di Nadeia de Gasperis – “La fantasia è un posto dove ci piove dentro” recitava Italo Calvino nelle Lezioni Americane. Nelle lezioni italiane piove sul bagnato, perchè piove dentro alle stanze della cultura, arredate dalla fantasia che ne è elemento imprescindibile. Bastava si dicesse che l’Italia è un museo a cielo aperto per apprezzare il valore inestimabile del suo patrimonio, ma per avvalorare il senso abbiamo scoperchiato e soverchiato i tetti dei beni culturali.
Noi italiani, popolo di naviganti, santi e poeti, abbiamo fatto il “verso” alla cultura, navigando in cattive acque bestemmiamo la nostra sciagurata sorte, un epilogo di povertà e ignoranza.
Nessuna pena a vedere crollare, come in una triste metafora, le gesta eroiche dei gladiatori nella casa di Pompei, la Casa del Moralista, il Teatro Piccolo, come esistesse una sorta di empatia tra piccoli teatri del vecchio e nuovo testamento della nostra eredità culturale. Un giorno vedremo liquefarsi la lava di Pompei come il sangue di San Gennaro, le opere di Michelangelo alzeranno la mano per rispondere tardivamente alla domanda “perchè non parli” e cantarci la loro. Abbiamo già visto i bulli di Riace, fare le facce di bronzo nello spot che costò alla regione calabri 2,5 milioni di euro. La gioconda tramuterà il suo sorriso beffardo in una risata mefistofelica., il giudizio universale si calerà anche le ultime braghe della Contoriforma.
“Con la cultura non si mangia”, “ma i ragazzi hanno fame sua maestà”, “date loro le patatine fritte”.
Così si decurtano fondi e conoscenza del fondo delle cose, levando via l’insegnamento della storia dell’arte dalle scuole. Eppure c’è un’ umanità che combatte una giornaliera resistenza.
È un tiro alla fune, la cultura, tra quelli che resistono sulle rovine di roma e del mondo “Urbi et orbi” e gli orbi che lasciano ac_cadere . Avremo i nuovi partigiani, che spareranno a salve colpi di bellezza dal cannone del Gianicolo, i “partigianicoli” della nuova resistenza.
Basterebbe un quinto delle spese militari per affrontare seriamente la questione e un piano di assunzione che non vedesse i laureati del settore a pulire i bagni dell’autoglil, con tutto il rispetto per ogni bisogno fisiologico. Ma potete dire di avere già visto la guida del museo che vi illustra le oprere di Monet, vi aveva decantato le qualità del merluzzo surgelato il giorno prima al supermercato.
Intanto, qualche giorno fa, un nuovo smottamento di terreno a Pompei ha interessato parte del giardino della Casa di Severus negli scavi archeologici, lungo il costone roccioso meridionale. Il cedimento del terreno ha interessato anche una piccola parte del muro di contenimento del giardino, sovrapposto al banco lavico del costone. Lo ha reso noto la Soprintendenza Speciale per Pompei, Ercolano e Stabia.
“Lo smottamento – ha riferito la Soprintendenza – è avvenuto in un’area scoscesa ed stato rilevato stamani. Secondo la stessa Soprintendenza la frana è stata causata dalle forti piogge dei giorni scorsi che hanno impregnato il terreno”.
“Please visit Italy” implorava un Rutelli d’annata in un vecchio spot che lo vedeva ministro dei bei culturali. Si, please, dottore, visit Italy, che non si sente tanto bene.
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