da Frosinone Possibile riceviamo e pubblichiamo – Nell’assemblea provinciale del Partito Democratico che si terrà domani, proporremo un emendamento sul regolamento del Congresso straordinario che permetta l’elezione del prossimo Segretario da parte, non solo degli iscritti, ma anche degli elettori del Partito Democratico.
Segnali come quelli dell’astensionismo registrato nel corso delle ultime elezioni regionali di Emilia Romagna e Calabria, un malessere diffuso che ascolta chiunque non frequenti solo i palazzi, consigliano di non svolgere una consultazione autoreferenziale, ma anzi, attraverso questo meccanismo delle primarie, rendere protagonista della costruzione del nuovo gruppo dirigente della Federazione del Partito Democratico chi si impegna a votarlo.
Gli iscritti sono una risorsa fondamentale ed assoluta per il PD: una risorsa che infatti costituisce la sua classe dirigente, dal segretario provinciale fino all’ultimo membro dell’ultimo direttivo di circolo. Ma questa non amministra un condominio, ma lo strumento di mediazione tra la cittadinanza, che sceglie la sua parte: il partito appunto, ed il luogo della decisione.
Il ricorso a “primarie” per la elezione del Segretario provinciale del Partito Democratico assicura condizioni minime di “democrazia elettiva”. Tuttavia, sappiamo bene che se non sono accompagnate da una ricostruzione di un rapporto continuo, teso, denso di contenuti pratici e di visione, fra un gruppo dirigente provinciale e gruppi dirigenti locali e iscritti, le primarie appagano a poco prezzo la domanda di democrazia dei cittadini, ma accentuano il tratto personalistico del nostro partito.
Ma nel momento in cui siamo tutti consapevoli che si supereranno in scioltezza i 10.000 iscritti, non si capisce perché precludere la possibilità di esprimersi a democratici storici, certamente elettori e purtroppo da poco ex iscritti perché in particolare sofferenza in questo momento, per assicurare questa possibilità a iscritti magari fabbricati in serie ed usciti dalla stessa fabbrica. Sarebbe triste dare voce a iscritti che non sono nostri elettori e non a nostri elettori che non sono, in questo momento, nostri iscritti.
Nella nostra provincia dove in moltissimissimi si affannano a proclamarsi a parole più renziani di Renzi, anzi di Matteo, sarebbe davvero stupefacente se uno dei tratti iper-identitari dell’ex sindaco di Firenze quale è il ricorso a primarie venisse bocciato. Il sospetto che per tattica ci si faccia un abito politico su misura ed ogni volta diverso sarebbe sempre più fondato.
Frosinone Possibile
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