Locandina Cgil 25ott14 350-260

Locandina Cgil 25ott14 350-260di Ignazio Mazzoli – C’è un grande fermento nella Cgil, in Italia e anche qui in Ciociaria, nel frusinate. Un clima nuovo di impegno e di entusiasmo. L’appuntamento romano di S. Giovanni di sabato 25 ottobre sarà stato preceduto da 21 iniziative che hanno preparato la Partecipazione frusinate a questo appuntamento, dall’incontro con Maurizio Landini a Cassino fino al convegno sul rilancio dell’edilizia che si svolge domani pomeriggio in una bella sala dell’Abbazia di Casamari.

Quali scelte della Cgil saranno operative qui in provincia? Lo abbiamo appreso da tre interviste ai nuovi componenti della segreteria provinciale da noi ascoltati su alcuni temi molto importanti: sanità, politiche sociali e la tremenda difficoltà della crisi di posti di lavoro. Le migliaia di fiaccole contro lo scempio della sanità pubblica che sfilarono nella serata di giovedì 11 ottobre nelle vie del capoluogo trovano una sponda se non nei partiti sicuramente nel sindacato, infatti Beatrice Moretti ci dichiara con molta convinzione che “basta tagliare in questa realtà che ha già dato troppo”. “Qui bisogna investire, assumere e occorrono contenuti nuovi come sarebbe ad esempio introdurre la chirurgia oncologica a Sora”. C’è anche un fronte molto nuovo nelle piattaforme sindacali e che è anche saldamente unitario con Cisl e Uil. E’ quello delle politiche sociali. Cosa sono? La butto giù così come la ricavo dall’intervista a Rosa D’Emilio. “I sindacati decidono di intervenire sul territorio con la volontà di trattare con i comuni i costi e le tassazioni dei servizi per tutelare i redditi più bassi e quelli falcidiati dalla crisi e dalle misure economiche del governo”. C’è tanto lavoro da fare anche perché i sindaci si convincano che questa è la strada da seguire. Il lavoro più duro resta, però quello per la ricerca di nuovi posti di lavoro e continuare a difendere quelli rimasi. 115000 iscritti ai centri per l’impiego di cui 7000 solo nell’ultimo anno. “Drammatica situazione” la definisce Silvio Campoli nell’incontro che abbiamo avuto, non celando tutta la sua delusione per i ritardi dell’Accordo di Programma Anagni-Frosinone che allo stato attuale non è in grado di utilizzareLocandina Cgil per il 25 ottobre 2014 le somme stanziate (90 milioni circa) anche per inefficienze e cavilli che penalizzano le piccole e medie imprese soprattutto (leggi Marangoni-Bonifazio srl). E’ chiaro che se non fanno il proprio dovere i partiti e le Istituzioni non ci sarà speranza per affrontare con urgenza nuove prospettive e se qualcosa arriverà sarà imposto dall’alto come quasi sicuramente avverrà con i piani Fiat o meglio FCA.

Ma sabato ci saranno tanti lavoratori frusinati a Roma? “Il vostro coraggio è importante” dice Susanna Camusso. Ed è vero senza la presenza fisica di donne e uomini che rappresentano dal vivo le privazioni, le ingiustizie subite, la privazioni di diritti, le esigenze insoddisfatte non ci saranno risposte ai problemi dell’oggi e anche il domani si farà ancora più scuro.

La manifestazione del 25 ottobre è certamente importante per gli obiettivi che si pone contro la politica dei tagli lineari e del blocco dei contratti che non dà lavoro e impoverisce le famiglie, come confermato dalla recessione che permane nel nostro Paese e contro l’assenza di un qualsiasi cambio di marcia rispetto al passato e la continuità del rigore (micidiale rigore). Non si scommette su innovazione, istruzione, ricerca, non scommette sul lavoro di qualità. È per queste ragioni che il tema della manifestazione è “Lavoro, dignità, uguaglianza per cambiare l’Italia”.

Certamente questi sono gli obiettivi da perseguire, ma c’è un aspetto che non è secondo agli altri: ed è fare la manifestazione. Nell’interesse dell’Italia e della nostra provincia ci auguriamo che massiccia sia la partecipazione. Ma voglio dirlo come mi viene. Tanti convegni con buone elaborazioni a che servono se quelle idee restano senza gambe? C’è un grave deficit di movimento. Senza il volto e le voci delle vittime di questa crisi drammatica non c’è possibilità di cambiamento. Landini a Cassino disse: il 25 è solo un inizio. C’è da augurarselo. Bisogna tenere duro, non farsi scoraggiare da iniziali delusioni, occorre sapere che le orecchie delle coscienze sono sempre aperte a tutte le ore, bisogna dare il tempo che i messaggi giusti arrivino al cuore e ad alle intelligenze.

Ma leggo in questa scelta del 25 anche un’altra importante caratteristica. La parte che protesta non si riconosce nella melina del tutto va bene, tutto si risolve, vedrete che bei risultati!!!! Chi sta a disagio e paga più di tutti la crisi deve, ha il dovere prima ancora che il diritto, di protestare. Non esiste una “tenda” in cui debbano stare per forza tutti. Quelle tende hanno un padrone. E, nella barca del padrone ci sono sempre pochi ufficiali e uno sterminato numero di mozzi. Meglio padroni in casa propria liberi di parlare, organizzare la protesta, lavorare perché gli interlocutori arrivino a degli accordi veri fra le parti in causa e non dover subire soluzioni preconfezionate. Nelle ammucchiate il più debole paga sempre. Nell’interclassismo è così, ed infatti lì passa e si realizza l’attacco ai diritti del lavoro e dei lavoratori, come nelle larghe intese passano le politiche di bilancio che ammazzano il welfare. Solo liberi nelle proprie organizzazioni, coraggiosi e uniti si può aprire una nuova fase e cambiare l’Italia.

22 ottobre 2014

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