di Ignazio Mazzoli – La prima seduta del Nuovo Consiglio Comunale di Veroli eletto con il voto del 25 maggio scorso ha confermato la sensazione che ci diede la presentazione della coalizione che ha vinto. Simone Cretaro, il nuovo sindaco è un protagonista. I modi discreti, privi di ogni istrionismo, eppure c’è lui e, solo lui.
Mancavano pochi minuti alle diciannove, orario annunciato per l’inizio della seduta consiliare ed ancora nulla trapelava sulla composizione della nuova giunta. Una sala piena di cittadini, sorridenti e partecipanti, giornalisti e ben due televisioni aspettavano senza ansia di conoscere gli annunci del nuovo sindaco e la composizione della nuova amministrazione.
Chi scrive fece le sue prime esperienze di eletto in questa aula consiliare, sempre tanto bella e autorevole, mai così bella e nuova e soprattutto così affollata come il 18 giugno. Nuova nella disposizione per il pubblico ospitato anche su un bel numero di sedie. Nuova per la presenza di aggiornate tecnologie oltre che per la cura con cui è mantenuta questa sala come tutto il palazzo anzi, pardon, la “domus civis” (secondo il libro di Aldo Toffoli “Haec tua domus civis”).
Eh si il protagonismo del sindaco passa attraverso una valutata simbologia che si respira e colpisce subito. Ed egli non ne fa mistero. Anzi guida l’osservatore di mestiere e non attraverso le scelte che vuol far pesare. La città, i cittadini devono essere a contatto con l’amministrazione. E’ la loro, perché l’hanno eletta, la devono partecipare e d’ora in poi il portone su piazza Giuseppe Mazzoli sarà sempre aperto. Primo simbolo. “Mi dicono che ci stanno seguendo già in 500” attraverso la diretta streaming curata ed edita da TG24 (http://www.tg24.info/veroli/). Secondo simbolo. C’è da augurarsi che venga stabilmente mantenuto per tutte le sedute del consiglio comunale. Questa metodologia di conoscenza diretta della vita degli organismi elettivi bisogna sapere che è, ancora in molti comuni e non solo, apertamente ostacolata. Cretaro ha abbattuto un muro per sempre? Staremo a vedere.
Dopo una rigorosissima procedura di convalida degli eletti sotto la guida del presidente di turno, il Consigliere anziano Assunta Parente e del Segretario Generale Dottor Lucio Pasqualitto si procede all’elezione del Presidente del Consiglio. Con undici voti viene eletto Giuseppe Mignardi, un veterano del partito socialista con una presenza in quell’assise di ben 45 anni.
Il pubblico nell’aula consiliare del Comune di Veroli
Pone subito un problema: Perché Campanari siede nei banchi di sinistra dov’è la maggioranza? Vada dall’altra parte. La replica è semplice e piuttosto scontata. “E’ l’appartenenza che definisce dove collocarsi”. Infatti quando c’erano le maggioranze democristiane si sedevano sempre nella fila dei banchi di destra. Oggi c’è un centrosinistra che è insieme dilatato a tante rappresentanze ed anche diviso. Dove dovrebbe sedersi? Forse chiunque risponderebbe sui banchi di sinistra. Piuttosto resta aperto il problema dell’identificazione dei partiti a cominciare dal PD che prima o poi vorrà rendersi visibile con la sua identità. Qualcosa ieri sera già aleggiava in Comune.
Ma la di là di una logica di smistamento dei gruppi si respirava un’atmosfera di riconciliazione civica nel dichiarato interesse cittadino. Se non fosse stato per qualche accenno alle polemiche elettorali e preelettorali presenti nelle parole di Danilo Campanari e in qualche riferimento presente nella replica del Sindaco, il tono generale è stato di riaffermazione di ricerca del consenso da parte della sua maggioranza e di rifiuto di ogni opposizione preconcetta da parte delle minoranze. Significativo l’intervento di Marino Diamanti (Unione di Centro) che ha sollevato una importante obiezione sull’indicazione per l’elezione del Presidente dell’assemblea che poteva essere concordata con le minoranze, ma nonostante questa diversità sottolineava la qualità di una prossima opposizione costruttiva. Su questo argomento molto apprezzato è parso l’intervento di Assunta Parente, che era già stata assessore della precedente giunta e nelle sue parole forte è stato il segnale di non rinnegare quell’esperienza e di sentirsi parte di un’area
La prima Giunta Cretarodi consenso molto più vasta nell’interesse dei cittadini tutti di Veroli. In molti, in tal senso hanno voluto esprimersi come ad esempio il socialista Fini. C’è da notare che questa serie di sette interventi fra cui quelli di alcune neo eletti si è svolta dopo la nomina della Giunta e l’accordo (quasi tacito) di destinare una seduta ad hoc per discutere sui programmi.
Ed ecco, finalmente, la Giunta, nell’ordine come chiamata dal Sindaco Cretaro: Orlando Rotondo (Impegno Civico), l’unico già presente nella precedente giunta, poi tutti nuovi a cominciare da Luca Renzi (Cittadini di Veroli), Alessandro Viglianti (PDV), Cristina Verro (PDV), Barbara Crescenzi (Cittadini di Veroli). Con la Giunta il neo sindaco ci ha sottolineato altri due simboli: le donne in giunta sono una scelta irrinunciabile al di là delle appartenenze di lista, gli assessori nominati non rimarranno in giunta per 5 anni ma verranno avvicendati. Altro simbolo foriero di cieli sereni e di giorni di tempesta. Alle posizioni che non si cristallizzano fanno da contrappeso competenze che si possono disperdere, con la certezza che l’unica continuità è il Sindaco, ma soprattutto i pubblici funzionari (come rinunciare agli interrogativi ed ai dubbi?)
I compiti del primo consiglio post elettorale terminano con la surroga dei consiglierei nominati in Giunta, Renzi e Rotondo che vengono surrogati da Lazzaro Cestra e Antonio Perciballi.
Ora inizia la navigazione in mare aperto.
Veroli 19 giugno 2014
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