di Ivano Alteri – Nel corso degli ultimi anni ci stiamo accorgendo sempre più dell’importanza archeologica del nostro territorio. Anche recentemente, abbiamo assistito agli scavi di Castrocielo, con l’emersione di Aquinum, una città romana grande tre volte Pompei; alle scoperte nell’area De Matthaeis, a Frosinone, con le terme romane e ora con la tomba volsca. In passato, abbiamo visto emergere a Ceprano la città di Fregelle e di Argil. Ancora più in là nel tempo, nel 1880, al ritrovamento della tomba eneolitica a Sgurgola.
Insomma, la terra che oggi chiamiamo provincia di Frosinone risulta essere un’area archeologica di grande interesse, con giacimenti risalenti fino alla più remota preistoria. In una provincia normale, la città capoluogo si metterebbe alla testa di una iniziativa istituzionale corale, chiamando all’impegno concentrico tutti gli altri comuni, per fare del nostro territorio anche un luogo di visita e di studi archeologici; i partiti userebbero tutte le loro strutture per mobilitare i loro aderenti allo scopo. Ma Frosinone è una città che seppellisce i propri reperti sotto i palazzi e i parcheggi, e sembra avere nel sangue, più che i volsci, la speculazione edilizia; e non a caso i soldi stanziati per il museo cittadino finiscono per finanziare lo stadio. I partiti, da parte loro, non pensano più di avere quel ruolo di collegamento tra le istituzioni e la società…
Tuttavia, e nonostante tutto, in città si è creata una grande attenzione tra i cittadini per i ritrovamenti recenti, tanto che sui social si è giunti a fissare un appuntamento per l’11 di marzo, alle 21.00, presso la saletta della Coop (su via Monti Lepini) per discutere insieme su come procedere per la valorizzazione di quei reperti, negletti dalle autorità amministrative. L’idea è partita dal presidente del Forum delle Associazioni, Francesco Notarcola, ed ha ottenuto immediatamente un ottimo riscontro. Pensiamo che una massiccia partecipazione possa aiutare molto a “salvare il cittadino volsco”, come auspicato dal promotore, e anche noi stessi, suoi pronipoti.
Frosinone 8 marzo 2015
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