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centrosinistradi Ivano Alteri – Per esprime un giudizio compiuto sulla candidatura di Gianfranco Schietroma alla presidenza della Provincia, abbiamo necessità di distinguere il merito dal metodo, ed entrambi questi dalla persona politica di Schietroma stesso. Non sono indifferenti ai fini del giudizio, infatti, le ragioni che hanno indotto i promotori alla sua candidatura; né il modo in cui essa è maturata; né le caratteristiche del candidato.
Nel merito. Quella candidatura è stata promossa da un pezzo di Pd a scopi di lotta interna contro l’altro pezzo. Il quale, da parte sua, non è stato da meno; e infatti ha proposto autarchicamente un suo uomo allo stesso scopo. Questo dualismo va avanti da tempo ed è stato causa di disastri politici ed elettorali per lunghi anni. Gli uomini e le donne del Centrosinistra, qualsiasi sia il luogo che hanno scelto per soffrire le proprie pene politiche, dovrebbero decidersi a metterci un punto, non continuare a farsi strumentalizzare.
Sul metodo. La candidatura di Schietroma è stata fatta passare come se fosse del Centrosinistra; ma non è così. Non è il Centrosinistra che candida Schietroma, ma pezzetti di partiti del generico centro sinistra, Pd e Sel, in alleanza con Forza Italia. Giuseppe Fortuna, segretario provinciale di Sel, con un articolo pubblicato da questo stesso giornale, prende le distanze da questa scelta che sembra sia stata assunta solo da un gruppetto del suo partito, il quale non ha sentito il bisogno di coinvolgere gli organismi dirigenti e i circoli. Le decisioni formali degli organismi dirigenti del Pd, pur intervenute, sono macchiate da nette ombre d’illegittimità, che hanno rinfocolato ulteriormente le polemiche. D’altra parte, neanche quella di Antonio Pompeo può dirsi una candidatura del Pd, nonostante sia egli un uomo del Pd, ma solo di un suo pezzetto, in alleanza col Nuovo Centro Destra; tanto meno del centrosinistra.
Come sempre senza scrupoli, inoltre, entrambe le parti hanno disinvoltamente stretto alleanze con gli avversari politici di sempre, pur di farsi valere. Se la stessa determinazione la ponessero nel difendere gli interessi di coloro che dicono di voler rappresentare, tutti noi vivremmo molto più serenamente. Questo brutto vizio di rincorrere gli accordicchi elettorali a destra e a manca, fosse pure col diavolo, comporta lo svuotamento valoriale della coalizione, lo spaesamento degli elettori ed iscritti ai partiti, alimenta la mala pianta della sfiducia, del “sono tutti uguali”. E, in definitiva, degrada la candidatura di Schietroma e Pompeo a vera e propria operazione di casta. Nonostante ciò, il Pd si ostina ancora a rifiutare anche soltanto l’ipotesi di discutere un terzo nome.

Sul candidato. Personalmente, se avessimo potuto noi esprimere un parere sulla questione, avremmo scelto il candidato Schietroma, per le stesse ragioni che hanno indotto altri ad essere contrari.
La prima: Schietroma non è del Pd; quindi, perché questo partito dovrebbe proporre il candidato di un altro partito? Beh, forse perché stiamo trattando di un candidato che dovrebbe rappresentare una coalizione; e un Pd che facesse veramente questa scelta coraggiosa, e non la fingesse soltanto, sarebbe un partito consapevole di far parte di un’alleanza, determinato ad esserne parte attiva e leale. Un tale partito, che trovasse le ragioni, la forza, il coraggio di una scelta simile, costituirebbe un valore inestimabile per l’intera area. Il problema vero, quindi, è che la finge soltanto, quella scelta, come l’ha finta mortificando la stessa candidatura già nel 2009; e non che Schietroma non sia del Pd.
La seconda: Schietroma non è il nuovo, è lì da troppi anni, è un poltronista. Intanto, questa storia che il nuovo debba essere necessariamente migliore del vecchio, non ci ha mai convinto; e crediamo che, in fondo, non convinca neanche quelli che la predicano. Perché, in verità, l’anzianità è percepita come un difetto solo nella situazione malata in cui vive il nostro paese; altrimenti quel dato anagrafico e professionale non ci indurrebbe a parlare di poltronismo, che è un vizio, ma di esperienza, che è una virtù.
Ce n’è poi una terza, riferita a coloro che sostengono l’ipotesi di un sindaco candidato, Pompeo nello specifico, in nome della coerenza con la riforma Delrio, la quale indica proprio nei sindaci i potenziali candidati alla presidenza dell’amministrazione. Per essere coerenti con qualcosa, però, bisogna prima condividerla. Ma si può condividere una legge che formalizza la nascita di una vera casta, con molti poteri sulla vita dei cittadini, ma nessuna legittimazione popolare? E si può condividere una riforma che elimina la provincia proprio ad un territorio in cui la frammentazione stronca già ogni iniziativa, dove è in atto un processo disgregativo fino ad una vera e propria dis-urbanizzazione, con le campagne deturpate dall’abusivismo edilizio e i centri storici svuotati? A noi pare, piuttosto, una scelta scellerata. Noi avremmo avuto bisogno di “più provincia”, non meno; di una provincia con maggiori capacità aggregative, non di nessuna provincia. Ma ora, quella riforma a cui bisogna resistere anziché essere coerenti, c’è; e allora, per affrontare nonostante essa le problematiche che si ricordavano (e le tante altre presenti prepotentemente nell’agenda politica), non basta un amministratore, oltretutto part time; occorre un politico di lungo corso, full time, che abbia il tempo e la capacità di guardare al di là del contingente. Un ruolo che, personalmente, pensiamo si attagli a Gianfranco Schietroma.
Come si diceva, però, la sua candidatura è stata guastata dalle cattive ragioni e dai pessimi metodi che l’hanno determinata. Ma egli potrebbe rimediare, rimettendo molte cose a posto. Un modo energico, potrebbe essere quello di dare, sì, la sua disponibilità alla candidatura, ma condizionata al sostegno dell’intero Centrosinistra, quello originario, finalmente coinvolto in una definizione unitaria del candidato. Non si può escludere che possa convergere sul suo nome, come se fosse quel terzo nome che il Pd si ostina a rifiutare anche solo di discutere.

Frosinone 15 settembre 2014

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Di Ivano Alteri

Ivano Alteri: Libero professionista di Frosinone, esperto in problemi del lavoro, ha collaborato prima con edicolaciociara.it sul cui sito ha pubblicato interventi relativi al mondo del lavoro e alla politica più in generale. Ha collaborato alla ricerca sugli infortuni sul lavoro svolta dall'associazione Argo per conto della Provincia di Roma, poi pubblicata dalla stessa. Dalla nascita di unoetre.it è membro della sua Redazione

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