di Ermisio Mazzocchi – Una settimana stravolgente, che per alcuni fatti segna un’epoca. Inizia Il Sole24 Ore che nel suo rapporto su la qualità della vita, relega la provincia di Frosinone all’89° posto su 107; segue il 48° Rapporto Censis che afferma che si è liquefatto il sistema Italia; a queste criticità si aggiunge l’agenzia di rating Standard&Poors che denuncia la debolezza del PIL reale e nominale. Un paese, una provincia in affanno. Dati che meritano qualche considerazione visto che le forze politiche della nostra provincia non hanno espresso nessun giudizio. Un silenzio che preoccupa, quasi che queste cose sono scontate e fanno parte del vivere quotidiano.
La situazione è molto seria. Oggi aggravata dalla vicenda dello scandalo di Roma coinvolta in infiltrazioni mafiose e in atti di corruzione. Ora il PD di Frosinone si avvia al suo straordinario congresso. Credo che dobbiamo concentrarci su quanto viene denunciato da questi osservatori della condizione del paese e della nostra provincia. Apriamo un confronto su le proposte di risposta alla crisi del paese e della provincia. Non possiamo limitarci a qualche dichiarazione di disponibilità di impegno. Occorre una terapia di pronto intervento svolta in modo efficace e risolutiva. Penso che abbiamo bisogno della massima partecipazione al dibattito congressuale su i temi del rinnovamento e del progresso.
Dobbiamo tornare nelle assemblee, nella piazze, riempire i circoli di lavoratori, donne, pensionati, di giovani. Far emergere una nuova linfa politica per ricaricare un partito che è fermo. Qui non si tratta del futuro di qualche segretario o di qualche eletto. Qui ci giochiamo il futuro del paese, della gente in carne e ossa, e se si vuole anche del nostro sistema democratico. Abbiamo bisogno di creare una tribuna di dibattito che metta insieme idee, progetti, proposte. L’iniziative dei GD del Lazio è esemplare di un modo nuovo di fare politica, ma non abbandona il coinvolgimento dei cittadini. Quei dati, quelle denunce, ci dicono che come PD dobbiamo essere in grado di “rimettere in ordine i conti”. In definitiva cosa volgiamo fare in questa provincia su cui grava pesantemente la crisi. Non possiamo sottrarci a questo dovere politico.
Il congresso serve a questo e solo a questo. Il resto è di contorno.
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