di Redazione – Mai titolo fu più azzeccato per fare amara ironia sui provvedimenti del Governo Renzi sui temi del lavoro e dei lavoratori. A Roma la polizia carica i lavoratori dell’acciaieria di Terni licenziati dalla ThyssenKrupp. Feriti e portati all’ospedale due operai. Colpiti anche due sindacalisti e il leader della Fiom Landini, che attacca: «Il governo si vergogni di picchiare noi. Renzi chieda scusa». I sindacati ad Alfano: «Violenze indiscriminate» Gravissimo questo fatto.
E’ importante dire la propria opinione su questa aggressione inaspettata e totalmente ingiustificata contro dei lavoratori in lotta. Purtroppo questa violenza conferma quanto di preoccupato abbiamo sostenuto sulle nostre pagine negli ultime tempi ed in particolare negli ultimi giorni. Questo governo e la politica del PD di Renzi spacca il Paese. Così le prime reazioini di unoetre.it come sono arrivate in Redazione.
Nadeia De Gasperis
Le forze dell’ordine stavano compiendo il loro lavoro. Quando la sociologia non mi viene in soccorso, la mia educazione universitaria mi rimanda alle discipline scientifiche. La definizione di lavoro, in fisica, prevede il trasferimento di energia cinetica tra due sistemi, attraverso l’azione di una forza, quando l’oggetto subisce uno spostamento. Eppure potrei giurarci, l’operaio era fermo a terra, non l’ho visto muoversi mentre la forza dell’ordine si applicava su di lui. C’è un altro particolare da non trascurare, l’operaio non era un oggetto e l’energia propositiva non si trasferiva da un sitema a un altro ma veniva trasformata in dolore, no, non ho detto calore, ma rabbia e umiliazione. C’è un altro dettaglio, il sistema avrebbe dovuto essere uno solo, perchè anche quello del poliziotto è un lavoro. Il sistema avrebbe dovuto essere uno solo, il sistema lavoro, che lo scorso sabato, aveva visto manifestare il sindacato di polizia con gli altri lavoratori, cittadini. Nel passato, recente e meno recente, si sono registrati episodi di repressione, pilotati da un sistema gerarchicamente più forte di quello dei lavoratori. Diciamo così. Diciamo che le azioni di forza delle forze dell’ordine erano dettate da ordini superiori all’ordine stesso della forza “agente”. Ma nell’era della comunicazione “cinguettata” applicata al governo del Paese, basta un proclama, una battuta infelice, ad autorizzare una nefandezza. “Non c’è stata una carica, ma una azione di contenimento”, giustifica così, la questura, le azioni di forza.
Ecco. A proposito di cariche e di contenimento, no, non disturberò ancora la fisica, mi viene piuttosto in mente l’azione di contenimento che bisognerebbe esercitare su certe cariche, così irriverenti, perdonatemi l’eufemismo, da dare a un milione e duecento manifestanti (per la questura), della “massa di mercenari”.
Non ci possiamo lamentare di nulla, nelle rare occasioni in cui ci venga offerto un lavoro, non possiamo permetterci, di chiederci se si stiano applicando o meno le leggi che garantiscano la sicurezza “sul” lavoro, la sicurezza “di” un lavoro ci preme di più di un casco da carpentiere intorno alla testa. Dobbiamo sentirci fortunati, quando possiamo vestirci della nostra dignità sul posto di lavoro, figuriamoci pretendere di indossare un paio di scarpe antinfortunistiche. Questa, è la modernità cinguettata dal governo? In effetti è da un po’ che non si sente parlare di incidenti sul lavoro. Per risolvere il problema alla fonte, è stato necessario risalire fino ai cancelli di una fabbrica, e chiudere il problema a suon di catene e lucchetti. Intanto i sindacati annunciano un autunno caldo e non vorremmo che la semplificazione auspicata dal governo, conduca a registrare morti e feriti sul luogo di manifestazione, con la stessa facilità con cui si registravano i numeri degli incidenti sul lavoro, o con la stessa facilità con cui si schernisce la necessità di manifestare il proprio dissenso, per la frustrazione del lavoro che manca, per la mancanza delle garanzie sul lavoro, per la scuola, per lo smantellamento dello stato sociale.
Fausta Insognata Dumano
L’ unico pesto che dovrebbe essere legale è quello sulla pasta,eppure nell’ era renziana si stanno scrivendo delle pagine buie ,in cui la democrazia viene calpestata.,nell’ esprimere profonda solidarietà ai lavoratori , ai delegati fiom e allo stesso Landini….vorrei però ricordare altri episodi discutibili della polizia al tempo di Renzi.
Penso agli studenti minorenni di Palermo picchiati il 18 ottobre, penso ad un’immagine che mi è rimasta scolpita nel dentro il 12 aprile a Roma…..l’amore al tempo di Renzi, farsi scudo disarmato sul corpo di una compagna disarmata ad una carica disumana.
La notizia delle cariche agli operai mi è arrivata, mentre spiegavo la grandezza di Giolitti,che non fece mai l’errore di mandare la polizia durante le manifestazioni operaie.Il sonno della ragione genera mostri, sul tavolo del ministro degli interni dovrebbero giungere interrogazioni di tutti i parlamentari democratici, altrimenti è inutile che esprimano solidarietà. Tutto ciò avviene a pochi giorni di distanza dalla grande manifestazione di sabato della cgil, a pochi giorno dallo sciopero del sindacalismo di base. L’USO SPREGIUDICATO delle cariche di oggi sono un campanello d’allarme, in un autunno, che si sta annunciando caldo,non solo dal punto di vista atmosferico……..
Ivano Alteri
Come ampiamente previsto, il sistema inizia a menar le mani. Quando non si hanno ragioni dicibili in pubblico, quando l’imbonimento e le menzogne hanno ormai dato tutto quel che potevano, quando i nodi vengono al pettine e le chiacchiere lasciano il campo alla povertà di moltissimi e alla ricchezza smodata e amorale di qualcuno, il tic del manganello torna a caratterizzare i gesti delle istituzioni asservite, e di un governo fantoccio al servizio permanente effettivo della feccia padronale del Paese e del mondo.
Dovremmo essere stupiti che a capo di quel governo vi sia un tale che occupa anche la carica di Segretario nazionale del Partito Democratico, originariamente concepito dai gameti della sinistra democristiana e comunista, la cui gestazione, però, è stata progressivamente e colpevolmente condotta sotto i ferri della “mammana” Renzi, per un aborto clandestino che sta causando la morte della madre: la sinistra, appunto.L’ipocrita
Ma stupiti non lo siamo affatto. I metodi oscuri e manipolatori del privilegiato e ipocrita Renzi (unico dipendente dell’azienda del padre ad avere un contratto a tempo indeterminato), la sfacciata inaffidabilità delle sue parole (“Enrico, stai sereno!”, “mai farò il presidente del consiglio senza elezioni”…), i suoi slogan vuoti di berlusconiana memoria, la perfetta coincidenza della sua azione istituzionale con il programma anti-costituzionale e golpista della P2 di Gelli, i finanziamenti a go-go provenienti da noti evasori fiscali e intrallazzatori para delinquenziali di ogni genere, erano il prologo inequivocabile della deriva autoritaria che incombe.
Non c’erano dubbi che a questo si sarebbe arrivati. E non ci sono dubbi su quale sia la parte che egli vuole privilegiare e quale quella che invece vuole privare di ogni diritto. Basti notare quale sia il trattamento riservato ai sindacati dei lavoratori e quale quello riservato ai sindacati padronali; per non parlare delle genuflessioni riservate al mastino Marchionne e alle sue pratiche liberticide.
Adesso, la sinistra interna al Pd dovrà battere un colpo, possibilmente non in testa ai lavoratori. Certo non è più accettabile che Bersani sia più preoccupato di distinguersi dalla Cgil che dalle azioni di chi gli ha scippato il partito sotto il naso e fa spaccare la testa ai lavoratori in lotta. Questo è il momento delle scelte chiare. I giochini degli ultimi venti anni ci hanno condotto al disastro; di tattica in tattica siamo arrivati al disfacimento di una storia politica che ha dato i natali alla Repubblica e alla sua Costituzione.
È ora che la classe dirigente della sinistra, interna ed esterna al Pd, a tutti i livelli, renda conto delle azioni che hanno condotto il suo popolo alla disfatta.. Gli chieda scusa e lo ringrazi per aver resistito a tutti gli attacchi nonostante loro e la loro opera imbelle, e di essere ancora capace di riempire col proprio coraggio e la propria determinazione le più grandi piazze d’Italia.
Frosinone 30 ottobre 2014
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