renzi-boschi-276206

renzi-boschi-276206di Maria Luigia Pietrobono – Le notizie che mi spingono a scrivere questa breve riflessione su quella che definirei la “questione femminile”, sono quelle apparse sui quotidiani negli ultimi due giorni e cioè la nomina di Rossella Orlandi alla direzione della Agenzia delle Entrate e di Francesca Chiavacci a Presidente nazionale dell’ARCI.
Queste due notizie hanno suscitato in me sentimenti contrastanti che sono stati di soddisfazione ma anche di rammarico.
La soddisfazione è presto spiegata; è la stessa che ho provato quando Bersani,nelle elezioni 2013 ,rinnovò il Parlamento facendo eleggere donne per un 40% , quando Letta nominò un Ministro per le Pari Opportunità ,quando Renzi a Febbraio 2014 nominò nel suo esecutivo otto donne (di cui una alla Difesa per la prima volta nella storia della Repubblica italiana) su sedici Ministri ed infine quando lo stesso Renzi volle che capolista nei cinque collegi per le elezioni europee di Maggio fossero cinque donne.
Allora perché rammarico?
Perché queste nomine pur importantissime anzi,sacrosante, non vengono incontro e tanto meno risolvono quella che definirei la ” quotidianità ” dell’universo femminile e per quotidianità intendo tutte quelle attività che,a causa di un welfare ridotto quasi a zero e del lavoro che manca, le donne devono sostenere in quasi completa solitudine.
Che fine ha fatto il Ministero delle Pari Opportunità?
Il Ministero delle Pari Opportunità ,quindi,era nato con l’intento di porre le condizioni per la realizzazione di una vera democrazia paritaria; nel partito,intanto,si era lavorato alla creazione di una Conferenza delle donne che doveva raccogliere ed elaborare tutte le richieste e le istanze del mondo femminile.
Purtroppo queste conquiste, che erano di tutte le donne, sono naufragate in un mare di indifferenza; il Ministero delle Pari Opportunità ha cessato di essere dopo le dimissioni forzate della Idem e la Conferenza delle donne e’ stata assolutamente inadeguata al compito per cui era stata creata.
I problemi delle donne non sono stati dimenticati, no , se ne parla anche troppo in numerosissimi incontri che vedono la partecipazione assidua di Senatrici e Ministre ma quello che veramente serve oggi e’ che tutte le elette nelle Istituzioni tornino a battersi per migliorare la vita delle tante loro elettrici.
Sarebbe sufficiente lavorare alla ricomposizione del Ministero; il programma e’ già segnato ed è quello della Idem mentre, volgendo lo sguardo verso il Parlamento europeo appena eletto,può essere interessante una parte del programma della svedese Sofia Post per superare quel Gender gap che vede l’Italia al sessantottesimo posto.

La riproduzione di quest’articolo è autorizzata a condizione che siano citati la fonte www.unoetre.it e l’autore

Creative Commons License
unoetre.it by giornale on line is licensed under a Creative Commons Attribution 4.0 International License.

Sostieni il nostro lavoro

unoetre.it è un giornale on line con una redazione di volontari. Qualsiasi donazione tu possa fare, fra quelle che qui sotto proponiamo, rappresenta un contributo prezioso per il nostro lavoro. Si prega di notare che per assicurare la nostra indipendenza, per parlare liberamente di argomenti politici, i contributi che ci invierete non sono deducibili dalle tasse. Per fare una donazione tramite il sito, cliccare qui sotto. Il tuo contributo ci perverrà sicuro attraverso PayPal. Grazie

Io sostengo 1e3.it

Lascia un commento

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.