maltempo auto bici 350-260

maltempo auto bici 350-260di Danilo Collepardi – Siamo diventati un popolo di isterici. Continuando a gridare per ogni cosa “al lupo!, al lupo!”, arriverà il momento in cui nessuno ci prenderà più in seria considerazione (non è che la nostra reputazione sia oggi ai massimi livelli !).
E’ bastato qualche acquazzone assolutamente nella norma, vista la stagione, per creare la psicosi del cataclisma e bloccare città grandi e piccole. Nella nostra provincia sono state chiuse le scuole “per precauzione” in Comuni di bassa collina dove un’alluvione o soltanto un piccolo allagamento, non sanno neanche dove stiano di casa.
D’altro canto questo è il Paese dove, se scendono giù due fiocchi di neve ( sempre più rari a causa del riscaldamento globale salvo eventi eccezionali che si verificano ogni 20/30 anni), si chiudono le scuole. Tanto se a scuola non si va per un giorno o due che male c’è!?
Si dice ” chi è stato morso dalla vipera ha paura anche della lucertola” (vedi Genova per restare all’oggi); ma neanche è possibile che ogni qualvolta si veda una biscia, si chiudano le scuole (come al solito)!
Mi domando sempre come facciano in Canada o in Siberia. Mi si dice “ma lì sono attrezzati”. Non credo che occorra una grande organizzazione di Protezione Civile per indossare un paio di scarpe più pesanti e un giubbotto e andare, come in tutto il mondo, a scuola.
Quello che è veramente in crisi in questo Paese, è l’etica della responsabilità e del dovere. La Protezione Civile, per evitare problemi (innanzi tutto a se stessa), lancia l’allarme rosso; i Sindaci, sempre per evitare problemi (come prima), chiudono le scuole; i ragazzi sono felici della prevista alluvione.
Giovedì scorso sono andato a Roma, ho viaggiato benissimo, traffico ferragostano, perché le scuole erano state chiuse (come al solito) e la gente si era rintanata in casa in attesa del diluvio universale. Molti avranno assaltato i negozi per fare incetta di generi di prima necessità.
Così va l’Italia, tra farsa e dramma. Noi però siamo amanti della farsa, è nata qui la commedia dell’arte. E se qualcuno osa affrontare il tema della responsabilità, a cominciare dalla propria, allora sì, apriti cielo: fulmini e saette. Tutti ci sentiamo irresponsabili per il semplice motivo che la responsabilità è sempre di qualcun altro e così su, su fino ai vertici dello Stato che, come si sa, sono responsabili di tutto, anche del maltempo, ovviamente. Non a caso questo è anche il Paese di Pulcinella.
Frosinone 7/11/2014

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