funivia 350 260di Fausto Pellecchia – Quant’è bella funivia che…sfugge tuttavia – L’infantile novena della “funivia per Montecassino”, che da oltre un anno le zampogne dell’Amministrazione comunale di Cassino hanno intonato sulla stampa locale, sembra finalmente giunta al suo mesto, ma prevedibile “non expedit”. Il Sindaco, come si sa, ne aveva fatto un punto d’onore, e -pur non potendo invocare alcuna corrispondenza con il suo programma elettorale (nel quale di funivie non si fa menzione)- ha costantemente esaltato l’opera in questione come “priorità inderogabile”, elevandola persino a condizione dirimente per la prosecuzione del suo mandato, dopo le dimissioni seguite alla crisi della sua maggioranza.
Più volte, d’altra parte, ci siamo espressi sui principali motivi che impediscono e/o sconsigliano decisamente questo pretenzioso progetto, la cui realizzazione, smentendo l’ambizione di “imperitura testimonianza” perseguita dall’Amministrazione comunale, avrebbe piuttosto rappresentato una ferita immedicabile alle risorse ambientali e paesaggistiche del nostro territorio. Dunque, rinunciamo volentieri a ripetere il controcanto di quella novena.
Riepiloghiamo soltanto i principali “impedimenti” normativi che ne ostacolano la realizzazione, recentemente sottolineati anche nelle cronache provinciali de “Il Messaggero”:
Il divieto di transito sulla strada per Montecassino, posto come condizione operativa dalla società “Marmolada” richiede autorizzazioni regionali e nazionali che non sono di competenza dell’Amministrazione comunale, la cui concessione è assai improbabile.
Il decreto regionale del 2010 che istituisce Montecassino come “monumento naturale” proibisce esplicitamente la costruzione di impianti a fune.
La tradizionale contrarietà della comunità abbaziale alla chiusura della strada di collegamento per i pullman, che provocherebbe un notevole decremento del numero dei visitatori, la maggior parte dei quali raggiunge Montecassino come tappa intermedia tra Roma e Napoli secondo i circuiti predefiniti dai principali operatori turistici.
I motivi che, in aggiunta agli impedimenti, sconsigliano decisamente la costruzione della funivia, già più volte rilevati dalle associazioni ambientaliste, sono ancora più gravi e dirimenti. Ne riassumiamo i più evidenti:
a) La stazione di partenza, prevista all’interno della Villa Comunale, sulle sorgenti del Gari, comporterebbe un ulteriore, irrimediabile vulnus all’ambiente, anche in considerazione delle necessarie infrastrutture da costruire per i pellegrini in sosta (parcheggi per i pullman, luoghi di ristoro, toilettes, ecc.)
b) La decisione dell’Amministrazione dovrebbe avvenire in totale assenza di piani particolareggiati di fattibilità per l’opera in questione (calcolo dei flussi turistici, calcolo dell’impatto ambientale,valutazione dei costi delle infrastrutture, ecc.).Del resto, com’è stato più volte rammentato, l’Amministrazione di Caserta, che da qualche anno ha dislocato il parcheggio dei pullman turistici in visita alla Reggia all’interno del centro cittadino, ha visto diminuire il flusso turistico di quasi il 50%. Non è dunque azzardato supporre che, per una inevitabile eterogenesi dei fini, una sorte analoga toccherebbe anche al turismo per Montecassino
c) Infine, last but not least, vi si oppone l’autorevole parere dell’arch. Vezio De Lucia,al quale l’Amministrazione ha recentemente affidato l’incarico per la variante del PRG della città. L’urbanista ha infatti espresso con coraggio – contraddicendo clamorosamente le aspettative (e le pressioni) dei suoi stessi committenti- un forte “scetticismo sull’utilità dell’opera”. Peraltro, le indicazioni preliminari offerte dallo stesso De Lucia sulla variante di PRG appaiono fondate su una “filosofia urbanistica” del tutto estranea agli irresponsabili fautori della funivia: potenziamento del verde pubblico, recupero delle aree dismesse e delle periferie urbane, valorizzazione del bacino idrogeologico e delle sorgenti del territorio, salvaguardia e reinserimento dei beni archeologici e monumentali nel tessuto cittadino. Tutti elementi e prospettive assai distanti dalle rozze semplificazioni di chi insiste sulla “priorità” della funivia per il rilancio turistico-economico di Cassino. Una visione organica dello sviluppo urbano, come quella prospettata dall’arch. De Lucia, guarda in direzione opposta rispetto alle miopi “scorciatoie” predatorie del turismo a go-go…
pubblicato su L’Inchiesta 16 dic. 2014

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