l ombra 350-250di Carlo De Crisotofaro – (Poesia L’Ombra) Questa poesia è una felice combinazione di spirito poetico e di spirito filosofico-critico. Ero vicino ai 40 anni quando la scrissi e già lavoravo nella scuola, era l’anno di prova presso l’Istituto tecnico-commerciale “Vittorio Veneto” di Latina, dove insegnavo Letteratura italiana. In un giorno tiepido e soleggiato di febbraio passeggiavo meditando per un vialone del mio amato Colle Oppio, il giardino per me foresta della mia infanzia, quando vidi proiettata per terra la mia ombra, essendo quasi mezzogiorno, la vidi di una forma piuttosto schiacciata. Fu sufficiente, tuttavia, per farmi esclamare: “eccoti qua”, quell’ombra non è altro che la proiezione del tuo corpo, “tu”, dissi tra me e me, “non sei altro che quel corpo che la luce solare proietta a terra come ‘ombra’”. Era una chiara presa di coscienza “materialista”, che aveva dietro di sé anni di polemica contro la visione sociale che immagina l’individuo umano come “anima”, come semplice “io”, come “ragione”, ecc.. Tale coscienza aveva dietro di sè tutta la mia concezione filosofica materialista. Però, proprio perché c’era la consapevolezza che io non ero altro che quel corpo, c’era anche la consapevolezza del destino tragico che mi appartiene, perché il corpo per sua natura è destinato a morire: “Dietro i tuoi pensieri..sta un possente sovrano, un saggio ignoto..si chiama Sé. Abita nel tuo corpo, è il tuo corpo..Tramontare vuole il vostro Sé, e perciò siete diventati dispregiatori del corpo”(F. Nietzsche – “Così parlò Zarathustra” – Dei dispregiatori del corpo).

“Dietro i tuoi pensieri e sentimenti, fratello,
sta..un saggio ignoto..è il tuo corpo”
(F. Nietzsche – “Così parlò Zarathustra” – Dei dispregiatori del corpo)

Quest’ombra sì fedele
che m’accompagna muta
io l’incontrai fanciulla
e non l’ho più perduta:

la vidi farsi uomo
e dir ferme parole
giù nell’asfalto fusa
dall’infuocar del sole

e rintanarsi lieta
dietro ad un cespuglio
sfuggendo alla calura
d’un tormentato luglio.

Quanto cammino amica!
Quanto t’ho affaticato!
Ed or mi segui curva
al centro d’un bel prato:

sei vecchia e stanca ormai,
vuo’ in eterno riposarti,
laggiù, sotto le mammole,
alfin dovrò lasciarti.

(Carlo De Cristofaro – 15/2/1988)

Sacrica il testo integrale della presentazione…. L’OMBRA

 

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

 

Di Autore/i esterno/i

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.