di Danilo Collepardi – Trovo del tutto inutile inseguire una cosa che non c’è più. La forma partito così come l’abbiamo conosciuta dalla 1^ rivoluzione industriale a tutto il secolo scorso, è morta e sepolta. Il Partito inteso come strumento di collegamento tra potere e popolazione governata, è stato da tempo sostituito da altri strumenti ben più potenti e efficaci: La TV privata (Berlusconi) e la Rete (Grillo). Per me questo non rappresenta un avanzamento ma, al contrario, un arretramento della democrazia partecipata, le cose però stanno così e mi par tempo perso sprecar lacrime sul latte versato.
E’ del tutto ovvio che, alla scomparsa della vecchia forma partito, corrisponda una personalizzazione sempre più accentuata della politica. Forza Italia, 5Stelle e, in parte, anche SEL sono partiti personali (i primi due anche di proprietà personale) costruiti intorno a personalità forti.
L’unica eccezione è il PD e proprio da questo fatto derivano tutte le difficoltà di governo interno di questa forza politica. Il PD è un non-partito composto da 3-4-5 (il dato è variabile a seconda delle convenienze) gruppi di potere che si affrontano e scontrano per il potere.
Renzi rappresenta il tentativo di superamento dello stallo da ingovernabilità in cui versano i democratici. Favorito dal sistema delle primarie che spinge appunto verso la personalizzazione della politica, Renzi è pur tuttavia l’unica via di salvezza per i democratici.
Berlusconi e Grillo sono degli autocrati padroni dei loro partiti e capi indiscutibili degli stessi. Il leader del PD è invece eletto democraticamente da un’amplissima base e democraticamente verrà sostituito. Il fatto poi che Renzi sia contemporaneamente segretario del suo partito e capo del governo non è un’invenzione renziana, ma una precisa e fondamentale norma dello statuto del PD.
Gli unici a non voler prendere atto di questo mi sembrano proprio i dirigenti del PD che vedono sfuggir loro di mano il potere di condizionamento posseduto (stendo un velo pietoso sullo spettacolo indecoroso delle elezioni provinciali); prima prenderanno atto del mutato stato delle cose e meglio sarà per i democratici e per il Paese tutto.
Frosinone 17/ 10/ 2014
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