di Donato Galeone* – Insieme per l’occupazione e l’occupabilità. Nel nostro Paese a novembre 2014 si contano, dati Istat, 3.457.000 di concittadini che attendono lavoro e su base annua con più di 264.000 disoccupati rispetto al 2013. Tra queste migliaia di persone è inclusa anche la Provincia di Frosinone che ha superato – per quanto ci risulta – i 115.000 iscritti ai Centri per l’Impiego in attesa di lavoro, da almeno due anni. A questa moltitudine di persone – lavoratori e lavoratrici, giovani e meno giovani – si devono aggiungere i disoccupati di lunga durata, i cassintegrati e lavoratori in mobilità, tra i cinquantenni (come Gavioli di Mantova che pur raggiungendo in bicicletta Bruxelles e incontrando anche noi ad Anagni nel mese scorso).
Qudeste persone continuano a evidenziare – da Frosinone a Mantova – il disagio personale e morale per “la perdita del posto di lavoro” (con figli in giovanissima età scolastica da sostenere, per la sopravvivenza famigliare minimnale di vita) e che possono configurarsi di trovarsi su un persorso autostradale a tre corsie che sono apripista delle povertà: dalla cassa integrazione, alla mobilità e alla disoccupazione..di lunga durata.
Diciamo subito, insieme, di non rassegnarci ! Di volere uscire, pur gradualmente, da questa disagiata autostrada delle povertà! Ma come affrontare e ripercorrere – gradualmente e insieme – la corsìa del “lavoro vero” contrattato e partecipato – ad ogni livello – non solo con l’impegno solidale e unitario dei sindacati democratici dei lavoratori ?
Io penso e noi dovremmo pensare – con assoluta priorità – alla “occcupazione e alla occupabilità” sia in Italia che nella nostra Provincia, – utilizzando – ogni norma e ogni incentivo pubblico e privato se favorevoli verso investimenti certi orientati – innanzitutto – alla quantificazione dei posti di lavoro veri.
Perchè solo con IL LAVORO è possibile riprendere la crescita produttiva dell’economia nazionale e locale e poter leggere, in positivo, il così detto Prodotto Interno Lordo (PIL) che contribuisce, indubbiamente, a ridurre l’attuale e crescente debito pubblico del nostro Paese. Il “riformismo del lavoro” del Governo mediante la legge di stabilità 2015 – già preceduta dal contratto a termine acasuale e l’apprendistato – con i decreti delegati e lo schema di decreto legislativo del 24 dicembre 2014 – nei suoi 12 articoli che conosciamo – anche con l’artcolo 11 – “Il contratto di ricollocazione” dei lavoratori – meriterebbe nell’incontro di domenica ’11 gennaio 2025 – trasmesso in diretta streaming tra Frosinone e Mantova – un’attenta riflessione sulla quantificabile “occupazione e occupabilità” in Italia, nel Lazio e nella Provincia di Frosinone.
E’ da rilevare, subito, che il sistema proposto – così come è stato formulato dal Governo – non è universale per la ricollocazione del lavoratore ma favorisce “il lavoratore licenziato illegittimamente o per giustiificato motivo oggettivo o per licenziamento collettivo”.
Ne conseguirà che la sperimentazione prevista dal “contratto di ricollocazione” – Jobs Act – non riguarderà qualsiasi lavoratore disoccupato e mentre l’INPS sarà gestore e erogatore delle risorse finanziare per la ricollazione i Centri per l’impiego con le Agenzie per il lavoro saranno i soggetti attuatori nel sistema di finaziamento pubblico – con l’assegnazione dell’ ipotetico voucher di valore medio di circa 1.500 euro – nominalmente spettante al lavoratore, se questi sarà inserito, effettivamente, in una attività lavorativa.
Ma facciamo, insieme, un rapido conto rapportato alle risorse finanziare dichiarate dal Governo – per l’anno 2015 e anno 2016 – rispettivamente di 50 milioni e di 20 milioni di euro.
Si avrà – nel biennio – la disponibiltà di 70 milioni di euro che, spesi per un valore medio concedibile all’Agenzia Lavoro di 1.500 euro spettante per lavoratore ricollocato “nei veri posti di lavoro”, potrebbero ricollocarsi – se il lavoro verrà – circa 33.000 lavoratori nel 2015 e 13.000 nel 2016.
Ben poca cosa se già in agosto 2014 il Ministero del Lavoro segnalava i dati sui licenziamenti collettivi e individuiali per i quattro trimestri 2013 pari a 923.250 e nel bienno 2012-2013 di 1.961.392 molti vicini alla media di un milione di licenziamento/anno.
Questo sistema sperimentale – pur finanziato con risorse pubbliche all’Agenzie Lavoro private riconosciute legalmente per la ricerca di un “lavoro di ricollocazione quale risultato principale” – dovrà avere requisiti di durata e tipologia contrattuale da considerare soddisfacente dal lavoratore – presso un datore di lavoro – da seguire e monitorare territorialmente.
Ma con questo articolo 11 – Il Contratto di ricollocazione – si è molto lontano, ancora, dalle “politiche attive per il lavoro” da abbinare al sistema di protezione universale del lavoratore prevista dalla nostra Costituzione – perchè limitato pur introducendo il principio che il lavoratore paga per la ricerca del lavoro e che invece di pagare il lavoratore è lo Stato ad erogare alle Agenzie riconosciute il finaziamento dell’accertata ricollocazione del lavoratore.
Monitoriamo, ripeto, insieme per chiarire e accertarci che il “Contratto di ricollocazione” indicato nello schema di decreto delegato non debba apparire o, peggio, non deve essere un sistema speculativo di finanziamento pubblico alle Agenzie Lavoro – private – con doppia compensazione possibile: tanto col pagamento INPS dell’importo voucher del lavoratore effettivamente ricollocato a lavoro quanto con il pagamento da parte del datore di lavoro per avere – l’Agenzia – svolto ricerca e selezione o per la somminuistrazione di lavoro alla stessa impresa.
A mio e nostro avviso, già l’iniziativa pubblica del giornale www.unoetre.it con Gavioli di Mantova e CGIL-CISL.UIL presso la Biblioteca Comunale e ripresa dal Sindaco di Anagni – Comune capofila tra i Comuni a sud di Roma – deve essere consolidata ed estesa alla partecipazione tematica – prioritaria – per una “politica attiva del lavoro” con “INSIEME PER L’OCCUPAZIONE E L’OCCUPABILITA'” quale aggregazione associativa volontaria di “parti sociali con l’informazione” mirata a mettere in luce i molti volti della disoccupazione di giovani e meno giovani del comprensorio provinciale e del basso Lazio.
Per la “occupazione” con interventi e azioni rivolte alle Istituzioni di ogni livello e agli Enti e Consorzi preposti allo sviluppo territoriale, al mondo delle imprese singole e associate, alle Agenzie di Lavoro accreditate dalla Regione Lazio in collegamento con i Centri per l’Impiego e l’Assessorato Regionale del Lavoro, nella previsione dell’annunciata Agenzia Nazionale per l’Occupazione previsto nello schema di decereto delegato del Governo.
Per la “occupabilità” con proposte formative e di adeguamento professionale continuo, programmato ma collegato all’offerta/domanda di impiego produttivo vero dei cinquantenni che perdono lavoro, congiunto al sostegno concreto dei soggetti deboli e diversi, disponibili, che attendono lavoro.
*ex Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL Lazio
Frosinone,09 gennaio 2015
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