di Antonella Necci – La notizia mi è giunta stamattina. Per notificarla, si sono stranamente ricordati che ho un telefono fisso, e due caselle email istituzionali. Me lo comunicano con un tono di aspettativa nella voce, sperando di sentire esultanza nella mia.
Nomina a facente parte del consiglio d’istituto, posizione per la quale, lo scorso anno dovetti lottare ed inquietarmi per i raggiri che le colleghe, poi elette, si stavano adoperando nel fare al fine di una elezione certa. Posizione che mi spettava di diritto già lo scorso anno, anche se non ho speso una parola a favore della mia elezione. Troppo superba per abbassarmi a convivere con i corrotti, e troppo superba per presentare rimostranze sull’elezione della collega che mi precedeva e che illegalmente assumeva quell’incarico.
Per questi peccati di superbia chiederò scusa direttamente al padreterno quando verrà il momento.
Ma di certo farò sentire, stavolta, tutto il mio disprezzo nei confronti di gente corrotta, vile, intrigante che ha popolato e popola la mia scuola e altre scuole come la mia.
E questa breve riflessione mi porta a vedere come, generalizzando, la nostra società sia caduta in mano ad una corruzione sempre più tentacolare dalla quale non si può più uscire se non dicendo, forte e chiaro, un bel NO.
No è il mio monosillabo preferito, ma questa volta lo dico volentieri.
E NO lo dovrebbero dire tutti, tutti coloro che sperano e cercano un cambiamento. Dire NO sarà poca cosa, non cambierà il mondo e non cambierà il mio piccolo mondo, ma vi assicuro che il senso di disprezzo e di rifiuto che questo monosillabo si porta dentro colpiranno più di una sciabolata in pieno viso.
E se la coscienza morale di chi lo riceverà non gli permetterà di sentire tutte queste sfumature, ricordatevi che tutto dipende dalla loro ignoranza e non dalla vostra forza d’animo.
E buona giornata a tutti!
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