davideo A.Necci

davideo A.Neccidi Antonella Necci (con video)La nostra piccola esistenza non è piena di atti di eroismo, non è nemmeno stracolma di piccoli gesti di gentilezza, ma al 90% è piena di recriminazioni, presunti torti, piccole ripicche, qualche sorriso gentile, molta ipocrisia, qualche piccolo gesto d’amore.
Ci affanniamo, ci scontriamo, ci sentiamo tanti superuomini se, in una giornata, riusciamo a seguire il nostro piano di lavoro, o meglio di battaglia. ci sentiamo tali, ma non consideriamo cosa abbiamo sacrificato per raggiungere il nostro obiettivo.
Gli altri, poi, ci interessano solo se interagiscono con noi, se ci aiutano, se ci sostengono, se la pensano come noi. se poco poco ci troviamo a ” trattare” con individui diversi da noi, ecco che salgono subito a galla oscuri concetti di subdolo razzismo, dove gli appellativi di “matto” o “strano” sembrano quasi gentili, perché in molti casi i termini sono più duri e crudeli. fino alla repressione morale, o intellettiva, e in casi estremi, fisica.

Quello che accade intorno, quello che accade nel mondo al di fuori di noi, lo seguiamo distrattamente, magari mentre prepariamo i pasti, o mentre discutiamo di guai familiari. ci passano sulla testa kamikaze, che partono per andarsi ad immolare per ideali discutibili, e nel frattempo noi andiamo in giro a fare shopping, a portare i figli a scuola, ad incontrarci con gli amanti, a partecipare a feste che pensiamo irradino una “grande bellezza”, mentre tutto quello che fanno percepire è l’enorme solitudine, il vuoto che risuona e che diventa assordante, sul tamburo della superficialità.
Il pericolo di guerre o del terrorismo, l’intolleranza religiosa o politica, i grandi temi come la ragione morale, o il rinnovamento del mercato del lavoro, non ci toccano, né tantomeno lo fa la lotta alla disoccupazione, poiché non abbiamo la sfortuna di trovarci a combattere contro la corruzione, o contro un contratto lavorativo a termine, se non contro una comunicazione di licenziamento esecutivo.
Il mondo crolla per gli altri, ma non per noi. chiusi in una resistente conchiglia, magari aggrappati alla nostra perla, ringraziamo il cielo, gli dei, la buona sorte, perché ci hanno protetto, ci hanno fatto nascere in un posto relativamente avulso da progetti fondamentalisti e bellicosi.

Siamo nati con il colore giusto della pelle, con la forma mentis che i romani, nostri antenati, ci hanno trasmesso con il dna. Egoismo puro e desiderio di affermarci. Forti e desiderosi di far capire agli altri che la nostra ambizione parte da un’ideologia più valida, ed è per questo che non subisce e che non si fa scalfire. Forte e adamantina. Ci divertiamo in mille modi, schiaffeggiando chi non può farlo.
Pieghiamo, asserviamo, sporchiamo, in una guerra mentale e coercitiva, dove la corruzione è la costituzione su cui si basa il nostro mondo.
Tutto ha però un limite. e se la misura è colma, allora potrebbe capitare che quel kamikaze possiamo essere noi, quel disoccupato possiamo essere noi, quel suicida per disperazione può assomigliarci fortemente.
E quel mondo al di fuori di noi, che fino a quel momento non ci aveva scalfito, eccolo che si scaglia contro di noi, che ci centrifuga e ci rigetta, privi di vita, come se su di noi si fosse abbattuto un tornado.
Allora si che il mio nome sarebbe uguale a quello di tanti altri nomi, il mio esistere sarebbe uguale a quello di tante altre misere esistenze, e quel “mai più”, allora si che diventerebbe reale, che diventerebbe “sempre”, che diventerebbe “eterno”, che diventerebbe “adesso”. (segue video)

 

 

pubblicato il 7 febbraio 2015 su Google+ nella pagina di Antonella Necci

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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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