di Nadeia De Gasperis – Qualcuno ha descritto questa tragica giornata, per la stampa, per la Francia, per il mondo, la tranquillità di un popolo, come “una giornata nera per la libertà di espressione”. Ma sono tempi neri, di corvi neri, propalatori di maldicenze, di perverse manipolazioni della realtà, ed estremisti di ogni specie, a incombere sulla libera espressione.
Quando i bambini iniziano a prendersi sul serio, diventano adulti, quando gli adulti perdono le ultime battute della loro autoironia, diventano pericolosi. Così il gioco dei bambini, imita la vita, il gioco degli adulti, gioca con la vita, imitando malissimo quello dei bambini. Le guerre, giocano con la vita, con gli schemi rubati ai giochi dei bambini, come le guerre del mondo moderno, giocate su un tavolo come al risiko, con le figurine, i nomi ridicoli delle battaglie navali che deflagrano sulle vite innocenti.
Ma i giochi dei bambini hanno regole precise, che gli adulti disattendono, così annoiati dalla conta entro certi limiti dei morti ammazzati, delle ore che separano una razzìa di vite umane da un’altra, così infastiditi perfino dalle regole del gioco che gioca con la vita. E sembra colpiscano senza discriminare le giovani vite da quelle adulte, gli uomini di potere da quelli di cultura e informazione. Ma esistono invece delle regole precise, che corrono sotterranee, studiate per colpire con intenzione le giovani vite, i luoghi dell’informazione, e quelli depositari del patrimonio culturale di un popolo, il suo futuro insomma.
Oggi, l’attacco contro Charlie Hebdo, settimanale di satira francese, per mano di tre uomini armati con armi da guerra, che ha visto la morte di dodici persone e più di quattro feriti gravi, oltre a essere una tragedia gravissima e assurda, è stato un regalo per coloro che cavalcheranno l’indignazione, un regalo per la destra estrema, in un paese dove vive una comunità islamica, che è la più importante d’Europa, dove la la laicità della repubblica fa fatica a imporsi nei quartieri popolari. È un regalo per coloro che giocano con la vita, ignorando che il gioco alla vita non si prende mai troppo sul serio, pena la vita.

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