di Irene Sperduti* -“Benvenuti nel girone dei sadici a tempo perso, dei masochisti part-time, degli inetti che vivono l’inerzia della loro vita in un moto perpetuo. Dei padroni, che dalla vita hanno preteso troppo e degli schiavi, che dalla vita hanno preteso troppo poco. Il girone degli autolesionisti occasionali, dei lascivi di mestiere, degli idioti di nascita, dei finti per vocazione, di coloro cresciuti con la fede della dissolutezza. Di quelli che non hanno mai reagito alla rabbia, vissuti con il male di vivere che li ha divorati da dentro, mangiati e risputati come ossa profanate dalle sventure dell’esistenza. Una passeggiata tra chi condanna alla sedia elettrica la vittima e salva il carnefice, tra chi professa la trinità del profano e chi calpesta il sacro. Tra quelli che scelgono la morte come unica soluzione possibile. Nascita. Morte. Rinascita.
Io sono così.
Non mi resta che augurarvi un piacevole soggiorno nel mio inferno.”
Questo è solo un piccolo frammento di prefazione, esattamente come sono frammenti i suoi racconti, storie lasciate aperte, o chiuse nel modo più definitivo.
Il titolo è Carne, carne come ognuno di noi, esseri fragili, vivi e scossi dalle passioni. L’autrice è Jessica Loddo, che si consacra con questa prima opera non già come scrittrice, ma più profondamente come coraggiosa argonauta in viaggio nel profondo dell’animo umano. Carne è un diario di racconti sussurrati e urlati, una ricerca della paura non diluita dalle censure e allo stesso tempo un esorcismo, un canto di guerra. Carne è un viaggio, più propriamente un trip, a cui pochi rimangono indifferenti, ma che altrettanto pochi capiscono a fondo. Se avete mai scelto di leggere Palahniuk senza più abbandonarlo, se siete stati rapiti dalle atmosfere di Kubrick in Arancia Meccanica, se amate tutto ciò che è psichedelico, pulp e rockettaro, non perdete questo viaggio oltre i confini della semplice giustizia morale. Qui, in un mondo per molti ancora alternativo ma fin troppo reale, non saranno le somministrazioni edulcorate dei mass-media ad insegnarci cosa c’è là fuori, cosa c’è qui dentro. Qui, tra la passione carnale e l’anima desiderosa di varcare le soglie della percezione, non ci sarà nessuno a tenervi la mano tremante fino all’ultima pagina, nessuno a dirvi, quando chiuderete il libro, che ciò che avete letto non è reale. Jessica Loddo, nuova promessa del panorama letterario, ci offre un’esposizione di arti mozzati in bagni di sangue, di rivalutazioni su ciò che costantemente e bonariamente chiamiamo “violenza ingiustificabile”, di amore che di rosa ha ben poco, ma che non per questo non è amore, di normalità che rientra perfettamente nei canoni, ma che non per questo è normalità. Quanto è distante il mondo descritto tra queste righe da quello che viviamo ogni giorno, chiusi nel nostro individualismo? Il balzo può essere infinito, o infinitamente piccolo. Sta a voi decidere se compierlo.
Irene Sperduti 3 b Liceo Artistico A. G. Bragaglia
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