di Ivano Alteri – Cosa spera di ottenere Marzi dal suo ingresso nel Pd ciociaro? Cosa spera di ottenere il Pd ciociaro dall’ingresso di Marzi? Non siamo in grado di fornire risposte certe a queste domande, se non ricorrendo a dietrologie e preconcetti che però non ci interessano. Ma siamo in grado di discernere il contesto in cui esse si pongono, che potrebbe contenere qualche indicazione utile allo scopo.
Stando alle ricerche romane dell’incaricato ufficiale Fabrizio Barca, il Pd sarebbe divenuto, in molte situazioni, un pericolo pubblico, un partito “cattivo”, che fagocita quello “buono”. Tradotto in termini pratici, ciò vuol dire che in molti luoghi è avvenuta una degenerazione del partito, che ha visto trasformare un’organizzazione politica in un covo affaristico spesso illegale. Quindi, le notizie brutte sono due: non c’è più lo strumento politico fruibile dai cittadini; ce n’è uno strumentalizzabile dai malintenzionati.
Ma il Pd ciociaro rientra fra i buoni o i cattivi? Barca non ha avuto l’ardire di estendere il giudizio all’intero Pd italiano, non avendone contezza “scientifica”. Ma l’esperienza empirica che manca a Barca riguardo il Pd ciociaro, non manca a noi che in Ciociaria viviamo. Riguardo il nostro territorio, dunque, pur dovendo ribadire che non rientra in quell’indagine, e che quindi il Pd locale non è inquadrato nella fotografia scattata da Barca, possiamo tuttavia affermare, per conoscenza diretta, che la degenerazione, politicamente parlando, qui si è manifestata. È qui che sono stati annullati numerosi congressi, compreso quello provinciale, per l’uso disinvolto del tesseramento; è qui che il Pd ha espresso due candidati alla Provincia con accordi sottobanco e alleanze spregiudicate; è qui che sono stati esautorati per anni, con sistematicità luciferina, gli organismi di partito ad opera di uno ristrettissimo numero di persone. Perché è accaduto? Per quali scopi? Tutto questo ha messo con le spalle al muro la politica, scacciata dal suo stesso luogo, il partito, da comportamenti che non hanno bisogno di avere rilevanza penale per essere stigmatizzati. Tutto questo ha escluso i cittadini più avveduti da ogni possibilità reale di controllo e di partecipazione.
È in questo contesto che Marzi decide di iscriversi, per la prima volta, al Pd, sotto l’ala di De Angelis. E per quale ragione? Secondo quanto da lui stesso dichiarato, per “questioni ideologiche”. Ideologiche? Quali? Quelle contenute nel Jobs Act liberticida? Nella cancellazione delle province e del Senato elettivi per trasformarli in luoghi castali? Nella “nuova” legge elettorale che addomestica l’elettorato ed esautora definitivamente il Parlamento? Nella riforma classista della scuola che trasforma i presidi in tirannelli nepotisti? Quali?
Frosinone 6 aprile 2015
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