’affronto.
Frosinone 10 aprile 2015
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