riceviamo e pubblichiamo – Le motivazioni delle dimissioni di Armando Mirabella e Riccardo Greco dagli organi dirigenti del PD frusinate
La natura dell’alleanza con cui Nicola Zingaretti governa la Regione e la scelta progressista europea operata dal PD con l’ingresso nel PSE impongono comportamenti conseguenti anche in questa provincia.
Il Partito Democratico avrebbe dovuto farsi parte attiva di una candidatura che sostenesse una prospettiva di governo progressista, di centro sinistra che, conseguentemente, escludesse alleanze con forze politiche che si richiamano alla destra ed al centrodestra.
Non possiamo nemmeno pensare, come si sente dire, che in questa provincia il Partito Democratico non si presenti con una ed indivisibile lista. Sarebbe l’abdicazione completa del partito provinciale alle personalità ed ai loro gruppi. E’ utile ricordare che la lista è totalmente sganciata dal presidente e, per quanto possa valere in una competizione elettorale di questo genere, per la quale è possibile esprimere il voto di lista. Su questo tema abbiamo presentato un odg al Segretario regionale Melilli.
Noi crediamo che una segreteria serva quanto meno a costruire processi decisionali. Gli appuntamenti dove questa capacità andava misurata non sono mancati: il rinnovo del Cosilam, quello della SAF, la scelta del candidato presidente della Provincia.
Rispetto al rinnovo del Cosilam la funzione di indirizzo che il Partito Democratico ha dato è stata semplicemente bypassata dai sindaci. La forza che ha esercitato la Federazione provinciale del Partito Democratico, l’istanza territoriale più alta del più grande partito italiano, uno dei più grandi d’Europa, non è stata sufficiente. Già lì è emerso un problema di natura della leadership.
Sulla vicenda SAF, nonostante gli sforzi fatti dal PD con anche la produzione di un documento che è un documento avanzato, ma di realtà, non si è voluto dare ai sindaci nessun criterio misurabile, nessun criterio ragionevole, nessuna griglia di valutazione per scegliere con cognizione di causa chi deve guidare una delle aziende più importanti per la vita di mezzo milione di persone. Sembra che per un pezzo della classe dirigente di questa terra, che sono i primi cittadini, per fare una scelta sia sufficiente sapere che “Questo è sostenuto da Quello e che Quell’altro è sostenuto da Quegli altri”.
Eppure la SAF impatta un tema sensibilissimo come è quello dei rifiuti in una zona di frontiera. Cosa c’è di peggio, ci chiediamo, cosa c’è di più sensibile? Speriamo di essere smentiti, ma ad oggi non c’è un codice etico, non c’è un bilancio sul sito internet, non si sa quali siano i comuni inadempienti.
La mancanza di un processo decisionale, perché evidentemente la natura di questo accordo sulla segreteria provinciale più passa il tempo e più non alimenta il motore della autorevolezza di questa segreteria, arriva alla scelta del candidato presidente della provincia.
Siamo maggioranza schiacciante in questo territorio. Tuttavia, due aree politiche, che si dichiarano renziane, lacerano il PD da mesi per eleggere un Presidente di un Ente che proprio Renzi ha dichiarato inutile e da cancellare. Una discussione tutta interna che ha come scopo unicamente il rafforzamento dei gruppi dirigenti attuali.
Rischiamo, chiunque vinca, di produrre una amministrazione di questo ente di secondo livello che è la Provincia deforme politicamente. Rischiamo di mettere in cattiva luce, se non proprio di bruciare, due esponenti di primissimo piano del centrosinistra come sono il sindaco di Ferentino Antonio Pompeo e il coordinatore nazionale del PSI Gianfranco Schietroma. Esponenti loro due, che per storia o freschezza, competenze, se si fossero create le condizioni per fare squadra assieme, avrebbero contribuito indubbiamente a far rialzare la testa a questo territorio. Un territorio per cui il ruolo della Provincia deve essere quello di una cabina di regia in grado di:
• fare economia di scala (pensiamo alla stazione unica appaltante in grado di abbattere costi ed inutili duplicazioni)
• pianificare una strategia europea divenendo un incubatore di progetti ad area vasta che in raccordo con il livello regionale ottimizzi ed impieghi tutte le risorse disponibili per lo sviluppo del territorio in dimensione provinciale.
• coordinare tutte le attività di gestione del territorio: difesa del suolo, viabilità, bonifiche, in modo da evitare frammentazioni inutili, inefficaci e dispendiose sia in termini economici che di aggravio della macchina pubblica.
La sostanza è che non si vogliono creare processi decisionali. In questo modo a decidere non è il partito, che attraverso il travaglio del confronto, arriva alla soluzione a cui tutti si attengono.
Tutta la discussione si deve tenere schiacciata in tutti i contesti col “Questo sta con Quello”, tutto si decide sull’emergenza, col corollario di insulti, delegittimazioni, accordicchi, ricorsi e controricorsi che indignano e scandalizzano chi avverte la responsabilità di un altro modo di fare Politica.
Il tutto con l’incredibile, ingiustificabile disinteresse dei livelli regionali e nazionali per cui evidentemente la Federazione PD di Frosinone è un posto così malfamato e mal frequentato per cui non vale la pena spendere risorse: la spesa non vale l’impresa.
Se tutto ciò che abbiamo descritto accade, accade perché, seppure dotati di grandi capacità umane e politiche, non si ha la riconosciuta legittimazione per opporvicisi, per organizzare processi decisionali condivisi e partecipati da tutti, non si ha la forza dettata dall’indipendenza. E di questo si deve avere il coraggio di prenderne atto e agire di conseguenza.
Noi siamo convinti che nella politica le cose si pratichino e non si predichino e, dunque, come epilogo di un processo a cui hanno partecipato donne e uomini rappresentanti di diversi territori della nostra provincia che hanno sempre sostenuto la mozione di Giuseppe Civati alla segreteria nazionale ed in tutti gli organismi sotto ordinati, Armando Mirabella e Riccardo Greco hanno rassegnato le loro dimissioni rispettivamente dall’Ufficio politico e dalla Direzione provinciale.
Aspettiamo, a questo punto, la formalizzazioni di tutte quelle solo annunciate nelle occasioni pubbliche precedenti.