di Antonella Necci – Sono sempre i migliori quelli che ci rimettono. Il rispetto innanzitutto. Il rispetto per chi vuole bloccare gli scritini e anche per chi non li vuole bloccare. Per chi ha il coraggio di andare in fondo, portando avanti, con orgoglio le idee in cui crede, e anche per chi preferisce, con spirito polemico, andare controcorrente. Il rispetto, però, non accetta vie di mezzo. Prese in giro, aspirazioni dei soliti furbi che, prima fomentano il volgo, e poi, con tono contrito, si scusano per non poter scioperare, perché i loro scrutini sono posti, guarda caso, proprio fuori tempo utile. Che di certo avrebbero fatto anche loro uno, due, tre blocchi, ma non dipende da loro se il dirigente scolastico ha stabilito altrimenti.
Se a queste persone, poi, fai notare che gli effetti del blocco devono essere ridistribuiti su tutto il calendario degli scrutini per operare con giustizia, le vedi irrigidirsi come un serpente a sonagli prima dell’attacco, e con aggressività, le senti rispondere che di tale ridistribuzione io non mi devo interessare, visto che ci deve pensare il dirigente manager con i super poteri. A ciò aggiungono, con la convinzione di chi già sa che gli scrutini del classico non si toccano, poiché la preside è un’ex insegnante di latino e greco, e sempre caro nel suo cor v’è codesto ordinamento, che chi vuole impedire il blocco degli scrutini pecca di mancanza di volontà nel perseguire i propri ideali, oltre che di mancanza di spirito di sacrificio e di abnegazione nei confronti delle nobili idee dei colleghi.
Chissà Dante Alighieri in quale Girone dell’Inferno mi avrebbe posto, mi chiedo troncando la polemica che mi vedrebbe, comunque, perdente. Non c’è infatti via d’uscita nel voler attaccare chi, con arte, cerca di attirare il popolo dei precari, che in massima parte aderirà allo sciopero, verso il miraggio della realizzazione e dell’affermazione degli ideali frustrati.
È troppo facile aizzare un popolo di disperati verso la rivolta ponendosi da una parte per vedere l’effetto che fa. È troppo facile manipolare chi è cresciuto in epoca berlusconiana a pane e canale cinque. Troppo facile. Basta far leva sulla velina che esiste in ognuna di queste giovani, o sul ragazzo immagine che esiste in questi baldi giovanotti.
Ma provaci un po’ con chi, cara RSU, sta nel Girone dei lussuriosi. Vedi che le tue chiacchiere improvvisamente ritornano a zero. Cioè al punto di partenza. O si lotta tutti insieme o io me ne fotto del Classico!!!!!! Che per inciso si trova molto bene nel Girone degli Ignavi!
08/06/2015