di Stefano Balassone – Il pubblico di distacca dai programmi della seconda serata, ma non in tutte le regioni italiane. A giudicare dalla tarda serata del mercoledì sembrerebbe che la temperatura politica del paese si sia decisamente abbassata. L’indizio è offerto dal livello del pubblico nella mezz’ora che va dalle 23.30 alle 24, un crocicchio dove le fasi finali di programmi-serata – Le Iene su Italia1 e Le Invasioni Barbariche (che hanno tolto il posto a La Gabbia) su La7 – si sovrappongono all’inizio di Porta a Porta su Raiuno e alla mezz’oretta di Gazebo su Raitre. Si tratta, comunque, di trasmissioni che, quale irridendo, quale denunciando, quale documentando, in vario modo spremono l’attualità politico-sociale.
Quella mezz’ora giunge dopo che Raiuno e Canale5 hanno concluso le fiction e quando Chi l’ha Visto ha cessato di darsi pena per ritrovare gli scomparsi, insieme con le ragioni del loro sparire.
Così due terzi degli italiani a quel punto spengono la tv per trasferirsi a dormire nel letto, mentre quelli che restano davanti allo schermo sono i superstiti – sparsi equamente in ogni zona e categoria – che, appena abbandonati dal resto della famiglia, subito zappano dove gli comanda il cuore. E dunque a seguirne le scelte forse si capisce lo stato dei cuori del paese giorno per giorno.
Ebbene, rispetto alla fine di febbraio tutti questi programmi “politico-sociali” hanno perso share e spettatori, e questo ci pare un segno certo che l’attenzione alla politica si è stemperata, dopo la fiammata seguita alle primarie Pd e all’arrivo di Renzi al governo. Probabilmente siamo entrati in una fase di attesa.
Ogni programma arretra ovviamente a modo suo: Le invasioni barbariche lasciando sul campo gran parte dell’indignatissimo Nord Ovest e delle licenze elementari, che erano il nerbo dell’audience de’ La Gabbia, e riuscendo a trattenere solo i laureati che nel conversare di mondo di Daria Bignardi a quanto pare ci sguazzano; un andamento simile è quello de’ Le Iene, non fosse che qui le licenze elementari mostrano una maggiore tenuta; arretra Gazebo, che più di tutti rimesta nella giornata della politica, segno che quando la routine del parlamento prende il suo via, anche lo zoom sui dettagli diventa rinunciabile; perde, ma meno di tutti, Bruno Vespa con Porta a Porta che dispone del pubblico più sedimentato ed è senza alcun dubbio il dominatore del tirare tardi parlando di questo e di quello.
C’è però un dato sorprendente in tanto generale (e temporaneo) distaccarsi del pubblico dalle chiacchiere di seconda serata: il Nord Est non si distacca affatto, se non in misura davvero minima, mostrando rispetto ai rilassamenti altrui una tenacia che sfiora l’accanimento, e lasciando sospettare un surplus di motivazione rispetto al resto del paese: vuoi vedere che l’iniziativa del referendum online per la secessione del Veneto dal resto d’Italia (concluso ieri con, manco a dirlo, un plebiscito dal sapore crimeano) è meno folcloristica di quanto appaia a noi, soliti distratti?
@sbalassone
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